Ricco e variegato il carnet di feste e sagre da vivere in punta di forchetta dall’11 al 13 settembre

Romagna | 11 Settembre 2026 Le vie del gusto
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Riccardo Isola - Settembre prosegue in Romagna la stagione delle sagre, delle feste di paese e delle tavole imbandite e ridondanti dei prodotti del territorio. Nel fine settimana dell’11 settembre la geografia del gusto si allunga dalla campagna faentina all’Appennino alla Bassa alla Riviera, arrivando fino a sconfinare in Emilia e Toscana. Un territorio che si racconta e si fa apprezzare utilizzando il lessico più apprezzato: la sfoglia, una brace, il pane, tartufo, il tutto recuperando ricette antiche. Un patrimonio gastronomico che, tra feste storiche e appuntamenti più recenti, continua a trovare nelle comunità il proprio luogo naturale. A Basiago, dall’11 al 13 settembre, il «Meeting di fine estate» porta nell’area della chiesa di Santa Maria una cucina che ha il sapore delle domeniche in famiglia. Non solo sagra ma un piccolo esercizio di memoria collettiva, dove l’esperienza delle azdore incontra l’energia delle nuove generazioni. Cappelletti al ragù, strozzapreti pasticciati, orecchioni burro e salvia e passatelli in brodo costruiscono una mappa della pasta romagnola. Per chi vuole assaggiare più cose, il Tris del Meeting diventa la strada più diretta. Poi arriva il fuoco. Cosciotto di castrato, salame fresco ai ferri, spiedini e la Cotoletta Meeting al sugo raccontano una cucina senza sovrastrutture, generosa e identitaria. Interessante anche il percorso senza glutine, realizzato in collaborazione con Samu Gluten Free. Una scelta che amplia l’accoglienza senza impoverire la tradizione. Fuori dalla tavola, s’ciucaren, orchestre folk, animali da cortile e iniziative per i più piccoli completano il ritratto di una festa ancora profondamente rurale. A Felisio, l’11 e 12 settembre, il «Feeleasy Music Festival» cambia ritmo ma non sostanza. Il prato dietro la chiesa diventa palcoscenico per una festa costruita dai giovani dell’Associazione Amici di Felisio con un obiettivo preciso: destinare tutto il ricavato alla beneficenza. Musica, luci, concerti e uno stand gastronomico ampliato fanno da struttura a una delle espressioni più interessanti della comunità romagnola contemporanea. Migliaia di pizze fritte accompagneranno una festa che parla di futuro senza perdere il senso della piazza e dello stare insieme. Sull’Appennino il paesaggio cambia. I castagneti cominciano a prendere il colore dell’autunno e a Castel del Rio il protagonista diventa il tartufo. Sabato 12 e domenica 13 settembre prende il via il primo fine settimana della 14ª Sagra del Tartufo. Un menù da 28 euro accompagna il commensale dentro una cucina più profonda e terragna: crostini misti, vellutata di patate, uova di quaglia su fonduta al tartufo, quindi gnocchi con fonduta di Bleu d’Aosta e tartufo. Il roast beef con scaglie di grana e tartufo trova nella polenta fritta con pecorino di Pienza il contrappunto ideale. La festa continuerà anche con la musica: sabato i Killer Queen, domenica le Comete di Romagna. Da segnare anche la serata speciale del 20 settembre, dedicata ai tortellini al tartufo. A Ponticelli, frazione di Imola, dall’11 al 13 e poi dal 18 al 20 settembre, torna per la 34ª edizione la Festa della Tagliatella. Qui la protagonista è la pasta fatta in casa, quella sfoglia tirata e tagliata che in Romagna non è soltanto una preparazione gastronomica, ma una grammatica familiare. Tagliatelle, tortelli rigorosamente fatti a mano, carni della tradizione e vini del territorio costruiscono una festa dove la cucina torna alla sua funzione più antica: riunire. Sulla costa, dall’11 al 13 settembre, Bellaria-Igea Marina celebra la piadina con «La Pìs un po’ ma Tot». Viale P. Guidi diventa una grande tavola dedicata al simbolo più immediato della cucina romagnola. Ricette classiche e interpretazioni creative ricordano che la piadina non è soltanto un alimento. È un gesto sociale, un pane povero diventato identità, una preparazione capace di attraversare generazioni e territori senza perdere il proprio carattere. Nella Bassa, la Sagra delle Erbe Palustri di Villanova di Bagnacavallo, dall’11 al 14 settembre, riporta invece al centro una cucina di recupero e memoria. Strozzasindaci al sugo dell’orto, polpette di magro e ortiche con piselli, stufato di pecora con patate, formaggi misti, fichi giulebbati e marmellata di cocomera raccontano una gastronomia nata dalla necessità e diventata patrimonio. A completare il percorso ci sono i vini autoctoni del Consorzio Il Bagnacavallo. Perché l’identità gastronomica, soprattutto quando nasce dalla cultura contadina, si difende anche attraverso ciò che si beve insieme a ciò che si mangia.  A Sagginale, frazione di Borgo San Lorenzo, lungo la Sieve, fino al 13 settembre torna infine la Festa della Birra. Una parentesi toscana ma perfettamente dentro lo spirito conviviale del fine settimana. In tavola arrivano stinco, goulasch, wiener schnitzel, wurstel e canederli, accompagnati dalla birra bavarese Hofbräuhaus Traunstein, non pastorizzata e spillata direttamente da un grande tank. Musica, gastronomia e ingresso libero completano una festa organizzata al coperto e quindi confermata anche in caso di pioggia.
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