Forlì, il futuro dell'Aeroporto «Ridolfi»: un piano di rilancio da 220 milioni d'euro e 1.000 addetti entro il 2030

Romagna | 29 Settembre 2026 Cronaca
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Cinque direttrici di sviluppo, un piano da 220 milioni di euro per il rilancio, un terminal più grande, un nuovo polo per
la manutenzione aeronautica e una prospettiva occupazionale che punta fino a 1.000 addetti entro
il 2030. È il piano per il futuro dell’Aeroporto “Luigi Ridolfi” presentato oggi a Forlì da F.A. S.r.l.,
società di gestione dello scalo, nel corso del convegno “Le rotte dello sviluppo”.
Il punto di partenza è il contesto in cui lo scalo è inserito. Nel raggio di circa 500 metri si
concentrano il corso di Ingegneria Aerospaziale dell’Università di Bologna, l’Istituto Tecnico
Aeronautico, l’Enav Training Centre, la scuola di volo, aziende di manutenzione e altre attività
specializzate: formazione, ricerca, attività operative, manutenzione e impresa formano un vero
ecosistema aeronautico, una condizione distintiva nel panorama aeroportuale italiano. Nel sedime
aeroportuale operano già 25 aziende, con 35 differenti professionalità e circa 400 persone
occupate; la proiezione, collegata alla progressiva realizzazione dei progetti, arriva fino a 1.000
occupati entro il 2030.
Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, presente all’evento, sottolinea il
valore dei collegamenti per l’economia del territorio: “Rendere i nostri territori sempre più accessibili
e collegati significa creare nuove opportunità per il turismo e per l’economia della Romagna.
È la direzione in cui come Regione abbiamo lavorato in questi mesi, con una strategia organica sul sistema aeroportuale
e abolendo l’addizionale municipale per gli scali sotto i 700mila passeggeri, che ha contribuito ad attrarre nuovi investimenti
e nuove rotte. A Forlì quest’anno sono decollati i collegamenti Ryanair con Cagliari e Londra
Stansted, riaprendo un canale diretto con uno dei principali mercati turistici europei. Ora
dobbiamo continuare ad ampliare i collegamenti, soprattutto verso i mercati internazionali
strategici, perché ogni nuova rotta può generare turismo, favorire la destagionalizzazione e creare
nuove opportunità per tutto il territorio. Dobbiamo farlo in una logica di complementarità con gli
altri scali dell’Emilia-Romagna, rafforzando un sistema aeroportuale regionale capace di essere
sempre più competitivo sui mercati internazionali”.

All’incontro è intervenuta anche Rossella Amato, Head of Communications Italy di Ryanair, che ha
messo in evidenza l’ottimo lavoro che la compagnia sta svolgendo con il sistema aeroportuale
regionale. Questa la sua dichiarazione: “L’abolizione dell’Addizionale Comunale sta già producendo risultati concreti
negli aeroporti regionali dell’Emilia-Romagna. Quest’inverno, Ryanair quadruplicherà la propria capacità
regionale, passando da 40.000 a oltre 160.000 posti, dimostrando i benefici immediati di politiche
per l’aviazione orientate alla crescita. In particolare nell'aereporto “Luigi Ridolfi” di Forlì Ravenna
prevediamo nella winter 2026 di offrire oltre 55mila seats segnando un +35% rispetto alla winter
2025. Accogliamo con favore la decisione presa dal Presidente Michele de Pascale, in sintonia con
il Governo centrale, di abolire l’Addizionale Comunale, che sta già producendo benefici tangibili
per la connettività, il turismo e l’occupazione in tutta la regione”.

