Ravenna, Palazzetto: le opposizioni chiedono una commissione d'indagine ed hanno presentato un esposto in Regione

"Il palazzetto dello sport non può rimanere una cattedrale nel deserto. Vogliamo che l'opera venga compiuta, pertanto chiediamo che la maggioranza firmi il via libera a costituire una commissione d'indagine per dare notizie chiare ai cittadini su quali siano i tempi precisi- e la spesa totale- di un'opera che doveva inaugurare nel 2021". Così il consigliere Nicola Grandi (Lega) che con Alberto Ancarani (Forza Italia), Alberto Ferrero (Fratelli d'Italia), Alvaro Ancisi (LpRa) e Filippo Donati (Viva Ravenna) il 4 maggio ha convocato una conferenza stampa per illustrare il pacchetto di azioni studiato dalle opposizioni per far luce sul palazzetto dello sport. "La struttura che doveva costare 15,5 milioni di euro, oggi ha superato i 27,5 e non è ancora terminata- ha sottolineato Grandi-. Non vogliamo fare una critica politica alla maggioranza che governa la nostra città, vogliamo che l'opera venga conclusa". Ad oggi è stato fatto un esposto ad Anac (Autorità nazionale anticorruzione) e alla Corte dei conti per accertare eventuali profili di danno erariale o irregolarità amministrative. "In 8 anni i costi del palazzetto sono lievitati dell'80%, di ben 12 milioni di euro e la 'giustificazione' non può essere solo legata al caso, all'aumento del costo delle materie prime, allo scopppio di più guerre. Vanno distinti i fattori esterni dalle responsabilità gestionali- spiega Grandi- Quel delta di 12 milioni di incremento poteva venir utilizzato, ad esempio, per riasfaltare strade o fare scelte diverse per la raccolta differenziata.
"Il palazzetto è 'l'eterna incompiuta' di Ravenna- ha aggiunto Ferrero che ha presentato un'interrogazione in Regione a sua firma per fare ciarezza sul milione di euro stanziato da viale Aldo Moro nel 2018 quando l'allora giunta De Pascale presentò il progetto-. Vogliamo sapere se quel milione di euro è stato veramente stanziato, se altri enti hanno stanziato altri fondi e se il Comune abbia fornito quali garanzie per avere quel contributo. Questa opera è ben lontana dal dirsi conclusa e visto il maxi ritardo accumulato negli anni vorremmo capire quanto tempo e denaro servano ancora. L'allora assessore ai lavori pubblici Fagnani spiegò che il progetto del palazzetto era stato fatto in economia 'sfruttando' il lavoro dei tecnici degli uffici comunali e, visto il risultato, ci chiediamo come mai non sia stato interpellato, invece, uno studio di architetti".
Dal canto suo, Ancarani, ha rimarcato come l'opposizione con questo pacchetto di azioni abbia il solo obiettivo di veder finito il palazzetto, opera proposta dalla giunta De Pascala ed approvata "con il presupposto che oltre a dare collocazione più meritevole alle squadre di basket e pallavolo per gli allenamenti, questa potesse servire anche per migliorare gli spazi dedicati allo sport di base in città. Difficilmente avremmo votato per la costruzione di un palazzetto nel cortile di un altro (il pala de Andrè ndr).
Prima dell'istituzione dei fondi Pnrr si sarebbe potuto iniziare a ristrutturare palestre scolastiche già esistenti o fare scelte diverse sulle nuove. La Cavezzali, ad esempio, a servizio della Ricci Muratori e che è stata inaugurata 10 anni fa non ha posti a sedere, serve solo per gli allenamenti. Nonostante ci fossero lo spazio si decise, per questioni di budget, di non realizzare le tribune. La base d'asta di partenza del capitolato (15,5 milioni ndr) era gravemente sottostimata, ha attratto un alto numero di imprese ed il bando è stato vinto da un consorzio i cui lavori sono stati bloccati più volte da interdittive antimafia. Crediamo che se la base fosse stata almeno di 20 milioni i lavori sarebbero finiti nei tempi senza subire l'aumento del costo dei materiali nè venire fermati perchè in capo ad un consozrio interessato da interdittive. Al punto in cui siamo oggi non avrebbe senso risolvere il contratto ed andare a nuova gara poichè i tempi, già lunghissimi, si dilaterebbero ulteriormente. Capiamo che il Comune possa solo cercare di di dialogare con il consorzio per venire a capo di questo pasticcio, ma crediamo con forza che l'istituzione di una commissione d'indagine sia fondamentale per dare informazioni chiare ai cittadini. Con i lavori siamo fermi all'agosto 2025 quando è fallita la prova carico delle travi portanti. Il consozio vincitore ha appaltato la saldatura delle travi ad una ditta che, evidentemente, non ha fatto un buon lavoro ed oggi nè il Comune nè il Consorzio vogliono pagare un nuovo lavoro".
Il 5 maggio, in consiglio comunale, verrà presentata la proposta di avviare una commissione d'indagine e l'amministrazione ha 20 giorni per discuterla e decidere se approvarla.