Lugo, Museo Baracca, nuovi spazi per i 100 anni di vita, il 13 e 14 giugno gli eventi celebrativi

Niccolò Gavagna - Il museo Baracca di Lugo è stato inaugurato il 16 giugno del 1926 nella Rocca estense, per poi trasferirsi nel 1993 nella casa natale di Francesco, lasciata in eredità dal padre. A cent’anni dall’apertura, la città celebra l’anniversario con un ricco calendario di iniziative dedicate sia alla memoria dell’asso lughese, sia all’evoluzione del museo stesso. Le celebrazioni offrono anche l’occasione per riscoprire curiosità legate alla storia del museo, al rapporto tra Baracca e Lugo, e ai visitatori che arrivano da tutta Italia e dall’estero per scoprirne il mito.
«Il programma è iniziato il 9 maggio, compleanno di Baracca, con la presentazione di un libro, l’inaugurazione di una mostra fotografica e documentaria dedicata alla nascita del museo, una campagna per il restauro di tre libri e uno spettacolo per bambini, e terminerà a fine anno, grazie alla collaborazione con istituzioni, associazioni e realtà del territorio» spiega Massimiliano Fabbri, direttore del museo Baracca. L’appuntamento centrale è fissato per sabato 13 giugno, quando saranno inaugurati i nuovi spazi museali. «Sono state restaurate le prime porzioni delle due ali laterali e la corte interna - afferma Fabbri -. Sul lato nord è stato creato uno spazio verticale che ospiterà i reperti di un velivolo da ricognizione tedesco abbattuto da Baracca nel 1917; mentre, sul lato sud, è stato recuperato un locale al primo piano». Restaurato anche il dipinto murale del tetto, sistemato il giardino interno e ripristinato il colore rosso della facciata esterna della casa. Inoltre, entro giugno sarà completata la progettazione di altri ampliamenti che includeranno anche palazzo Tamba. La giornata inaugurale sarà accompagnata da concerti da camera, visite guidate, incontri letterari e una mostra con dipinti di aeropittori futuristi. Domenica 14 giugno, spazio ad altre visite e laboratori gratuiti, oltre a un concerto col violoncello appartenuto a Baracca. Il programma proseguirà poi fino a sabato 20 giugno con presentazioni di libri, spettacoli teatrali dedicati alle lettere dell’aviatore e una cerimonia commemorativa col sorvolo di aerei storici ricostruiti sul modello di quelli usati dall’asso lughese. In calendario anche un convegno storico sulle ipotesi legate alla sua morte. Il weekend conclusivo sarà dedicato a mostre statiche ed esibizioni aperte al pubblico.
Secondo Fabbri, il museo rappresenta molto più di uno spazio espositivo: «Un museo deve connettere mondi diversi, e il nostro ci riesce. L’affetto dei lughesi verso Baracca supera le divisioni politiche e unisce la città». Negli ultimi anni, il lavoro si è concentrato non solo sul mito dell’aviatore, «ma anche sulla sua dimensione umana, ricostruita attraverso le lettere inviate soprattutto alla madre - aggiunge il direttore -. Oggi i temi dell’eroe, della pace e del sacrificio restano molto attuali». Grande attenzione è stata dedicata anche al contesto storico in cui visse Baracca, tra belle époque, fiducia nel progresso tecnologico e tragedia della Grande guerra. Capitolo curiosità. «Il museo nacque prima della morte di Baracca. Il pilota inviava a Lugo trofei di guerra sia per conservarli che per studiare gli avversari. Importante anche il ruolo della madre, che contribuì a mantenerne vivo il ricordo partecipando alle tante iniziative commemorative. Fondamentali anche i poeti e i musicisti dell’epoca, che contribuirono a rafforzarne il mito. Infine, il logo del centenario. Richiama il fuoco e il sole, simboli di una memoria ancora viva, perché il museo non custodisce soltanto ceneri, ma vuole costruire un fuoco», spiega Fabbri. I visitatori arrivano da tutta Italia e anche dall’estero. «Sono molto eterogenei e con passioni diverse. Negli ultimi anni abbiamo lavorato tanto con le scuole, aspetto fondamentale per mantenere viva la memoria» sottolinea il direttore. Forte anche il legame col territorio: «Varie società sportive lughesi usano il cavallino rampante come simbolo. Le future squadre calcistiche cittadine torneranno a chiamarsi ‘Baracca Lugo’, mentre il futsal ha dedicato una maglia all’aviatore. Baracca è una figura identitaria capace di parlare a mondi diversi», conclude Fabbri.