Ravenna, in carcere infermiere rinviato a giudizio per omicidio di un paziente

L'infermiere ravennate 44enne accusato di omicidio volontario aggravato per la morte di un anziano avvenuta nel settembre 2024 nel reparto di lungodegenza post acuzie dell’ospedale di Argenta è stato portato in carcere.Per l'uomo, ai domiciliari con braccialetto elettronico dallo scorso febbraio nella propria abitazione nel ravennate è scattato il carcere dopo una serie di ricorsi presentati dai suoi legali. A febbraio il gip ferrarese aveva concesso i domiciliari, ma il pm aveva fatto ricorso che era stato accolto dal Riesame. I legali dell'infermiere, però, avevano a loro volta fatto ricorso in Cassazione, ricorso rigettato qualche giorno fa. Così i carabinieri di Ravenna con i colleghi di Ferrara l'hanno accompagnato nel carcere bizantino.
Il 44enne è stato rinviato a giudizio per la morte di un 83enne, avvenuta nel settembre di due anni fa: secondo l'accusa l'infermiere avrebbe iniettato un farmaco letale, di solito utilizzato in sala operatoria e in medicina d’urgenza per favorire l’intubazione, ma che provoca paralisi dell’apparato respiratorio. Le indagini, sono scattate dopo una segnalazione dell’Ausl per l’assenza di alcune fiale, e sono state condotte con accertamenti tossicologici e controlli incrociati tra piani terapeutici e giacenze di farmacia, con il supporto dei carabinieri e dei Nas di Bologna.Al momento sono ben undici sono le persone offese individuate, tra pazienti e istituzioni, tra cui la stessa Ausl ferrarese e il Ministero della Salute. Per la Procura, infatti, il 44enne avrebbe anche sedato impropriamente alcuni pazienti, provocato sofferenze ingiustificate.