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Faenza, i ristoratori e i pubblici esercizi gastronomici continuano a resistere

Romagna | 20 Novembre 2020 Cronaca
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Riccardo Isola - La situazione non è certo di quelle più rosee. Soprattutto per il mondo della ristorazione e dei pubblici esercizi in genere, ovviamente bar e pub compresi. Non lo è stato nel primo lockdown di marzo e non lo è, a maggior ragione, in questo secondo. Anche se le strategie per poter far cassa da parte dei locali puntano sempre di più sul delivery e sull’asporto, i fatturati calano di almemo un 50%, abbondante, in modo generalizzato. Situazione che colpisce sia il capoluogo manfredo, centro e periferia, sia le altre realtà dell’Unione della Romagna faentina. Chi invece sembra crescere o per lo meno tenere sono le hamburgherie e le pizze con servizio a domicilio, che di fatto non hanno mai smesso di lavorare. Non mancano poi esempi positivi dal mondo delle rosticcerie.

CHI HA DECISO DI CHIUDERE
Nel territorio c’è chi per varie ragioni ha così deciso di chiudere, temporaneamente, o al massimo di puntare all’asporto. Esempi sono quelli del «Il Prato dei Fiorentini» a Casola Valsenio che tramite un post su Facebook avverte i propri clienti che «dopo aver apportato le modifiche necessarie per potervi ricevere, nel rispetto delle normative, e aver eseguito costanti adeguamenti a ordinanze e Dpcm, ora, viste le ultime evoluzioni, siamo stati costretti a chiudere. Desideriamo comunque ringraziarvi - continua il titolare Marino Fiorentini - per la fiducia e l’affetto che ci avete dimostrato in questi pochi mesi di attività e ci auguriamo che già dal prossimo anno si possa ritrovare la necessaria tranquillità». Se in Appennino si decide per un temporaneo stop più a valle, a Riolo Terme, si punta sull’asporto. Un esempio è l’attività di Omar Quarneti titolare della «Cantine Antica Grotta». «Grazie soprattutto alla vendita a domicilio e on line, anche di vino - spiega - qualcosa riusciamo a incassare. Il calo è palese e importante ma abbiamo comunque deciso di aprire sia a pranzo che a cena, ovviamente con asporto, per cercare di rispondere alle esigenze dei clienti. Speriamo che per le feste natalizie possano tornare alla normalità. Di sicuro anche se questa situazione difficile, che ha portato comunque un calo di fatturato, noi saremo pronti a rispondere alle richieste anche per il periodo natalizio, da sempre molto importante per noi ristoratori. Siamo fiduciosi e speranzosi».

«PUNTIAMO SULL’ASPORTO»
«Noi non molliamo e tentiamo di rimanere ottimisti, puntando sull’asporto, anche se il realismo non può non farci evidenziare come la situazione sia difficile». Così Fabrizio Mantovani, titolare di «Fm market» in centro a Faenza spiega come affronta questo seconda ondata di chiusure per i locali. «Noi siamo settimanalmente disponibili con l’asporto per colazioni e pranzi, senza consegna a domicilio, mentre portiamo a casa la cena, ma solo entro le mura cittadine, con ultimo ordine alle 20 e ultimo ritiro, se qualcuno volesse comunque fare asporto, alle 20.30. Un modo per frenare l’inevitabile calo di fatturato, che si aggira attorno al 50%, e per dare un segnale ottimista ai cittadini e ai nostri clienti affezionati. In più rimane sempre a disposizione il nostro piccolo, ma qualitativo, market. Noi ci siamo e lavoriamo per uscire quanto prima da questa situazione». A Faenza il mitico «Spaghetti Notte» cambia ancora la formula dopo aessere stato costretto ad aprire a mezzogiorno per la prima volta nella propria storia di 37 anni di vita. Questa volta il locale, momentaneamente ex notturno,  rimarrà aperto per l’asporto dal lunedì al venerdì solo dalle 18 alle 21 mentre il sabato e la domenica sarà possibile prenotare un Super Lillo anche dalle 12 alle 14.30. Chiuso sempre invece il giovedì. Anche il simpatico e gustosissimo «Lowe», locale specializzato nella cucina di pesce ha deciso di puntare sul take away.  «Facciamo servizio d’asporto ma non consegne a domicilio - affermano i gestori del locale di corso Saffi - con le nostre proposte in menù, nel fuori menù ed enologiche che si possono consultare sul sito www.loweristo.com oppure contattandoci al 327/5497620. Lo facciamo tutti i giorni tranne nelle giornate del lunedì e del martedì».

C’E’ PERO’ ANCHE CHI VENDE
Ma iniziano anche a registrarsi anche casistiche che potremmo definire estreme. Non si tratta di chiusure ma vendite. Il caso è quello di «Civico 31», un cocktail bar, aperto solo la sera senza nemmeno la somministrazione del caffè, che già nel primo stop d’inizio anno aveva risentito e non poco della pandemia, non solo sanitaria ma anche economica e di bilancio. Il suo ideatore, Carmelo Gulli, questa volta ha deciso di attaccare il mixer al chiodo. «Per ora è così, non credo sarà una cosa definitiva, il mio lavoro lo amo ed è la mia vita, ma questa situazione, di fatto reiterata da un anno non mi permetteva di essere sereno. Troppo lo stress – prosegue Gulli – e l’incertezza. Tra l’altro sono appena diventato padre e vorrei godermi la famiglia. Per cui grazie all’interessamento dei soci attuali – aggiunge - che hanno dimostrato l’intenzione di voler continuare ho deciso di lasciare. Cosa può fare un cocktail bar che apre quando gli altri locali chiudono se non può aprire. Da qui la mia decisione, sul futuro vedremo, adesso resto a casa e mi riprendo».

IL CORAGGIO DEL ROSTICCERE 
Chi ha voluto sfidare la sorte è Paolo Mantellini che assieme alla sorella Cristina, nell’agosto di quest’anno, ha aperto in zona Faenza 1 una rosticceria: «Il cuciniere da Paolo». Per lo stesso giovane rosticcere «è stata una scommessa che per ora sta regalando, malgrado un periodo non certo sereno, buone soddisfazioni. Non mi posso lamentare. Anche in questo secondo lockdown le nostre proposte vengono apprezzate dai clienti. Prepariamo piatti pronti all’uso e quindi la forza della nostra offerta è quella di portare nelle case piatti solo da mangiare. Dalle lasagne al pesce, dai contorni alla pasta fresca riusciamo a rispondere alle esigenze dei clienti che progressivamente si sono fidelizzati. Non facciamo consegna a domicilio ma asporto dal mattino alle 8 alle 14.30, dal lunedì al sabato».
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