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Per i sindaci di Palazzuolo e Marradi: «Le aree interne? Per il Governo sembra debbano essere da accompagnare al declino»

Romagna | 12 Gennaio 2026 Blog Settesere
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Elena Bertaccini - Mentre i piccoli Comuni dell’Appennino tosco-romagnolo si uniscono per sopravvivere, il governo Meloni guarda altrove. «Un miliardo in Albania e 13 miliardi e mezzo sullo Stretto di Messina» queste le cifre -precisa Marco Bottino, sindaco di Palazzuolo sul Senio- che lo Stato ha investito in grandi opere, dimenticando le aree interne, che sono in profonda crisi.  Tra frane continue, treni soppressi e scuole che quasi chiudono, si è cercata una strategia per evitare il declino: per questo motivo nasce il Programma di sviluppo nazionale delle aree interne. Introdotto nel 2023 e formalmente approvato nel 2025, lo Psnai è un documento programmatico nazionale, mira a contrastare lo spopolamento e migliorare i servizi nei territori rurali, montani e periferici, proprio in paesi come Marradi e Palazzuolo Sul Senio. «Però di tutte le promesse fatte -aggiunge Tommaso Triberti, primo cittadino di Marradi- sembra che non se ne stia avverando neanche una: il governo non ha investito nulla sulle aree interne e la popolazione sta diminuendo a vista d’occhio. Mancano servizi di base -prosegue- come la sanità e l’istruzione, infatti spesso l’amministrazione si trova in crisi e fornisce incentivi a medici e insegnanti, per trasferirsi in paesi sperduti dell’Appennino». Però qualcosa che questi paesi possono offrire c’è, la calma e la natura. Secondo Triberti, il territorio può offrire cultura e opportunità uniche, come la coltura del castagno, con la relativa filiera agroalimentare, l’allevamento e l’acqua in cartone. Tutte risorse che devono però essere declinate in modo corretto, insieme ad altre realtà montane, che si trovano nella stessa situazione. Secondo Bottino, Palazzuolo basa la sua economia sulla produzione di alimenti di nicchia, legati allo stile Slow Food -che attraverso il cibo tutela la biodiversità-, e sul commercio dell’artigianato, favorito anche dalle fiere stagionali. In più offre tanti posti di lavoro, principalmente nelle fabbriche come la Meccanica Misileo, l’R.c. e la Stam. Entrambi i sindaci concordano sul fatto che il governo Meloni non si focalizzi sui piccoli comuni. Sono infatti fortemente abbattuti e non hanno più lo stesso slancio dell’inizio del loro mandato. Bottino lascia presagire un futuro non roseo quando verranno meno i fondi del Pnrr, che utilizza fondi europei. «Ora il paese vive una stabilità temporanea -sottolinea- tuttavia, alla fine dei finanziamenti, non è chiaro se arriveranno ulteriori aiuti dal governo, che non sembra molto propenso a dare aiuti finanziari». Anche il sindaco Triberti sembra sulla stessa rotta: le alluvioni e le frane hanno causato diversi danni sul territorio, principalmente sulle vie di comunicazione, e appare demoralizzato al pensiero di un futuro ancora incerto e difficile da affrontare. La domanda, allora, è: ha senso investire in questi territori? Nonostante le difficoltà e l’incertezza sul futuro, i due amministratori concordano sul fatto che i piccoli comuni custodiscono un patrimonio culturale e naturale che non può essere ignorato. Investire significa, quindi, non solo tentare di fermare lo spopolamento, ma anche valorizzare ciò che rende unici questi territori. «Abbiamo bisogno di giovani che prendano in mano la situazione -conclude Bottino- perché se un giovane non sogna, siamo tutti morti».


 
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