Vertenza Electrolux, a Forlì a forte rischio quasi 400 posti, si va verso la chiusura degli stabilimenti italiani, la Regione chiede l'intervento del Governo

Romagna | 26 Maggio 2026 Economia
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“Il piano presentato al Mimit da Electrolux conferma le peggiori aspettative: oltre 1.700 licenziamenti in tutta Italia, dismissione di linee produttive, taglio della ricerca e sviluppo. La Regione Emilia-Romagna intende ribadire il proprio giudizio, come abbiamo detto direttamente al Ministro e ai rappresentanti aziendali: questa non è una ristrutturazione, ma una porta aperta verso la chiusura degli stabilimenti italiani. Il Governo deve reagire con forza”. Così l’assessore al Lavoro della Regione Emilia-Romagna, Giovanni Paglia, dopo l’incontro di questo pomeriggio a Roma convocato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy convocato dal ministro Adolfo Urso sulla vertenza Electrolux.

Il summit alla luce dell'annuncio degli esuberi e del piano di riorganizzazione industriale presentato dalla multinazionale svedese di elettrodomestici che prevede di tagliare 1.700 posti di lavoro nelle sedi italiane, di cui oltre 300 a Forlì, sito produttivo specializzato in piani cottura e forni.

Attorno al Tavolo del Mimit i rappresentanti dell’Electrolux, delle Regioni sedi di stabilimenti (Emilia-Romagna, Marche, Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia), delle istituzioni locali, delle organizzazioni sindacali e dei rappresentanti dei lavoratori.

“L’appello all’etica del ministro Urso non basta- spiega l’assessore Paglia-. Non banalizziamo la disponibilità finale dell’azienda ad aprire una fase di discussione di tre settimane, è indispensabile rendere subito disponibili un pacchetto di soluzioni che la costringano a cambiare atteggiamento e ritirare il piano attuale. Costo dell’energia e delle materie prime, a partire dall’acciaio, sostegno agli investimenti in innovazione, riprendendo l’Accordo di Sviluppo da 50 milioni cancellato il 29 aprile, adozione di misure protettive dell’industria sul piano europeo- mette sul piatto l’assessore-, questa è l’agenda da costruire immediatamente, per cui ci sembra indispensabile l’intervento diretto della presidente del Consiglio”.

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