Teatro, da Shakespeare a Pirandello, i grandi classici da non perdere nelle nuove stagioni della provincia di Ravenna

Michela Ricci - Da Shakespeare a Pirandello, le nuove stagioni teatrali del nostro territorio attraversano i grandi classici senza trattarli come monumenti. Ravenna, Cervia, Faenza e la Bassa Romagna li affidano a registi e interpreti diversi, costruendo intorno ai testi percorsi che vanno dalla rilettura fedele alla riscrittura, dal dramma alla commedia. Sono testi che ci pongono davanti a temi sempre attuali: il potere, la responsabilità, l’identità, il rapporto tra individuo e società.
RAVENNA
Il cartellone dell’Alighieri a Ravenna mette in dialogo alcuni dei nomi più importanti della drammaturgia occidentale. A marzo Maria Paiato sarà «Riccardo III» (4-7 marzo) nell’omonimo dramma shakespeariano, portando in scena un personaggio che concentra nella propria figura ambizione, potere e solitudine. «Le Baccanti» (18-21 marzo) di Euripide, invece, nella rilettura del regista greco Theodoros Terzopoulos, partirà dal mito di Dioniso per parlare di alterità, esclusione e migrazione. Nel programma trova spazio anche «Erano tutti miei figli» (28-31 gennaio) di Arthur Miller, diretto da Elio De Capitani, storia familiare nella quale le responsabilità private finiscono per intrecciarsi con quelle collettive. E a novembre sarà Umberto Orsini, diretto da Massimo Popolizio, a confrontarsi con la memoria e il tempo in «Prima del temporale» (26-29 novembre) tra malinconia e ironia.
LUGO
Al Rossini la stagione della riapertura dopo tre anni di chiusura porta con sé anche una particolare incursione nel mondo shakespeariano. «Rosencrantz e Guildenstern sono morti» (12-15 novembre) di Tom Stoppard, con Francesco Pannofino e Francesco Acquaroli, prende infatti l’universo di Amleto e lo osserva dalla prospettiva di due personaggi secondari, tra humour, filosofia e interrogativi esistenziali. Il cartellone guarda poi a un altro grande autore del teatro europeo con «Molière - L’arte della beffa» (18-21 febbraio), interpretato da Alessio Boni, Roberto Aldorasi e Marcello Prayer. La vicenda del commediografo francese diventa l’occasione per raccontare il rapporto tra realtà e finzione.
CERVIA
Tra i classici della stagione cervese c’è «Gli Innamorati» (5-6 gennaio) di Carlo Goldoni, adattati e diretti da Roberto Valerio, con Claudio Casadio, Loredana Giordano, Valentina Carli e Leone Tarchiani. Una commedia settecentesca che viene rimessa in movimento attraverso un nuovo allestimento e un gruppo di interpreti contemporanei. Sul versante più aspro del Novecento, il teatro cervese propone invece «Le serve» (3-4 febbraio) di Jean Genet, con Fioretta Mari, Nadia De Luca e Francesca Ferro: una storia di ruoli, classe sociale, identità e potere che conserva tutta la sua forza inquieta.
FAENZA
Tra gli appuntamenti di prosa della stagione teatrale faentina spicca «L’uomo, la bestia e la virtù» (5-6 aprile) di Luigi Pirandello, con Vanessa Gravina, Max Malatesta e Nicola Riganese, mentre «Gin Game» (7-8 novembre) porterà sul palco Pamela Villoresi e Giuseppe Pambieri in un confronto teatrale costruito attorno alla vecchiaia, alla solitudine e al bisogno di relazione. È un modo diverso di attraversare la tradizione: non soltanto riportando in scena testi celebri, ma affidandoli a interpreti capaci di misurarsi con la sensibilità del presente.
BAGNACAVALLO
Anche al teatro Goldoni di Bagnacavallo i testi classici dialogano con il mondo contemporaneo. Alessandro Haber sarà protagonista de «Le ultime lune» (24-25 ottobre), testo di Furio Bordon che mette al centro il tempo della vecchiaia, il rapporto con i figli e il bilancio di una vita. Più lontano dalla tradizione teatrale italiana, ma altrettanto significativo, «Orlando» (23-24 marzo) porta sul palco la scrittura di Virginia Woolf attraverso Viola Graziosi, Arturo Cirillo e David Coco, in una storia che attraversa secoli e identità.
RUSSI
A Russi, invece, il classico diventa materia da reinventare. «Il cappotto» (20 gennaio) di Gogol, nell’adattamento, regia e interpretazione di Fausto Russo Alesi, parte dalla celebre storia di Akakij Akakievič per costruire un ritratto di solitudine, marginalità e dignità. E da un altro grande autore del Novecento, Harold Pinter, arriva «Ceneri alle ceneri» (19 aprile), interpretato da Elena Bucci e Marco Sgrosso, che sarà presentato in prima nazionale: una relazione fatta di memoria, parole e verità sfuggenti. Nella nuova stagione i classici non sembrano voler restare immobili.