Fiera di Rimini, c'è Macfrut il salone dell'ortofrutta, con oltre 800 top buyer internazionali

Romagna | 20 Aprile 2026 Economia
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Parte Macfrut 2026, previsti 800 top buyer (+20%, lo scorso anno erano stati 670), potenziata la presenza di importatori dal Nord ed Est Europa sui quali la fiera aveva concentrato un’intensa attività di scouting, espositori da cinque continenti, presenza di cinque ministri (Libano, Siria, due dalla Repubblica Dominicana, Italia).

Oltre 1,4 miliardi di euro di valore della produzione, più di 700 milioni dal comparto frutticolo e oltre 730 milioni da ortaggi e patate: sono i numeri del settore ortofrutticolo dell’Emilia-Romagna, una delle principali filiere dell’agroalimentare regionale. Un sistema che si presenta a Macfrut 2026, la 44esima edizione del salone internazionale dell’ortofrutta in programma dal 21 al 23 aprile al Rimini Expo Centre, da protagonista con le proprie imprese, filiere e produzioni, a partire dalle Dop e Igp.

A sostenere il comparto è anche l’impegno della Regione Emilia-Romagna, che nel 2026 mette in campo oltre 115 milioni di euro attraverso le risorse Feaga (Fondo europeo agricolo di garanzia) per rafforzare innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e competitività delle imprese della filiera ortofrutticola. A questi fondi si affiancano gli interventi per i ‘Frutteti protetti’, che hanno già attivato 40,7 milioni di euro di investimenti grazie a 24,4 milioni di contributi destinati a 153 imprese agricole, con la realizzazione di impianti dotati di sistemi di difesa attiva e la protezione di 592 ettari di frutteti. Programma che prosegue ora con un nuovo bando da 20 milioni di euro per estendere gli interventi e rafforzare la capacità produttiva delle aziende.

A Macfrut la Regione sarà presente con uno stand istituzionale (padiglione D5 – stand 112), realizzato in collaborazione con i Consorzi di tutela delle produzioni Dop e Igp - dall’Aglio di Voghiera all'Asparago verde di Altedo all’Anguria Reggiana, dalla Ciliegia di Vignola alle Amarene brusche di Modena alla Patata di Bologna, fino al Marrone di Castel del Rio, allo Scalogno di Romagna e alla Pesca e nettarina di Romagna, alla Pera dell’Emilia-Romagna - che ospiterà le principali produzioni Dop e Igp regionali e un programma articolato di iniziative. Nel corso della manifestazione sono previsti incontri tecnici, degustazioni e momenti di confronto con buyer e operatori internazionali, accanto ad appuntamenti di approfondimento sui temi strategici per il settore.

Tra questi, il focus dedicato alla riforma della Politica agricola comune e al futuro delle risorse europee, anche alla luce del lavoro in corso sulla revisione dell’Ocm, su cui l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, è relatore al Comitato europeo delle Regioni. Accanto ai temi di scenario, spazio anche agli strumenti più innovativi per la gestione del rischio in agricoltura, con incontri dedicati al controllo biologico delle specie invasive, all’impiego dei droni e al sistema digitale Dati.Meteo4.0, che integra sensoristica e modelli previsionali per anticipare eventi critici come le gelate tardive e supportare le decisioni tecniche delle imprese.

Un’attenzione particolare è riservata inoltre al rapporto tra imprese e formazione, con iniziative dedicate al dialogo tra Organizzazioni di produttori e istituti tecnici agrari per orientare i percorsi formativi verso un settore che richiede competenze sempre più avanzate, dalla gestione dei dati alle tecnologie per la produzione e la difesa delle colture.

A inaugurare Macfrut 2026, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, la sottosegretaria alla Presidenza, Manuela Rontini, e l’assessore Alessio Mammi (Agricoltura e Agroalimentare).

“Macfrut rappresenta una piattaforma internazionale strategica per l’ortofrutta e per un sistema come quello dell’Emilia-Romagna, che si presenta a questo appuntamento con una filiera organizzata, capace di competere sui mercati e di innovare lungo tutta la catena del valore, dalla produzione alla trasformazione fino alla commercializzazione- afferma il presidente de Pascale-. Parliamo di un comparto che nel 2025 ha superato 1 miliardo e 446 milioni di euro di valore della produzione, confermandosi una delle leve principali dell’agroalimentare regionale e un punto di forza del nostro sistema economico. È su questa base che la Regione continua a investire in modo concreto, mettendo in campo strumenti e risorse per sostenere la competitività delle imprese, accompagnarne i processi di innovazione e rafforzarne la capacità di stare sui mercati. Interventi che vanno dalla difesa del potenziale produttivo, con i progetti sui ‘Frutteti protetti’, fino all’utilizzo delle risorse europee per sostenere sostenibilità ambientale, sviluppo tecnologico e organizzazione della filiera. Allo stesso tempo, è fondamentale presidiare con forza il livello europeo, perché le scelte che si stanno definendo sulla nuova Politica agricola comune e sull’assetto delle risorse avranno un impatto diretto sul futuro delle nostre imprese. Per questo lavoriamo per difendere il ruolo delle politiche comuni e per garantire condizioni che consentano al settore di continuare a crescere, investire e competere sui mercati internazionali”.

“L’ortofrutta- affermano la sottosegretaria Rontini l’assessore Mammi- è un comparto su cui la Regione è impegnata con interventi mirati per rafforzare la struttura produttiva e la capacità delle imprese di stare sui mercati, a partire dal sostegno agli investimenti, dalla difesa del potenziale produttivo e dal ruolo delle organizzazioni dei produttori, in un contesto segnato da fattori come il cambiamento climatico, l’instabilità dei mercati e l’aumento dei costi di produzione, che incidono in modo crescente sull’organizzazione delle imprese e sulla tenuta del sistema. Macfrut rappresenta, in questo senso, un passaggio strategico, perché è il luogo in cui la filiera si presenta, si confronta e misura le proprie prospettive, anche in relazione alle scelte europee sugli strumenti di mercato e sull’organizzazione del settore. Allo stesso tempo, una manifestazione di questo livello rafforza il sistema fieristico dell’Emilia-Romagna e la sua capacità di attrarre operatori e visitatori qualificati, contribuendo in modo concreto all’attrattività turistica e fieristica del territorio e al suo posizionamento internazionale”.

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