Ravenna, grandi titoli e nuove scritture nella nuova stagione di Opera e danza del teatro Alighieri: da Rossini a Dalla, nove spettacoli in cartellone

Romagna | 03 Ottobre 2026 Cultura
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La Stagione di Opera e Danza 2026/27 del Teatro Alighieri di Ravenna è un ricco percorso in nove tappe che attraversa repertorio e contemporaneità, grandi titoli e nuove scritture ma anche appuntamenti per famiglie e occasioni che ampliano l'esperienza dello spettacolo e il rapporto con il teatro. Tre i titoli d'opera in abbonamento, a partire da «Pagliacci» di Leoncavallo (15, 17 gennaio) con la regia di Gabriele Lavia e Hossein Pishkar alla guida dell'Orchestra Cherubini. È una rarità per le scene italiane «Death in Venice» (13, 14 febbraio) che Britten compose a partire dalla novella di Thomas Mann; la regia è di Rodula Gaitanou mentre Daniel Smith è sul podio dell'Orchestra I Pomeriggi Musicali. Il percorso lirico si chiude con «La Cenerentola» di Rossini (2, 4 aprile), con la regia di Nicola Berloffa e la Cherubini diretta in questo caso da Giovanni Di Stefano. Tre anche gli appuntamenti di danza in abbonamento con i nomi di maggior spicco della scena internazionale: trittico di coreografie per il Ballet Junior de Genève (20, 21 febbraio), che si confronta con i linguaggi fortemente riconoscibili di Sharon Eyal e Gai Behar, Johan Inger e Hofesh Shechter; CCN/Aterballetto (13, 14 marzo) rilancia con quattro lavori firmati da Marcos Morau, Philippe Kratz, Angelin Preljocaj e Crystal Pite; al collettivo romagnolo Dewey Dell è dedicato un focus in più giornate (16-18 aprile), nell'ambito di Corpo Comune, una programmazione condivisa tra Cantieri Danza, Ravenna Teatro, Teatro Alighieri e Teatro del Drago. Dicembre sarà il mese delle anteprime, con tre proposte fuori abbonamento che anticipano la pluralità di linguaggi della Stagione. Ritorna in città il Balletto dell'Opera di Tbilisi dopo il successo de «Lo schiaccianoci» dello scorso anno: nella tradizione coreografica di Marius Petipa e Lev Ivanov e sotto la direzione artistica di Nina Ananiashvili, la compagnia georgiana propone «Il lago dei cigni» (4, 5, 6 dicembre). «Le convenienze ed inconvenienze teatrali» di Donizetti (16 dicembre) è il frutto di una collaborazione con il Teatro Galli di Rimini e il Conservatorio Maderna - Lettimi, affidata alla regia di Alfonso Antoniozzi e alla direzione di Paolo Manetti. Il 2026 si chiude con un'opera-pop: «L'anno che verrà» (22, 23 dicembre) è ispirata alla musica di Lucio Dalla, con la drammaturgia di Emanuele Aldrovandi, la direzione e gli arrangiamenti di Roberto Molinelli e la regia di Manuel Renga. «’Par vera questa scena’. Questa battuta di ‘Pagliacci’, che apre la nuova Stagione, interroga in modo sorprendentemente attuale il confine tra ciò che siamo e ciò che rappresentiamo - dichiarano il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni e l'assessore alla cultura Fabio Sbaraglia -. È una chiave perfetta per leggere il percorso costruito dal nuovo direttore artistico Emanuele Masi. Il Teatro Alighieri è una delle grandi istituzioni attraverso cui Ravenna esprime la propria identità culturale e la interpreta insieme al suo pubblico. Questa nuova Stagione 2026/27 ne conferma l'ambizione: tenere insieme la tradizione d'opera e danza con la ricerca contemporanea, alimentando relazioni con artisti, istituzioni e realtà del territorio. Un teatro pubblico è davvero tale quando alla qualità artistica sa unire partecipazione, apertura e capacità di parlare a pubblici e generazioni diverse. L'Alighieri si conferma così un presidio culturale fondamentale: non solo un luogo dove si va a vedere uno spettacolo, ma uno spazio da abitare, capace di tenere insieme memoria e futuro». «La Stagione di Opera e Danza che presentiamo oggi è la prima firmata dal nuovo direttore artistico del Teatro Alighieri Emanuele Masi – ricorda il Sovrintendente Antonio De Rosa -. E siamo felici di notare quanto la sua proposta già racconti la sua visione della programmazione, delle relazioni con il territorio e del rapporto col pubblico. Siamo certi che Emanuele Masi saprà valorizzare la nostra lunga tradizione di spettacolo dal vivo del Teatro di tradizione, aprendosi al tempo stesso a nuovi linguaggi e sensibilità, affrontando le sfide del presente. Ringraziamo per aver reso possibile questa nuova Stagione il Ministero della Cultura, la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Ravenna e per il prezioso contributo la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Grazie di cuore a Marco Gerbella e Forlini Optical che hanno confermato il loro sostegno per il secondo anno consecutivo e a Matteo Raggi Costruzioni, nuovo partner della Stagione» «’Par vera questa scena’: questa battuta del libretto di ‘Pagliacci’ risuona singolarmente nel nostro presente e può diventare una delle chiavi con cui attraversare questa Stagione - spiega il direttore artistico Emanuele Masi -. Oggi la distanza tra ciò che siamo, ciò che mostriamo e ciò che gli altri vedono di noi è diventata un'esperienza quotidiana, di cui i social sono forse la manifestazione più evidente. Il gioco tra identità, realtà e rappresentazione attraversa in forme diverse l'intera Stagione e trova nel metateatro, il teatro che mette in scena sé stesso, una delle sue espressioni. Un altro rimando di sguardi, sull'Italia vista da dentro e vista da fuori, affiora nella Venezia di Mann e Britten (ma anche di Visconti) e nel Pasolini osservato dal coreografo Marcos Morau, nella voce di Lucio Dalla che ha saputo raccontare il nostro Paese e le sue trasformazioni, ma anche nel confronto fra Dewey Dell e due archetipi della cultura occidentale come ‘Dido and Aeneas’ e ‘Le Sacre du Printemps’». Ad attraversare l'intero programma è anche una logica di rete che parte dalla collaborazione con le istituzioni e le realtà culturali della città - i partner Corpo Comune, il Conservatorio Giuseppe Verdi, La Corelli, il Coro di voci bianche Ludus Vocalis, Cinemaincentro e diversi altri - e si allarga alla valorizzazione delle compagnie di danza della regione, fino alle consolidate alleanze con i teatri d'opera dell'Emilia-Romagna e a nuove coproduzioni con i teatri lombardi e veneti. Completa questo sistema di relazioni il coinvolgimento dell'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini per due delle produzioni liriche in programma. «Il Teatro Alighieri è un presidio culturale fondamentale per la Città e il suo territorio e per questo la sua Stagione d'Opera e Danza non può che far parte dell'impegno della nostra Fondazione - sottolinea Alberto Cassani, Vicepresidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna -. Essere al fianco di quella 'fabbrica' di spettacolo che è l'Alighieri significa contribuire a mantenere vivo il patrimonio del grande repertorio, dai titoli più rappresentati alle rarità che meritano riscoperta, ma anche sostenere progettualità capaci di generare nuovi linguaggi e contaminazioni, occasioni di partecipazione per la comunità e una rete di collaborazioni che infittisce e impreziosisce il tessuto culturale di tutto il territorio».
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