Faenza, l'ex pilota Dovizioso e la sfida vinta allo «04 Park»: «Ho coronato un sogno e non è finita qui»

Romagna | 04 Luglio 2026 Sport
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Luca Alberto Montanari
«Una cosa l’ho imparata e oggi la posso dire: è più difficile fare l’imprenditore che il pilota in MotoGP». Andrea Dovizioso, da qualche anno, ha cambiato vita e di conseguenza luogo di lavoro: non più le piste del Mondiale, che conosceva a memoria, ma lo «04 Park - Monte Coralli», dove da poco più di 12 mesi ha tagliato il nastro e inaugurato uno splendido progetto dopo essersi aggiudicato la gestione di uno dei luoghi più conosciuti di Faenza tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023. Dal suo buen retiro faentino, dove convergono tutti gli appassionati di motocross e non solo, l’ex pilota di MotoGP racconta il primo anno di vita «vera» del progetto 04 Park, partendo dall’inizio del sogno e guardando avanti. Cioè ai sogni che «Dovi» vuole ancora realizzare.
Dovizioso, cominciamo dalla domanda più scontata: qual è il suo bilancio dopo il primo anno?
«Con il passare dei mesi mi sto rendendo conto di quanto sia grande questo progetto e di questo sono veramente orgoglioso. Quando decidi di investire anima e corpo in progetti di questo tipo, paghi il conto in termini di inesperienza, perchè conosci poco alcuni dettagli. Ma solo stando sul campo riesci a imparare e a fare tesoro di tutto. Ecco, io sono sul campo praticamente tutti i giorni e sto imparando tante cose che non sapevo. Di sicuro occuparsi a 360 gradi di un progetto come questo è molto più difficile che guidare una moto al Mondiale MotoGP. Noi piloti siamo stati fortunati perchè abbiamo sempre avuto tante persone che lavorano esclusivamente per noi. Quindi sei abituato a ricevere sempre certe attenzioni. La vita normale è diversa, ma io mi sono adeguato e ho imparato tante cose nuove. L’importante è aprire la mente e circondarsi di professionisti appassionati».
Rifarebbe tutte le scelte che ha fatto finora?
«Sì, rifarei tutto perchè questo era il mio sogno. Quando hai la possibilità e ci credi davvero, allora devi fare come in pista: dare gas per realizzare il sogno. Le difficoltà più grandi le abbiamo superate durante l’ultimo anno, adesso stiamo ultimando alcuni lavori e riusciamo a gestire lo 04 Park in modo più... normale».
Quante persone lavorano allo 04 Park?
«Il mio staff gestisce tutto il parco, dal verde, alla manutenzione fino al ristorante. Dentro a un parco di 17 ettari, con cinque edifici, c’è praticamente un mondo dentro. Ci sono la gestione della pista, l’irrigazione, la burocrazia. Noi abbiamo stretto accordi per varie aree, come l’area ristorante, puntando anche su collaborazioni e sponsorizzazioni. In pista ci sono sempre almeno 5 persone operative, senza dimenticare chi lavora anche da fuori. Insomma, siamo una squadra molto numerosa».
Oggi, grazie al suo progetto, la visione del Monte Coralli è cambiata.
«Sì, Monte Coralli era da sempre considerato una pista e basta, ora è diverso. Cominciamo da Mono, il bar e ristorante, che sta crescendo tantissimo. Molti credono che sia solo in funzione solo del motocross, in realtà è a disposizione di tutti. Per come è stato costruito e per chi lo gestisce, è di un livello medio alto che non si trova nelle piste di motocross, dove al massimo si mangia una pasta al pomodoro per accontentare solo i motociclisti. Tutti quelli che ci arrivano, rimangono sorpresi perchè non si aspettano questa qualità».
A distanza di un anno dall’inaugurazione ufficiale, qual è stata la soddisfazione più grande?
«Quando la gente mi viene a cercare al parco, per guardami negli occhi e farmi i complimenti dal vivo, devo dire che mi emoziono. Sono fiero di aver creato un punto di ritrovo polifunzionale, dove la gente sta bene e dove non è obbligatorio salire su una moto e fare motocross. Ma nel nostro parco ci sono tanti altri dettagli. Non ci basta essere solo un riferimento per il motocross, non è l’unico scopo che ci siamo dati. Vogliamo fare ben altro».
Qual è stata la risposta di Faenza?
«La città ha risposto molto bene, ma noi dobbiamo trovare il modo di farci conoscere ancora di più. La gente fa fatica a passarci, perchè non siamo proprio di strada, quindi dobbiamo migliorare nell’organizzazione degli eventi fuori dal motocross. Molte persone sono ancora condizionate dal passato e pensano solo alle moto. Da quest’anno, cioè dal nostro secondo anno, cambieremo qualcosa».
Quanti sportivi riuscite ad agganciare?
«Allo 04 Park ne arrivano da tutta Italia. C’è interesse perchè la pista è nuova e per un crossista è il sogno. Vengono a provarla anche dall’estero, tanto per fare un esempio. Un punto importante a nostro favore riguarda l’illuminazione. Avendo le luci, riusciamo a offrire una situazione ideale per i tre mesi più caldi. Di martedì e giovedì, per tutta l’estate, puoi girare a una temperatura migliore e in una atmosfera diversa e questo aspetto è il nostro fiore all’occhiello, davvero apprezzatissimo. Noi sfrutteremo questa situazione per ospitare due gare: il campionato italiano Prestige notturno, in programma l’11 luglio, e due settimane dopo una gara per tutte le categorie, sempre di notte, che già abbiamo organizzato un anno fa».
Le attività collaterali come vanno?
«Ne stiamo facendo tante e ne aggiungeremo ancora. Abbiamo organizzato eventi per aziende sfruttando il nostro spazio, il ristorante e il parcheggio esterno. Da noi è possibile costruire qualsiasi tipo di evento e anche questo è un punto favorevole. Quanto alle novità, abbiamo bisogno di ancora un po’ di tempo per crearle. Concluderemo gli ultimi lavori e poi saremo operativi, presumibilmente tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027».
Dal Dovizioso imprenditore passiamo al «Dovi» (ex) pilota. Cosa pensa del Mondiale 2026?
«Stiamo assistendo a un Mondiale bello e davvero molto interessante. Penso che d’ora in poi possa fare la differenza soprattutto un particolare: la condizione di Marc Marquez, cioè quanto sarà in forma nelle prossime gare. Se sta bene ed è al top, può fare ancora la differenza. Al momento vedo i piloti Aprilia un gradino sopra a tutti, ma il campionato è ancora molto lungo e incerto, quindi può ancora succedere di tutto».
Infine, da faentino acquisito, qual è il suo giudizio sul Team Gresini?
«Per ora non sono stati molto fortunati, considerando i problemi di Aldeguer prima dell’inizio della stagione e l’infortunio di Alex Marquez a Barcellona, proprio nel suo momento migliore. Ma hanno tutte le qualità per risalire e per riprendersi».
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