Ravenna, Cras ancora chiuso. 'Cerchiamo spazi idonei', parla Marendon

Daini, lepri, falchi, cinghiali e tanti altri animali selvatici rischiano di non avere più un rifugio: fino al 31 dicembre scorso ad occuparsi di animali selvatici feriti, investiti, malati, maltrattati o comunque in difficoltà è stata l’associazione «Amici degli animali onlus» che gestisce il Centro di recupero per animali selvatici (Cras) in via degli Zingari a Ravenna, in accordo con la Regione Emilia-Romagna. Ma dal primo gennaio il servizio è sospeso perché il bando è scaduto così il Cras è temporaneamente chiuso. Come spiega il presidente di «Amici degli animali onlus», Massimo Marendon, ex vigile del fuoco in pensione, «la necessità più impellente è trovare più spazio. Dal 2016 quando il Cras di via Canale Molinetto è stato sfrattato e l’abbiamo accolto noi, visto l’aumento del numero degli animali, abbiamo iniziato a chiedere al Comune di poter utilizzare un’area più grande, soprattutto per tenere separati gli animali domestici che recuperavamo noi da quelli selvatici del Cras. Nel 2019 abbiamo partecipato ad un bando regionale e ci siamo aggiudicati, per 6 anni, un’area di 25 ettari vicina alla zona dell’Ortazzo/Ortazzino: un’area perfetta per collocare i nostri animali e già attrezzata, precedentemente utilizzata dai cacciatori per il ripopolamento di lepri ed altre specie. La Regione che ha competenza sugli animali selvatici ha fatto un sopralluogo con Ausl e ci ha dato l’ok per iniziare. Purtroppo, per un cavillo burocratico non l’abbiamo mai potuta utilizzare perché, nel bando, si parlava, tra l’altro, di un’area destinata alla cura degli animali al fine del loro ripopolamento, ma non del loro reinserimento in natura che, invece, è quello che facciamo noi. Con la vittoria del bando, pensavamo di essere riusciti a trovare il nostro spazio, invece non è stato così: il Comune non ci ha dato l’autorizzazione e siamo rimasti in via degli Zingari, con spazi che diventavano sempre più stretti. Sarebbe bastata una deroga anche temporanea per farci stare in quell’area. Quando è uscito il nuovo bando non abbiamo voluto partecipare perché ci sentivamo presi in giro ed oggi svolgiamo l’attività con i nostri mezzi e le nostre risorse avendo l’autorizzazione, ma non più convenzioni con enti pubblici, essendo scadute. Purtroppo riusciamo ad occuparci solo degli animali domestici e del recupero di quelli selvatici che restano coinvolti in incidenti stradali, ma non riusciamo a seguire i tanti altri selvatici perché ormai da tempo nessuno ci supporta più e con le nostre risorse non ce la facciamo». Per anni il gruppo di volontari di «Amici degli animali onlus» ha gestito Cras non solo a Ravenna, ma anche a Forlì, Cesena, Rimini e Ferrara. «Oggi abbiamo un Cras anche a Codigoro dove il Comune ci supporta in tutto e dove riusciamo ad organizzare anche attività didattiche per le scuole incontri con scienziati quali biologi ed etologi, ma anche liberazioni di rapaci a cui partecipano tantissimi cittadini. Nei 25 ettari che il bando ci aveva assegnato a Ravenna avremmo potuto fare tante bellissime attività dal birdwatching alle passeggiate didattiche». L’associazione conta 40 soci di cui una decina attiva quotidianamente e sfiora i 3500 interventi annui dei quali un migliaio per animali selvatici. Un’attività di certo impegnativa e soprattutto necessaria per il nostro territorio. «Ci siamo confrontati con l’assessora al benessere animale, Francesca Impellizzeri che, non essendo comunale il tema del recupero degli animali selvatici, si sta confrontando con la Regione per trovarci uno spazio idoneo. E’ una persona davvero disponibile e contiamo di poter trovare una soluzione». (Marianna Carnoli)