Ravenna, dal 31 maggio una mostra fotografica racconta la storia dello spettacolo dal vivo alla Rocca Brancaleone

Romagna | 26 Maggio 2026 Cultura
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Una mostra fotografica racconta, attraverso trentasette scatti provenienti da archivi di fotografi del territorio, la storia dello spettacolo dal vivo alla Rocca Brancaleone, che quest’anno torna pienamente fruibile dopo un importante intervento di riqualificazione che ne ha interessato in particolare l’arena interna, restituendo alla città uno spazio storicamente destinato allo spettacolo dal vivo e al cinema. Con «Rocca Soundscapes», le fotografie di Giorgio Biserni, Massimo Carioti, Elio Guidi, Lelli e Masotti, Maurizio Montanari, Danilo Papa ed Enzo Pezzi saranno visibili nel parco, lungo il percorso di ingresso all’arena, a partire dal 31 maggio, data del primo dei dodici appuntamenti di Ravenna Festival qui in programma, il concerto della Münchener Kammerorchester diretta da Enrico Onofri in Haydn, Beethoven e Chopin con Arsenii Moon al pianoforte. Per immagine-guida della mostra, che continuerà fino al 31 agosto, ad accesso libero e gratuito negli orari di apertura del parco, è stata scelta una fotografia di un maestro dell’obiettivo quale Luigi Ghirri, che ritrae la Rocca in occasione della Lucia di Lammermoor nel 1987, con le scenografie di Aldo Rossi. «Per me, come per molti ravennati, la Rocca Brancaleone è un luogo del cuore - sottolinea il Sovrintendente di Ravenna Festival Antonio De Rosa - scena di tanti folgoranti incontri con artisti e musicisti che hanno fatto la storia di questo spazio. Una storia che merita di essere scoperta e apprezzata anche dalle nuove generazioni. E questa nuova mostra si inserisce nella tradizione che negli anni ha visto Ravenna Festival affiancare più volte la dimensione espositiva alla programmazione, valorizzando il ruolo della fotografia come strumento di racconto dello spettacolo e della musica dal vivo. Dobbiamo ringraziare la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna per aver accolto con entusiasmo questo progetto che unisce memoria cittadina, storia della musica e fotografia». Nella splendida ‘carriera’ della Rocca Brancaleone come sede di spettacolo dal vivo, ci sono alcuni indimenticabili momenti chiave. La Rocca ha infatti tenuto a battesimo quello che è oggi il festival più longevo d’Italia, Ravenna Jazz (classe ’74), per poi ospitarne innumerevoli edizioni, ma anche eventi di balletto, opera e teatro. Ha accolto il primissimo evento di Ravenna Festival nel 1990, con Riccardo Muti alla guida dell’Orchestra della Scala e del Coro della Radio Svedese ed è stata sede principale delle prime tre edizioni del neonato festival. Trent’anni più tardi, nel 2020, ha rappresentato il simbolo della ripartenza dopo il lockdown, nuovamente con Ravenna Festival e Riccardo Muti, in questo caso alla guida della sua Orchestra Cherubini. Sono otto i fotografi rappresentati dalla selezione di scatti. Giorgio Biserni è stato fra i soci e collaboratori della cooperativa Tuttifrutti, fotografo per CMC e di Ravenna Festival, Ravenna Jazz e del Teatro; attualmente si occupa di fotografia industriale, aerea e pubblicitaria per enti pubblici e aziende. Massimo Carioti ha lavorato come fotografo per Teatri di Ravenna, Gruppo Ferruzzi, la Pinacoteca di Ravenna, il Comune di Rimini e l’Ufficio Turismo Regionale. L’archivio fotografico di Elio Guidi ha preso forma e consistenza fino al libro retrospettiva «Musichemani» (2009), dedicato agli artisti jazz che hanno fatto la storia degli ultimi 40 anni; oggi si dedica anche a paesaggi e cultura della città di Cervia. Lelli e Masotti è la sigla di Silvia Lelli e Roberto Masotti (scomparso nel 2022), fotografi d’arte e spettacolo internazionalmente riconosciuti il cui vasto archivio è fonte inesauribile per l’editoria e la produzione discografica e le cui opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. Scomparso nel 2016, Maurizio Montanari è stato reporter per agenzie come la Gamma di Parigi e storico fotografo di Ravenna Festival, coprendo oltre vent’anni della rassegna dai suoi inizi. Danilo Papa, anch’egli prematuramente scomparso nel 1996, ha fatto parte della cooperativa Supergruppo e di Tuttifrutti, ma ha affiancato all’attività di grafico l’amore per la fotografia. Insegnante di fotografia, Enzo Pezzi ha documentato le opere, le installazioni e le performance di numerosi artisti internazionali fin dai primissimi anni Ottanta.
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