Faenza, dal 2 al 4 ottobre c'è il Mei, un’edizione da 30 e lode per celebrare la musica indipendente: tra gli ospiti Morgan, Cisco, Motta

Michela Ricci - Trent’anni dopo, il Mei continua a guardare avanti. Dal 2 al 4 ottobre Faenza torna a essere il punto d’incontro della musica indipendente italiana con «30 e lode!», l’edizione che celebra una storia iniziata quasi per caso e diventata, nel tempo, una delle principali piattaforme nazionali per artisti, etichette e operatori della scena musicale. In tre decenni il Meeting delle Etichette Indipendenti, ideato e coordinato da Giordano Sangiorgi, ha coinvolto oltre un milione di spettatori e circa 10mila artisti e band dal vivo, costruendo un appuntamento capace di mettere in dialogo generazioni e linguaggi differenti.
UN FESTIVAL NATO PER CASO
«La lode la diamo a tutti quelli che ci hanno sostenuto in questi 30 anni - commenta Giordano Sangiorgi - perché mai avremmo immaginato che diventasse una manifestazione così importante per il panorama musicale italiano». Un traguardo che parte da un’intuizione nata, appunto, «quasi per caso». Era la metà degli anni Novanta quando a Sangiorgi venne chiesto di animare un capannone rimasto vuoto durante una mostra per collezionisti alla Fiera di Faenza. L’idea fu quella di invitare alcune band indipendenti a esporre le proprie produzioni: arrivarono una trentina di gruppi, una dozzina suonò dal vivo e il pubblico superò le tremila persone. «Più della metà erano lì solo per quel raduno. Capimmo subito che avevamo avuto un’intuizione vincente». Da allora il Mei ha seguito le trasformazioni della musica italiana, cercando di intercettarne i segnali prima che diventassero fenomeni.
QUATTRO GENERAZIONI SUL PALCO
Oggi, nell’edizione 2026, sono almeno quattro le generazioni che si incontrano a Faenza: dai protagonisti della tradizione del liscio alle nuove leve dell’urban e del rap, passando per la generazione che ha fatto dell’indipendenza la propria cifra e per quella che oggi si muove tra indie, cantautorato e nuovi linguaggi. «Abbiamo ricevuto oltre mille richieste di partecipazione, quasi tutte di under 30 - sottolinea Sangiorgi -. C’è un bellissimo ricambio generazionale». E proprio questo passaggio di testimone è uno dei fili dell’edizione «30 e lode!», che accanto agli artisti affermati mette in campo decine di proposte emergenti. Tra i protagonisti ci saranno Cisco, a cui sarà assegnato il Pimi-Premio italiano musica indipendente 2026, e The Gang, che riceverà il Premio Mei alla carriera. Destinatario del Premio Mei 30 e lode sarà invece Morgan. Al centro ci sarà poi Motta, protagonista di un tributo nel decennale de «La fine dei vent’anni». Alla nuova generazione guardano invece la Targa Mei Artista emergente assegnata a Lamante e il Premio Giovani Mei-Exitwell a Birthh.
IL PROGRAMMA
Dopo la prima serata l’1 ottobre, il Mei entra nel vivo venerdì 2 ottobre in piazza della Libertà con il Mei Urban, dedicato alle nuove sonorità urban e rap. Il cuore della manifestazione sarà sabato 3, con i diversi palchi distribuiti nel centro storico. Sul palco centrale di piazza del Popolo si alterneranno, tra gli altri, Cisco, Motta, Lamante, Duo Bucolico. In piazza della Libertà, il Palco Crescendo darà spazio a Rockmagna Mia, Faenza Rock e a molti giovani musicisti, mentre piazza Martiri della Libertà ospiterà la finale di «Onda Rosa Indipendente». Dalle 23, piazza del Popolo e le altre piazze del centro saranno animate dalla Notte bianca Dj Indie. Domenica 4 ottobre, giornata dedicata ai temi della spiritualità e dell’inclusione in coincidenza con la festa di San Francesco, con Gang e Orchestrona della Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli, Lennon Kelly, Chiara Raggi, Beatrice Campisi e i vincitori del contest «Il Mio Cantico Libero». A fare da corollario, sabato 3, sarà anche l’ottava Fiera del Disco. Ci saranno poi il Forum del Giornalismo Musicale, la Music Academy e gli appuntamenti dedicati alla formazione e al confronto. «Il legame con il territorio è fondamentale - conclude Sangiorgi -: Faenza ci ha dato radici e noi abbiamo restituito vitalità culturale ed economica. Nei giorni del festival, la città diventa una vera capitale della musica». E proprio guardando al futuro si apre il tema del rapporto con la città: «Si chiude quest’anno la convenzione pluriennale con il Comune di Faenza. Noi siamo disponibili a parlarne per rafforzare il ruolo di coordinamento a livello musicale, con strutture adeguate, e per rafforzare un lavoro di cartellone».