Settesere 30 anni | I ricordi dell’ex direttore Alessandro Garramone: «Fare un giornale locale fu un’impresa, ma con tigna e fantasia ci riuscimmo»

Alessandro Garramone* - In questi 25 anni ho firmato una trentina di programmi televisivi e circa settanta ore di documentari, ho realizzato due docu-serie distribuite in 140 paesi del mondo e raccontato alcuni dei più intricati grovigli della storia italiana. Eppure quando mi chiedono cosa sia stata l’impresa più difficile con cui mi sia mai cimentato nel lavoro, rispondo in piena dilatazione dell’ego e tra lo stupore generale: dirigere un giornale locale a Faenza, «sette sere».
Avevo 24 anni, una passione per il giornalismo che sfiorava l’ossessione, ma anche le fragilità di quella età di mezzo che inizia a presentarti il conto delle ansie e dei doveri. Tirare fuori un giornale che potesse diventare una necessità dei faentini ogni settimana non era uno scherzo, ma ci riuscimmo, con tigna e fantasia.
Ricordo che giocavamo a calcio in redazione, ricordo una serie di personaggi assortiti che passavano a trovarci, ricordo che in quella redazione conobbi mia moglie, ho in mente alcune bellissime polemiche giornalistiche e anche qualche spettacolare litigio, pure con la redazione. Me ne andai cinque anni dopo e iniziai a fare un mestiere, la tv, che sembrava molto diverso. Ma dopo «sette sere» per spaventarmi avrebbero dovuto pigliarmi a bastonate. Buon compleanno dunque al nostro giornale e a chi ha il talento e il coraggio di portare avanti la missione.
*Ex direttore di Settesere dal 1997 al 2002