Ravenna, il 23 un convegno sull'influenza dell'ambiente sul benessere della pelle

Si terrà il 23 maggio prossimo, all’Alighieri, il convegno intitolato «Il sole e l’ambiente, un viaggio attraverso la pelle», patrocinato dalla Presidenza della Regione Emilia-Romagna, Ausl Romagna, Università di Bologna- campus di Ravenna, Comune di Ravenna, Ordine dei medici di Ravenna, associazioni scientifiche, di volontariato e dei pazienti.
Abbiamo voluto fare il punto sui rischi a cui viene sottoposta la nostra pelle con una scorretta esposizione solare con Michela Tabanelli, Direttrice dell’Unità Operativa Complessa di Dermatologia di Ravenna, Lugo e Faenza. «Il tema nuovo che abbiamo aggiunto quest'anno, oltre all'esposizione e alla protezione solare, riguarda l'ambiente. Gli elevati e costanti livelli di inquinamento ambientale di aria e di acqua, anche in molte città italiane, sono fonte di un incremento della prevalenza e dell'aggravamento di molte patologie dermatologiche, tra cui la dermatite atopica, la psoriasi, l'acne e la rosacea. Tra gli argomenti del convegno vi è il cambiamento climatico, poiché l'aumento delle temperature è responsabile, in ambito dermatologico, di un incremento del numero di patologie trasmesse dagli insetti, ma anche di infezioni batteriche, infezioni micotiche e del peggioramento di tante malattie, tra cui varie forme di dermatite».
Con la primavera e le prime esposizioni al sole, la giusta protezione è fondamentale. «E’ importante utilizzare prodotti che vadano a ridurre la quantità di radiazioni ultraviolette che arrivano a livello della cute -ha spiegato Tabanelli- con fotoprotettori oggi disponibili in crema, gel o latte, da applicare una mezz’ora prima di esporci al sole, dunque prima di uscire di casa e su tutto il corpo, non solo su viso braccia e gambe. Il fattore di protezione dev’essere elevato, 30 o ancor meglio 50+, e l’applicazione va ripetuta ogni due ore, dopo il bagno o un’intensa sudorazione. Oltre a questi prodotti serve un abbigliamento idoneo, con magliette, vestiti, cappelli ed occhiali da sole, occorre non esporsi al sole nelle ore più calde della giornata e preferire il mattino presto o dopo le 16».
La dottoressa Tabanelli si rivolge agli adolescenti spiegando come la nostra pelle ricordi quanto successo negli anni. «Gli studi dicono che se nel periodo pediatrico o adolescenziale ci sottoponiamo ad esposizioni non protette ed eccessive, da adulti oltre al fotoinvecchiamento, che va a sommarsi all'invecchiamento cronologico, potranno svilupparsi diversi tipi di tumori della pelle. Sono infatti in aumento i melanomi, tra le neoplasie cutanee potenzialmente più aggressive, legati ad un’eccessiva esposizione al sole e a scottature, nonché i carcinomi, in particolare basocellulare e squamocellulare. Sono fondamentali pertanto le campagne di promozione di una corretta esposizione solare, che insegnino come godere dei benefici del sole limitando, però, i danni sulla pelle». Nel nostro territorio ci sono anche tanti lavoratori che stanno ore sotto il sole, nei campi, in mare o anche per le strade: anche per loro la fotoprotezione è fondamentale perché un’esposizione ripetuta e prolungata negli anni aumenta il rischio dell’insorgenza di cheratosi attiniche e di carcinomi, come quello spinocellulare, che in circa 2% dei casi può dare metastasi. Altrettanto importante è la fotoprotezione per chi fa sport. «Oggi c'è molta attenzione alla texture, alla tollerabilità, alla gradevolezza, alla resistenza all'acqua e al sudore dei prodotti e quindi, anche gli sportivi non possono più avere scuse per non proteggere la pelle durante gli allenamenti all’aperto».(marianna carnoli)