Modigliana, Maurizio Costa lancia «InOro», bianco aureo d’Appennino prodotto in 2.600 bottiglie

Riccardo Isola - Il primo bianco della storia della cantina nasce tra i crinali dell’Appennino e porta con sé l’idea di eleganza, territorio e visione. Si chiama InOro ed è l’Albana in purezza con cui Cantina Maurizio Costa inaugura un nuovo capitolo del proprio percorso, scegliendo di raccontare Modigliana attraverso una voce diversa, ma radicata nelle sue colline. Un debutto che non arriva come semplice ampliamento di gamma, ma come dichiarazione d’identità. Perché InOro rappresenta una sfida. Precisamente quella di dimostrare che anche un vitigno storico può trovare una dimensione contemporanea, capace di dialogare con il mondo dell’alta gastronomia e con una platea internazionale. Presentato in anteprima a Milano questa è stata l’occasione per raccontare una collaborazione che unisce due universi lontani, ma accomunati dalla stessa ricerca: quella tra Cantina Maurizio Costa e Volzhenka, maison parigina di caviale arrivata alla terza generazione familiare. Due territori diversi ma seguono un filo rosso comune: artigianalità, selezione e l’attesa. Da una parte Modigliana, terra di vigneti d’altura, boschi e vallate dove la vite cresce tra i 300 e i 600 metri; dall’altra il savoir-faire francese legato al caviale, prodotto attraverso un controllo rigoroso di ogni fase, dagli allevamenti europei selezionati alla lavorazione finale. In questo scenario nasce il vino da uve Albana provenienti da vigneti selezionati a circa 300 metri di altitudine, con esposizione sud-est, affinato per nove mesi in acciaio sui lieviti. Sono appena 2.600 le bottiglie prodotte. Il nome richiama una leggenda antica. «Non di così rozzo calice sei degno, ma di berti in oro!» sarebbe stata la frase rivolta all’Albana dalla governatrice dell’Impero Romano d’Occidente Galla Placidia, episodio entrato nella tradizione come origine simbolica del nome del vitigno. Dietro InOro c’è una squadra che ha lavorato per costruire un’identità nitida. L’enologo Donato Lanati accompagna il progetto con l’ambizione di portare la Romagna verso livelli qualitativi sempre più alti. Andrea Paoletti ha individuato e selezionato gli appezzamenti più vocati, intervenendo sulle rese per inseguire equilibrio e finezza. A tenere insieme ogni dettaglio c’è Elena Continelli, direttrice della cantina e figura centrale nel percorso di crescita della realtà modiglianese. «Grande vino per creare piacere attraverso la natura», sintetizza Lanati, racchiudendo in poche parole la filosofia di un progetto dove tecnica e territorio non sono elementi separati, ma parti dello stesso racconto. Cantina Maurizio Costa nasce nel cuore di Modigliana, su una proprietà di 113 ettari di cui 14 vitati, in un ambiente dove la viticoltura dialoga con boschi, pascoli, falesie e corsi d’acqua. La cantina, fondata oltre vent’anni fa da Maurizio Costa con il nome di Torre San Martino e oggi guidata dai figli Angelo e Francesco, custodisce anche un patrimonio raro: un vigneto di Sangiovese del 1922 allevato ad alberello, da cui nasce Cento, il Sangiovese in purezza simbolo della casa. Accanto a lui trovano spazio vini come Floss, Cabernet Franc in purezza, e MoDi, blend di Merlot, Cabernet Sauvignon e Sangiovese. Con l’arrivo di InOro, la cantina completa un mosaico che punta sempre più verso una dimensione premium, dove il territorio resta il primo ingrediente. L’incontro con Volzhenka rafforza questa direzione. Il caviale della maison parigina, interpretato non come semplice status symbol ma come espressione di cultura gastronomica, diventa il compagno ideale di un vino che fa della misura e della precisione il proprio identikit.