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IL CASTORO | Arbor vitae: la street art di un'ex studentessa del Ballardini

Romagna | 06 Luglio 2021 Blog Settesere
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di Laura Parenti e Alessandro Beltrani

È stata finalmente realizzata, grazie a un piano di riqualificazione affidato al liceo Torricelli-Ballardini, la decorazione della facciata esterna di un palazzo di via Ponte Romano del 1957. Nel 2016 la scuola faentina aveva promosso il Concorso «Ballardini design», in collaborazione con il Comune di Faenza e Gigacer Spa, per la realizzazione di un’opera murale, nell’ambito dell’urban design e della street art.

Il progetto vincitore Arbor Vitae delle studentesse del liceo artistico Chiara Anconelli, Mira Pantera, coadiuvate dall'architetto Andrea Montesi, intendeva rappresentare un grande albero che decorasse tutto un lato di un edificio. C'è voluto del tempo per portarlo a termine, ma nel 2020 Chiara Anconelli è riuscita a realizzarlo. Oggi rappresenta un bel traguardo per le giovani artiste, per il liceo e per tutti i cittadini di Faenza. Ne abbiamo parlato con Chiara.

Che cosa hai voluto rappresentare esattamente con la tua opera? A cosa o a chi ti sei ispirata?

«Il tragico bombardamento sulla città del 1944 ci ha dato l’ispirazione per la realizzazione di questo progetto. Rappresenta un grande albero dipinto sul muro in tinta unita marrone, con inserti ceramici geometrici: foglie con tinte cupe da un lato e dall’altro vivaci. L’albero, collocato al centro del muro, rappresenta la vita. donando così allo spettatore un’idea di rinascita del borghetto di Faenza».

Come è stato l'iter realizzativo?

«La progettazione è avvenuta nel 2015 in gruppo, il progetto è stato inviato al concorso e nel 2016 c’è stata la proclamazione presso il liceo artistico dell’opera vincitrice, alla quale parteciparono anche il preside Luigi Neri e Viola Emaldi, coordinatrice dell’istituto tecnico superiore Tonito Emiliani. Nel 2017 è iniziata la collaborazione con l’architetto Montesi e gli architetti comunali Ennio Nonni e Mauro Benericetti. A coordinare il lavoro è stata la prof.ssa Anna Lombardo. Si è deciso di apportare modifiche al progetto iniziale, poiché il tronco del progetto risultava troppo invasivo, quindi si è optato per un line art nero su sfondo bianco, per enfatizzare le piastrelle. L’autunno dell’anno successivo, ho iniziato a seguire da sola la realizzazione dell’opera e ho effettuato un calcolo computerizzato dei pezzi da comporre in scala, preparando dei cartamodelli. Insieme alla prof.ssa Alessandra Bonoli e al piastrellista Fernando Tazzari ci siamo occupati del taglio e montaggio delle lastre in gres, donate dall’industria ceramica Gigacer. Nel 2019 sono iniziati i lavori in cantiere, l’opera a parete è stata realizzata dai ragazzi del gruppo imolese Restart Urban e terminata a gennaio del 2020».

Che cosa provi quando passi davanti all'edificio e vedi la tua opera?

«Purtroppo provo emozioni miste guardando la mia opera, poiché inizialmente doveva essere ben visibile dalla strada, ma la sua collocazione in corso d’opera è stata modificata. Nonostante ciò penso ai 6 anni di lavoro e sacrifici fatti per portarla a termine ed anche al fatto che finalmente è conclusa. Devo ringraziare tutti coloro che hanno partecipato e collaborato, ascoltando le idee di una studentessa con un sogno, in particolare la prof.ssa Bonoli».

A Faenza è presente qualche altra opera decorativa sui muri delle case. Pensi che l'amministrazione comunale dovrebbe favorire maggiormente questo tipo di interventi? «Assolutamente sì. Faenza è una città piena d’arte ed è sicuramente la sua caratteristica più bella e affascinante. È sempre difficile trovare da parte dei Comuni fondi per realizzare progetti prettamente artistici, eliminando la parte funzionale. Il fatto che Faenza abbia deciso di appoggiare un progetto come Arbor Vitae è più che ammirevole. Interventi di questo tipo garantiscono una qualità maggiore al territorio e dovrebbero essere incoraggiati il più possibile».

Come reputi il lavoro di Ericailcane, di Blu o di altri street artist, che hanno operato anche in Emilia Romagna?

«Ho visto l’ultima opera realizzata da Blu per la pandemia e secondo me questo è un esempio emblematico di come la street art possa avere una grande influenza sociale e comunicativa, da non sottovalutare. Concepirla come un 'imbrattamento dei muri' rappresenta una chiusura mentale di coloro che non capiscono quanto l’arte sia un elemento fondamentale nella vita quotidiana».

Quali sono i tuoi imminenti progetti in campo artistico?

«Attualmente sto frequentando il terzo anno di università allo Iaad, Istituto d’arte applicata e design, nel corso di design del prodotto. Il mio obiettivo è diventare una product designer. Allo stesso tempo nutro interessi nell’ambito grafico, infatti ho condotto dei lavori per un negozio locale. Non mi precludo nessuna strada, ma l’ambito artistico farà sempre parte di me, poiché il liceo Torricelli-Ballardini mi ha segnata profondamente».

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