Ravenna, con 'Educandog' la connessione è a 4 zampe

Una bella iniziativa inclusiva scelta dalla cooperativa sociale La Pieve che combina cura, emozione ed inclusione. Lo scorso anno è stato attivato, nel centro diurno Stampa, Educandog, un laboratorio speciale che avvicina i cani alle persone con disabilità in un percorso di crescita reciproca che favorisce le relazioni autentiche e regala sorrisi. «Il progetto Educandog è nato per fa sì che il mondo della cinofilia potesse essere fruibile da un pubblico molto vasto, dai 3 anni in su- ha sottolineato l’educatore cinofilo Max Vismara che collabora con la Pieve-. Ho, infatti, lavorato sia nelle materne che nei centri diurni per anziani, ma anche con persone autistiche: in pediatria abbiamo coinvolto non solo i pazienti, ma anche i familiari e il personale sanitario. Il numero dei cani che utilizziamo viene ‘tarato’ sul numero di presenze: nelle classi, essendoci molti bambini abbiamo portato anche 5 cani alla volta. Il tempo di interazione cane-persona non supera generalmente i 15 minuti perché l’animale è un catalizzatore emozionale ed assorbe tanta energia sia positiva che negativa, dunque dopo un intervento ha bisogno di riposare per diverse ore». Il progetto viene creato sulla base delle esigenze della struttura- scuola, centro diurno- e studiato da un team di professionisti tra cui educatore cinofilo, veterinario e psicologo clinico e si articola in tre incontri: nel primo si racconta come il cane sia diventato il migliore amico dell’uomo nel corso degli anni, poi si indicano quali sono i reali bisogni dei cani, in modo divertente, coinvolgendo le persone con domande. Nel secondo incontro si portano i cani, ma non è obbligatorio per tutti interagire: c’è chi può avere paura e allora si limita a osservare quello che fanno le altre persone; infine, nel terzo incontro capita spesso che anche i bambini o le persone inizialmente timorose, siano incuriosite e si avvicinino al cane. «Tra i nostri vari servizi abbiamo attivato questo e i benefici che hanno avuto i nostri ragazzi sono stati molteplici - ha spiegato Cristina Ricci, coordinatrice pedagogica servizi diurni-. Oltre ad essere interessati a conoscere i vari stati d’animo del cane e a capire il loro comportamento, nel corso delle lezioni hanno acquisito maggiore sicurezza in loro stessi e andando in passeggiata assistita con i cani sono rimasti soddisfatti nel vedere come l’animale obbediva e li seguiva. Il contatto con il cane ha abbattuto le barriere date dalla paura e dalla non conoscenza facendo sì che i ragazzi li arrivassero ad accarezzarli e a dar loro da mangiare dalle mani. L’animale non giudica la difficoltà nel linguaggio o il comportamento di una persona, funziona da ‘ponte relazionale’ facilitando l’interazione sia con i propri pari che con gli operatori, ma anche con le persone appena conosciute come l’educatore cinofilo». Il laboratorio verrà ripetuto nel centro diurno con finalità più evolute. «Tratteremo argomenti di interesse cinofilo anche ispirandoci a fatti di cronaca o ad esperienze personali dei partecipanti stessi che hanno già seguito i primi incontri di base, in un nuovo percorso che studieremo con la struttura- ha spiegato Vismara-. Il prossimo mese faremo una sorpresa ai ragazzi portandoli in un campo scuola dove si preparano unità cinofile da soccorso sotto le macerie Educandog è un progetto molto flessibile che evolve in base alle esperienze acquisite». (marianna carnoli)