Modigliana, una scommessa vitivinicola nuova di Lucrezia e Sara, nasce «Tenuta Le Oreadi»

Riccardo Isola - «L’idea nasce dall’incontro tra esperienze e generazioni differenti». Così Lucrezia Pasolini si è avvicinata al vino. Soprattutto per passione, interesse e curiosità personale. A lei si affianca Sara Biguzzi, molto giovane, che invece ha scelto di trasformare questa passione nella propria professione, costruendo il suo percorso nel mondo dell’enologia. «Ho messo la mia esperienza al servizio del suo entusiasmo» racconta Lucrezia. Da questo incontro è nata la volontà di trasformare una passione in un progetto concreto, consapevoli che quando si decide di investire in una nuova realtà una componente di rischio è inevitabile. L’ambizione, però, è stata chiara fin dall’inizio: Con Tenuta Le Oreadi a Modigliana il nostro obiettivo è fare vini di alto livello mondiale, non di alto livello in Romagna». Non semplicemente una nuova cantina, quindi, ma un progetto con l’obiettivo di confrontarsi con i grandi vini internazionali.
Perché avete scelto Modigliana e, soprattutto, le sue quote più alte? Che cosa avete riconosciuto in questo territorio?
«La scelta nasce dalla convinzione che Modigliana rappresenti il territorio romagnolo con le maggiori potenzialità per produrre vini di altissimo livello. A fare la differenza sono soprattutto le quote elevate, dove cambiano sensibilmente condizioni climatiche, esposizioni ed escursioni termiche. È un territorio in Romagna dove puoi fare vini di altissimo livello. Anche se occorre distinguere la Modigliana delle quote più basse da quella dei crinali. Tenuta Le Oreadi ha concentrato gran parte della propria ricerca proprio in vigneti che arrivano fino a 600-650 metri di altitudine, sul confine geografico tra Romagna e Toscana».
Quale identità volete costruire attraverso i vostri vini?
«L’obiettivo è raccontare Modigliana attraverso una lettura personale, mantenendo il territorio al centro ma senza sentirsi obbligate a seguire esclusivamente la grammatica tradizionale. La direzione è quella di vini di grande finezza, eleganza, freschezza e verticalità, capaci soprattutto di evolvere nel tempo. Sangiovese e Trebbiano restano importanti, ma alle quote più elevate entrano Pinot nero e Chardonnay. Non vogliamo imitare la Borgogna ma capire cosa questi vitigni possono esprimere nelle alte quote di Modigliana».
Come avete impostato il patrimonio viticolo esistente e quale sarà la dimensione produttiva complessiva della tenuta?
«L’azienda dispone in totale di circa 50 ettari, dei quali una trentina sono bosco e una decina attualmente vitati. A regime la produzione dovrebbe attestarsi intorno alle 30-35 mila bottiglie. I vigneti sono collocati a diverse altitudini, principalmente tra i 500 e i 650 metri, con una piccola vigna anche nel territorio di Predappio, dalla quale nasce un Sangiovese rivendicato Predappio. La prima annata è stata quella del 2024, nata quasi come una sperimentazione. Da un primo vigneto è partita la vinificazione del Sangiovese, poi il progetto si è progressivamente ampliato con nuove vigne e nuove referenze».
Pinot nero e Chardonnay rappresentano una scelta particolarmente ambiziosa. Perché avete deciso di puntare su questi vitigni?
«Perché alle alte quote possono trovare condizioni particolarmente interessanti. La scelta è accompagnata dalla selezione di cloni specifici e dalla volontà di realizzare impianti ad alta densità, guardando alla tradizione viticola francese e in particolare borgognona. Il riferimento, però, non deve diventare un modello da replicare. La sfida è capire come Pinot nero e Chardonnay possano interpretare un territorio come quello di Modigliana. Allo stesso modo, il Sangiovese rimane centrale, ma alle quote più elevate la sua maturazione può diventare più complessa nelle annate fredde. Per questo le scelte varietali vengono calibrate anche in funzione dell’altitudine».
Qual è oggi la sfida vera e quale il futuro di Tenuta Le Oreadi?
«La sfida è conoscere fino in fondo le proprie vigne. Capire le differenze tra parcelle, esposizioni, altitudini e suoli è un percorso che richiede tempo e che si costruisce vendemmia dopo vendemmia. La struttura della tenuta è volutamente snella e il principio produttivo è altrettanto chiaro: niente grande produzione, ma ricerca della qualità e grande attenzione a ogni dettaglio».
«Se sai quello che vuoi fare e dove vuoi andare, sicuramente lo fai meglio». È questa la filosofia che accompagna il progetto. Una scommessa che parte da Modigliana e dalle sue alte quote, ma che guarda a un obiettivo preciso: dimostrare che da questo territorio possono nascere vini capaci di confrontarsi con i grandi riferimenti internazionali.
Nel cuore della valle del Tramazzo, una precisa idea di vino
Modigliana è terra di montagna, marne e arenarie, boschi e vigneti. Un territorio dove altitudine, ventilazione ed escursioni termiche diventano parte integrante dell’identità del vino. Qui si apre la Valle del Tramazzo, la vallata centrale di Modigliana che verso sud prosegue fino a Tredozio. È la più ampia e coltivata delle vallate della zona, con quote che salgono gradualmente dai 200 ai 500/600 metri. La matrice geologica è prevalentemente marnoso-arenacea, arricchita dalla presenza di argille rosse evolute. Una varietà dei suoli che contribuisce a dare ai vini maggiore materia e profondità, senza sacrificarne la freschezza. La posizione della valle favorisce inoltre una buona ventilazione e importanti escursioni termiche. Nel bicchiere il Sangiovese trova così un equilibrio particolare, fatto di piccoli frutti rossi, note balsamiche, sapidità e tannini sostenuti da una trama fresca e verticale. È un vino di montagna, ma non austero: più generoso nella materia rispetto ad altre zone di Modigliana, sempre lontano dalla pesantezza. È in questo paesaggio che, nel febbraio 2026, nasce Tenuta Le Oreadi, nuova realtà vitivinicola fondata da Lucrezia Pasolini e Sara Biguzzi. Due amiche, due percorsi differenti e una visione comune. Lucrezia porta nel progetto rigore e struttura; Sara, enologa, la competenza tecnica e una particolare attenzione alla materia del vino. Il cuore della tenuta guarda ancora più in alto: i vigneti raggiungono i 600 metri di altitudine, sul crinale geografico tra Romagna e Toscana. Una posizione che mette in relazione il carattere dell’Appennino con le influenze del versante toscano e che offre condizioni ideali per vini di grande freschezza, finezza ed equilibrio. La scelta produttiva è netta: nessuna corsa ai grandi numeri. Tenuta Le Oreadi punta su basse rese, grande attenzione alla vigna, densità d’impianto importanti e una ricerca rigorosa della qualità. L’obiettivo è produrre vini capaci di esprimere mineralità, freschezza, verticalità, eleganza e longevità. Una cantina giovane, dunque, ma con un’ambizione precisa: raccontare Modigliana e la Valle del Tramazzo attraverso vini contemporanei, identitari e profondamente legati alla loro quota.