Homeless Book, a Faenza una casa editrice pioniera

Romagna | 01 Novembre 2019 Mamma Mia!
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«La comunicazione aumentativa e alternativa ha spazi di applicazione ancora inesplorati. Che ci spingono a lavorare sempre di più nella direzione intrapresa nel 2014». Sono le parole di Alessandro Ancarani della casa editrice faentina Homeless Book, una delle poche realtà in Italia a pubblicare libri in CAA, che tramite simboli e disegni abbatte molte barriere in termini di comunicazione e comprensione: «Al momento, su una stima di circa un centinaio di titoli presenti sul mercato italiano, noi ne abbiamo in catalogo 27. Il primo è stato “Pinocchio” di Raffaella Di Vaio, l’ultimo “Flamel e la pietra magica”, una favola fantasy per bambini dagli ultimi anni delle elementari in poi, presentato al Salone di Torino: «Tutto è partito dalle richieste che molti genitori di bambini con disabilità ci mandavano perché costretti, in assenza di alternative, all’autoproduzione di libri “facilitati”. Un altro input è arrivato da Rosanna Pasi dell’associazione “Fare Leggere Tutti”, che ci ha aperto un mondo rispetto alle esigenze di insegnanti ed educatori di disporre di strumenti di lavoro validi sulla lettura. Al festival di libri per bambini “SfogliAMOci” al quale abbiamo appena partecipato a Massa, non a caso, sono stati proprio i docenti ad acquistare più libri». Quello che Ancarani e il suo socio, Tommaso Maria Minardi, hanno scoperto strada ndo, è che la CAA è ottima anche per i bambini e gli adulti stranieri che ancora non parlano bene la nostra lingua: «Per motivi di privacy non possiamo diffonderlo ma abbiamo ricevuto da un genitore un bellissimo video della figlia adottata dall’estremo Oriente, che per quanti problemi possa ancora avere con l’italiano, riesce a leggere benissimo il nostro “Cosa vede Don Q?”. Una bella soddisfazione, intensificata dal fatto che sempre più spesso abbiamo modo di notare come i libri in CAA piacciano un po’ a tutti, vengano contesi tra i fratellini, catturino l’attenzione a prescindere dall’età e siano anche usati con i bambini iperattivi. Insomma, in materia siamo solo sulla punta dell’iceberg, c’è tutto un mondo ancora da esplorare. Peccato che in alcune zone d’Italia la CAA sia poco conosciuta anche dalle famiglie o dagli insegnanti che potrebbero trarne enorme vantaggio: abbiamo in animo nell’immediato futuro di concentrare risorse nella promozione proprio per andare loro incontro». 
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