Musica, le tendenze dell’estate secondo il dj lughese Max De Giovanni: «I generi più suonati? Afrohouse e ritmi latini»

Michela Ricci - Da quasi quarant’anni dietro la consolle, ma con lo stesso entusiasmo di quando, nel 1987, mise per la prima volta un disco in un locale. Max De Giovanni, dj lughese e autore del libro «Disco selector. Professione DJ, la storia», osserva l’evoluzione della notte da una prospettiva privilegiata: quella di chi la colonna sonora dell’estate la costruisce sera dopo sera. Oggi lo si può trovare nei locali tra i lidi ferraresi, Cesenatico, Gabicce e il resto della Riviera romagnola, ma anche in eventi privati e matrimoni. «Ogni serata ha bisogno della sua musica - racconta De Giovanni -. Per questo bisogna è importante avere un archivio vastissimo, capace di passare da un genere all’altro e soddisfare pubblici e richieste diverse». Tra le sonorità più in voga in questa estate 2026, De Giovanni indica l’afrohouse, «che ormai è diventato quasi un linguaggio comune e richiama spesso atmosfere latine», mentre tra i brani più suonati cita «Talk to you» degli Anotr e alcune canzoni di Serena Brancale. «Quest’anno, però, manca la classica hit dell’estate che mette tutti d’accordo». Ma ancora più dei generi musicali è cambiato il modo in cui le canzoni diventano popolari. «Negli anni Settanta e Ottanta erano i dj a lanciare i dischi. Poi è arrivato il peso delle radio, mentre oggi sono i social a decretare spesso il successo di un brano. Basta che accompagni un video virale perché venga ascoltato da milioni di persone». Anche la notte è diversa. «Le discoteche tradizionali hanno perso centralità: oggi funzionano di più gli aperitivi e gli eventi a tema. Sono cambiati i contenitori». E se la tecnologia ha rivoluzionato il lavoro del dj, De Giovanni continua a portare con sé anche i cd: «Affidarsi soltanto al computer significa rinunciare a una componente del fascino che ha sempre caratterizzato il lavoro del dj». Quello che più lo colpisce è il comportamento dei ragazzi in pista. «I quarantenni continuano a ballare come facevano da giovani. Le nuove generazioni, invece, spesso stanno con il telefono in mano: riprendono il dj, gli amici, il locale. A volte sembra più importante mostrare dove si è che vivere davvero quel momento». Eppure, una regola è rimasta immutata. «Non bisogna mai fermarsi. Bisogna ascoltare, osservare, restare curiosi e ricettivi verso quello che succede intorno. La passione si vede, e chi è davanti alla consolle la percepisce». Perché, conclude, «la cosa che mi piace di più è ancora cercare musica nuova e proporla. È questo il bello del fare il dj».