Ravenna, sequestrati terreni pieni di rifiuti pericolosi, scattano 10 denunce

L'operazione “Zero Amianto”, del reparto operativo aeronavale della Finanza di Rimini sotto il coordinamento delle Procure di Ravenna, Forlì e Rimini, ha portato al sequestro di vaste aree contaminate e alla denuncia di dieci persone. L'attività si è concentrata principalmente in provincia di Forlì-Cesena, ma anche nel Riminese e Ravennate. L’attività investigativa ha permesso di individuare due aziende e quattro privati proprietari o gestori di aree dove erano presenti coperture in eternit in avanzato stato di degrado, prive di qualsiasi protezione utile a impedire la dispersione delle fibre di amianto nell’ambiente. I finanzieri hanno effettuato un censimento delle imprese operanti nei settori agricolo ed edilizio, concentrando poi l’attenzione sugli immobili realizzati negli anni in cui l’amianto veniva largamente utilizzato nell’edilizia. Gli accertamenti sono stati condotti attraverso l’incrocio delle banche dati in uso alla Guardia di Finanza e delle informazioni relative ai contributi regionali destinati allo smaltimento dell’amianto. Successivamente, il controllo sul territorio è stato eseguito sia dalle pattuglie della Stazione Navale di Rimini sia con l’ausilio degli elicotteri della Sezione Aerea, impiegati soprattutto per monitorare le zone più difficili da raggiungere. Nel corso delle verifiche sono stati sequestrati circa 14.500 metri quadrati di aree contaminate. All’interno dei terreni e degli immobili controllati i militari hanno trovato circa 200 mila chilogrammi di amianto abbandonato e deteriorato, oltre a 13 manufatti utilizzati come depositi o riconducibili ad aziende dismesse, realizzati prevalentemente con lastre in eternit, in parte distrutte e senza alcun sistema di contenimento. Rinvenuti anche circa 900 chilogrammi di rifiuti speciali pericolosi - tra cui oli esausti, batterie al piombo, lana di vetro e contenitori di sostanze pericolose - oltre a oltre 80 mila chilogrammi di rifiuti speciali non pericolosi disseminati sui terreni, tra plastica, ferro, pneumatici fuori uso, legno, vetro e rifiuti elettronici. Determinante, secondo quanto riferito dalle Fiamme Gialle, la collaborazione con il personale specializzato di Arpae Emilia-Romagna e con il Dipartimento di prevenzione dell’Ausl Romagna, intervenuti per la catalogazione dei rifiuti e la valutazione del rischio sanitario e ambientale. Secondo gli investigatori, l’assenza di adeguate misure di protezione e impermeabilizzazione avrebbe potuto favorire la dispersione delle fibre di amianto, con potenziali conseguenze gravi per l’ambiente e la salute pubblica. Al termine dell’operazione, le aree e il materiale rinvenuto sono stati posti sotto sequestro. Dieci persone sono state denunciate all’autorità giudiziaria con accuse legate alla gestione illecita di rifiuti e al deposito incontrollato di rifiuti pericolosi.