Riolo Terme, l’agriturismo Vignoli rappresenterà l’Emilia Romagna alle finali di Roma di Agrichef

Riccardo Isola - Un passaggio di testimone attraversa le cucine d’Italia. Non tra chef affermati e nuove leve, ma tra terra, agricoltura e scuola. Nasce così il senso del concorso di Cia - Agricoltori Italiani insieme alla rete degli Agrichef. Un laboratorio nazionale dove la cucina contadina incontra gli studenti degli istituti alberghieri e diventa racconto contemporaneo dell’agroalimentare italiano. L’obiettivo è chiaro, quello di valorizzare uno dei patrimoni più solidi del Made in Italy, mettendo in dialogo agriturismi, agricoltori e mondo della formazione. Il tema di quest’anno chiedeva d’interpretare un prodotto regionale a marchio Dop, Igp o Pat, mantenendo intatto il cuore della tradizione ma con uno sguardo nuovo, capace di parlare alle generazioni di oggi. Per l’Emilia-Romagna saranno gli «Uccelli scappati con Scalogno di Romagna Igp» dell’Agriturismo Vignoli di Riolo Terme a rappresentare la regione alle finali nazionali di Roma. Un piatto che parte dalla memoria della cucina rurale ma si concede un guizzo creativo: mortadella, maiale, Parmigiano Reggiano e scalogno si incontrano in una preparazione giocosa e contemporanea, uno stecco di rotolo fritto e poi ripassato al forno, pensato anche in versione finger food. Un modo diverso di raccontare ingredienti simbolo del territorio senza tradirne l’identità. Il percorso che porta alla finale è la vera anima del progetto. Gli Agrichef coinvolti assieme ai ragazzi studiano il piatto, ne comprendono le radici agricole e culturali e, insieme allo chef contadino, lavorano a una possibile reinterpretazione. Senza stravolgere la tradizione. Prima bisogna capirla, poi eventualmente aggiornarla. L’esperienza non è solo didattica. È un incontro diretto con il mondo agricolo, con le materie prime e con quella cucina di campagna fatta di equilibrio, stagionalità e rispetto del prodotto. Non a caso uno degli obiettivi è che il piatto rivisitato dai ragazzi possa entrare realmente nel menù dell’agriturismo che lo ha proposto. A decretare il vincitore regionale è stata una giuria di esperti che ha valutato tecnica, gusto, presentazione e capacità di raccontare il territorio. In gara c’erano anche il «Bruciatino rivisitato» dell’agriturismo Maggi di Modigliana, gli «Strozzapreti scalogno e Sangiovese» del Gualdo di Sotto di Riolo Terme, «Oro di Romagna - Castrato bio delle colline» dell’agriturismo Ridiano della Val Tramazzo e il «Cotechino in galera con purè di patate» di San Paolo di Castelfranco Emilia Mo). La finale nazionale si terrà il 26 marzo all’istituto superiore Amerigo Vespucci a Roma, dove le migliori interpretazioni regionali si confronteranno davanti a una nuova giuria. Non sarà l’ultimo atto. A maggio la sede nazionale della Cia ospiterà una serata celebrativa con i tre piatti vincitori, serviti dagli studenti dell’istituto romano. Un piccolo manifesto: il futuro dell’agroalimentare passa anche dal dialogo tra chi coltiva la terra e chi impara a raccontarla in cucina. E, a giudicare dall’entusiasmo dei ragazzi, la tradizione ha ancora molto da dire.