Per i 'randagi della Bassa Romagna' in vista una convenzione con il comune

E’ atteso a giorni l’incontro tra i volontari dell’associazione «I randagi della Bassa Romagna», coordinati da Franco Capucci e l’Amministrazione allo scopo di discutere su un’eventuale convenzione a costo zero che trasformerebbe il rifugio in associazione per la lotta al randagismo. Nata da soli 7 anni, «i Randagi della Bassa Romagna» si è fatta conoscere in breve tempo e, come altre associazioni del territorio, è impegnata nel recupero e nella cura di micetti abbandonati. Gestita da diversi volontari è guidata da Capucci che per anni si è occupato di gattini abbandonati prima di dar vita ad una nuova associazione ed iniziare a seguire anche micetti disabili che necessitano di una fisioterapia quotidiana. «Alcuni, dopo un incidente, sono rimasti ciechi e sordi per il grave danno neurologico subìto, altri hanno perso l’olfatto: tutti vanno ”indirizzati”, ma danno più soddisfazione di quelli sani- ha spiegato Capucci- perché i micetti con difficoltà non vivono la disabilità come qualcosa che li limita, ma giocano tranquilli con gli altri». Nella casa di San Potito, tra Lugo e Bagnacavallo, acquistata dopo aver lavorato per alcuni anni senza sede fissa prendendosi cura dei gatti abbandonati nelle abitazioni dei volontari, oggi l’associazione riceve tante telefonate e si prende cura dei randagi che vengono trovati dalle persone nelle campagne e non solo. L’associazione al momento non ha alcuna convenzione e cerca di raccogliere contributi attraverso le donazioni o con diverse iniziative: dai banchetti informative alle pizzate di beneficenza (l’ultima ha visto ben 140 adesioni ndr), alle raccolte fondi. I volontari mettono a disposizione delle persone le conoscenze che hanno acquisito nel corso degli anni. «Gestire un gattino appena nato non è semplice- sottolinea Capucci: capita che le persone ne trovino uno e se lo portino in casa. In realtà, ad un gatto appena nato serve un latte specifico, bisogna somministrarlo facendo attenzione che non vada nei polmoni, dunque non ci si può improvvisare. Per questo invitiamo le persone a passare da noi o da qualunque associazione per farsi dare le indicazioni di base per essere in grado di gestirli da piccoli». Oggi il rifugio ha una quindicina di mici stanziali e di recente sono entrati una gatta con tre piccoli, una gatta gravida, due gravide sono per ora in stallo dalla veterinaria e altre tre gatte hanno partorito ma si siamo accordati con chi le accudisce di tenerle fino allo svezzamento. «Purtroppo rileviamo che la lotta al randagismo sta fallendo e che occorre trovare altri sistemi, altri modi per contrastarlo- commenta con amarezza Capucci-. In questi mesi siamo riusciti a dare in adozione oltre 130 gatti entrati nel nostro rifugio ed una trentina li abbiamo sterilizzati, ma siamo solo in maggio e so bene che ci aspetterà un grande lavoro anche per i prossimi mesi». Oltre al 5x1000, a Satispay e al bonifico, si può aiutare l’associazione che riceve richieste di aiuto per gattini e gatti in difficoltà non solo dalla Bassa Romagna ma da tutta Italia, anche con Teaming, una piattaforma sicura e collaudata da migliaia di associazioni in Italia e all'estero. «Chiediamo a quanti ci seguono anche su facebook, ai soci e sostenitori di aiutarci con una donazione automatica anche solo di un euro al mese tramite Teaming (www.teaming.net/irandagidellabassaromagnaovd), per noi farebbe davvero la differenza per comprare cibo, medicinali e pagare gli interventi più urgenti del veterinario». (m.c)