Scuole, caldo nei plessi ravennati che ospitano i Cre: arrivano i 'pinguini'

Per affrontare le temperature roventi, ormai diventate la norma d’estate e non più l’eccezione, il Comune corre ai ripari per i plessi che ospitano i Cre. La scorsa settimana, la ricognizione di UIL Fp aveva evidenziato come nelle scuole dell’infanzia e nei nidi comunali, prive di raffrescamento negli spazi comuni, nelle aule e nelle aree mensa, la situazione, già difficile, poteva solo aggravarsi nei prossimi mesi. «Bambini, specialmente quelli sotto i tre anni, e personale educativo e ausiliario sono costretti in ambienti privi di microclima adeguato, una condizione che rende insostenibile la quotidianità lavorativa e formativa durante le ore più calde della giornata- ha scritto Uil in una nota congiunta con Fp Cgil e Cisl Fp-. Chiediamo un’analisi tecnica dettagliata e l’attivazione immediata di soluzioni concrete, dall’installazione di impianti portatili all’integrazione di sistemi di ventilazione industriale, fino all’aggiornamento dei documenti di valutazione dei rischi (DVR) con l’inserimento formale del rischio calore e la predisposizione di protocolli operativi che garantiscano pause, acqua fresca e flessibilità. Chiediamo inoltre una programmazione strutturale che per il prossimo anno scolastico ponga fine a questa carenza definitiva».
L’Amministrazione che si sta confrontando anche con altri comuni per trovare soluzioni idonee ad un problema nazionale, ha già stanziato 200 mila euro. «Avevamo previsto un fondo per il raffrescamento delle scuole in bilancio di previsione di 200.000 euro, per la realizzazione di impianti di raffrescamento- ha spiegato l’assessora alla scuola e all’infanzia, Francesca Impellizzeri-, ovviamente questi prevedono una programmazione e una progettazione, quindi quest'anno abbiamo fatto la programmazione per i prossimi 4 anni e adesso gli uffici tecnici stanno predisponendo i progetti. Partiremo con la materna “il Veliero” di Porto Corsini e stiamo definendo le prossime, ovviamente in testa nidi e scuole d’infanzia che ospitano i centri estivi, partiti il 1 luglio e che ne hanno più bisogno. E prima della realizzazione dell’impianto definitivo, abbiamo fatto un acquisto massivo di “pinguini” che abbiamo distribuito nelle scuole. La maggior parte dei nostri istituti, a differenza dei nuovi già climatizzati, hanno una cinquantina d’anni o più, dunque non sono predisposti per l’installazione di un impianto di raffrescamento e ciò fa allungare i tempi. Proprio per questo, abbiamo voluto adottare una soluzione temporanea con i “pinguini” partendo dai plessi che non chiudono con la fine dell’anno scolastico, perché ospitano i cre estivi. Una buona fornitura di condizionatori portatili ci permette di stare al riparo in attesa della realizzazione degli impianti “fissi” i cui lavori, tra l’altro, possono essere fatti solo a scuole chiuse».(m.c)