Il Gruppo Coopservice rafforza l'impegno per la tutela del mare Adriatico

Romagna | 21 Aprile 2026 Economia
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Nuove iniziative a tutela del mare Adriatico e per la riduzione dell'inquinamento da plastica, grazie all'allargamento della partnership tra Gruppo Coopservice e la startup a vocazione sociale Sea the Change, che ha sede a Venezia. In occasione della Giornata della Terra 2026 del 22 aprile, Coopservice e le società controllate Istituto di Vigilanza Coopservice e Servizi Italia annunciano il proseguimento e il rafforzamento per tutto il 2026 della partnership con Sea The Change.

Dopo l'avvio della collaborazione nel 2024 con il progetto Ripuliamo il Mare, il programma entra in una nuova fase con il coinvolgimento delle tre principali aziende del Gruppo Coopservice e un piano di interventi che unisce sostenibilità ambientale, supporto alle comunità locali e iniziative educative nelle scuole.

"La sostenibilità ambientale è parte integrante del sistema valoriale e della visione del Gruppo Coopservice - afferma Giuliana Caroli, ESG & Communication Manager di Coopservice - Oltre al sostegno a progetti per la salvaguardia degli ecosistemi marini e la tutela della biodiversità, il nostro impegno si traduce anche in interventi concreti per ridurre il nostro impatto, come testimoniato dalle numerose certificazioni ambientali, inclusa la rendicontazione della carbon footprint aziendale. Con il consolidamento della collaborazione con Sea The Change, confermiamo un percorso di sostenibilità che alle strategie di riduzione dell'impatto ambientale in ambito corporate affianca iniziative a favore della tutela dei mari, considerati una risorsa essenziale per l'equilibrio climatico e per il futuro del pianeta".

Dal 2024, Coopservice e Sea The Change hanno realizzato diverse iniziative e rendicontato i risultati ottenuti: dal progetto Fishing for Litter, realizzato con il coinvolgimento dei pescatori della costa romagnola, è emerso che il 90% dei rifiuti raccolti in mare nel 2025 è costituito da plastiche e il 77,5% sono retine in plastica utilizzate per la mitilicoltura. Complessivamente sono state rimosse retine per una lunghezza totale di oltre 250 metri, dopo i 327 metri recuperati nel 2024.

Accanto alla raccolta dei rifiuti, il progetto Net Reborn ha previsto la consegna a una cooperativa di pescatori di 220 cassette durevoli e riutilizzabili in sostituzione dei contenitori monouso in polistirolo per il trasporto del pesce. Un intervento che ha consentito di evitare quasi 9.000 kg di plastica monouso, equivalenti a circa 298.000 bottiglie, generando inoltre un risparmio economico stimato di circa 15.000 euro per i pescatori coinvolti.

Per il 2026 il programma prevede nuove uscite in mare dedicate alla raccolta dei rifiuti nell'area di Cesenatico e in altre località della Riviera, sempre in collaborazione con Fondazione Cetacea a cui è affidata la classificazione e la catalogazione dei materiali recuperati a supporto della ricerca scientifica sul marine litter. Da sottolineare anche che le emissioni di CO2, legate al carburante impiegato dai pescherecci per le uscite programmate, saranno compensate tramite l'acquisto di Blue Carbon Credits destinati alla tutela degli ecosistemi marini della laguna di Venezia, sostenendo modelli di gestione ambientale e attività economiche locali.

Sul fronte dell'economia circolare, è prevista una nuova fornitura di cassette durevoli e riutilizzabili alle cooperative di pescatori e, novità per il 2026, l'introduzione di cassonetti dedicati alla raccolta di reti da pesca usurate o dismesse, con l'obiettivo di favorirne il recupero e il riciclo attraverso la collaborazione attiva con aziende del territorio.

Il programma comprende inoltre la partecipazione al progetto a impatto sociale MarEdu, rivolto alle scuole, per promuovere educazione ambientale e consapevolezza sul tema dell'inquinamento marino da plastica. Per questa iniziativa saranno coinvolti alcuni istituti di Parma.

 


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