Le cinque direttrici
Aviazione commerciale. Il piano prevede l’ampliamento del terminal partenze e delle sale
imbarchi per 2.300 mq, la riqualificazione di arrivi e parcheggio, una nuova food lounge da 420 mq,
una nuova area commerciale, sei nuovi banchi check-in, la riqualificazione della security e il
potenziamento del sistema bagagli: un terminal più capiente e funzionale, predisposto ad
accogliere maggiori volumi di traffico e a migliorare l’esperienza del passeggero Aviazione generale.
Un polo dedicato all’aviazione privata e business, con nuovo terminal General Aviation,
nuovo piazzale aeromobili, fast-track, controlli dedicati, aree per business jet, VIP lounge, ristorazione,
concierge e trasferimenti door-to-door, per offrire rapidità, riservatezza e qualità del servizio.
Manutenzione aeronautica. È prevista la realizzazione di un polo MRO per manutenzione,
riparazione e revisione degli aeromobili: un nuovo hangar da 7.000 mq, alto 22 metri, con piazzale
da 38.000 mq e capacità fino a quattro Airbus A321 o quattro Boeing 737, con possibilità di
sviluppo modulare fino a 28.000 mq di superfici manutentive e ulteriori aree di espansione. Entro
la fine del 2026 è prevista l’installazione del primo Hangar “pneumatico” in Italia. Un polo
modulare e scalabile, capace di attrarre operatori, investimenti, competenze e nuova occupazione.
Formazione aeronautica. Il piano consolida il Polo Tecnologico Aeronautico-Spaziale, che riunisce
Ingegneria Aerospaziale dell’Università di Bologna, Istituto Tecnico Aeronautico, scuola di volo ed
ENAV Training Centre, con l’ampliamento e la riqualificazione delle strutture formative e lo
sviluppo di una nuova torre di controllo digitale: un sistema formativo integrato, nel quale le
competenze vengono sviluppate nello stesso luogo in cui l’aviazione viene studiata, praticata e
trasformata in lavoro.
Aviazione generale. Un polo dedicato all’aviazione privata e business, con nuovo terminal General
Aviation, nuovo piazzale aeromobili, fast-track, controlli dedicati, aree per business jet, VIP lounge,
ristorazione, concierge e trasferimenti door-to-door, per offrire rapidità, riservatezza e qualità del
servizio.
Manutenzione aeronautica. È prevista la realizzazione di un polo MRO per manutenzione,
riparazione e revisione degli aeromobili: un nuovo hangar da 7.000 mq, alto 22 metri, con piazzale
da 38.000 mq e capacità fino a quattro Airbus A321 o quattro Boeing 737, con possibilità di
sviluppo modulare fino a 28.000 mq di superfici manutentive e ulteriori aree di espansione. Entro
la fine del 2026 è prevista l’installazione del primo Hangar “pneumatico” in Italia. Un polo
modulare e scalabile, capace di attrarre operatori, investimenti, competenze e nuova occupazione.
Formazione aeronautica. Il piano consolida il Polo Tecnologico Aeronautico-Spaziale, che riunisce
Ingegneria Aerospaziale dell’Università di Bologna, Istituto Tecnico Aeronautico, scuola di volo ed
ENAV Training Centre, con l’ampliamento e la riqualificazione delle strutture formative e lo
sviluppo di una nuova torre di controllo digitale: un sistema formativo integrato, nel quale le
competenze vengono sviluppate nello stesso luogo in cui l’aviazione viene studiata, praticata e
trasformata in lavoro.
Attività aeronautiche e logistiche. Un’area dedicata all’insediamento e alla crescita di attività
aeronautiche, produttive e logistiche, con nuovi hangar, varchi indipendenti, una nuova strada di
collegamento con la tangenziale, l’integrazione con Villa Selva, A14 e Porto di Ravenna e la
possibilità di estendere la pista fino a 3 km, per trasformare la posizione geografica del Ridolfi in
un vantaggio operativo per il territorio.
Sull’accessibilità degli scali e sull’intermodalità si concentrano l’assessora regionale al Turismo,
Roberta Frisoni, e l’assessora regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Irene Priolo, entrambe
presenti all’evento, dichiarano:
“Gli aeroporti sono una delle principali porte attraverso cui l’Emilia-Romagna si apre ai mercati e
ai flussi turistici internazionali. Rafforzare i collegamenti aerei significa quindi aumentare la
capacità dei nostri territori di essere raggiunti, conosciuti e scelti, soprattutto sui mercati esteri sui
quali la competizione tra destinazioni è sempre più forte. Ma la qualità di una connessione non si
esaurisce con l’arrivo in aeroporto: conta anche la possibilità di proseguire il viaggio in modo
semplice ed efficiente, attraverso una rete di trasporti capace di collegare gli scali con le città e le
diverse destinazioni del territorio. È su questa visione che, come Regione, abbiamo scelto di
investire, costruendo una politica aeroportuale regionale e mettendo in campo risorse e strumenti
per rafforzare gli scali, sviluppare l’intermodalità e migliorare i collegamenti. La nuova legge
regionale, con 13 milioni di euro in tre anni, dà concretezza a questa scelta e ci permette di
programmare lo sviluppo del sistema aeroportuale in stretta relazione con le altre reti di trasporto
e con le esigenze dei territori. L’obiettivo è rendere l’Emilia-Romagna sempre più accessibile
dall’Italia e dall’Europa e fare delle sue connessioni un fattore di competitività per il turismo, le
imprese e l’intero territorio”.


 
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