Faenza, Anpana rinnova il direttivo: «Serve una sede per continure a prenderci cura degli animali»

Riccardo Isola - La cura degli animali passa dalle mani dei volontari, ma anche dalla possibilità concreta di avere uno spazio dove poter operare. È questo il messaggio lanciato dall’Anpana (Associazione nazionale protezione animali natura ambiente) che, dopo il rinnovo del consiglio direttivo, torna a chiedere alle istituzioni un aiuto per individuare una sede stabile in cui poter continuare le proprie attività. Alla guida dell’associazione è stata confermata la presidente Maria Teresa Rivola, affiancata dalla vicepresidente Pamela Pillosu, dalla segretaria Sara Battilani e dai consiglieri Lino Montevecchi e Ida Troise. Un gruppo che raccoglie l’impegno di una realtà radicata nella Romagna faentina, nata ufficialmente a Faenza nel 2019 dopo un percorso iniziato anni prima a Ravenna. «Questa associazione è nata a Ravenna oltre vent’anni fa - racconta Rivola - poi nel tempo quel gruppo si è trasformato. Dopo anche i corsi per diventare guardie zoofile ho sentito la necessità di creare qualcosa qui, sul territorio. Nel 2019 è nata la nostra realtà, con fatica, ma poi abbiamo trovato persone valide e abbiamo costruito un gruppo operativo che lavora per gli animali». Oggi l’Anpana conta una ventina di volontari attivi, oltre a soci presenti anche in altri territori della Romagna. L’associazione fa parte di una rete nazionale e interviene non solo nei cinque comuni dell’Unione, ma anche fuori provincia quando viene richiesta collaborazione. Il cuore dell’attività quotidiana riguarda soprattutto la gestione delle colonie feline. «Seguiamo diverse colonie attorno a Faenza - spiega la presidente - da Santa Lucia a San Mamante, Castel Raniero, Borgo Tuliero e altre zone. Ci occupiamo dell’alimentazione, della pulizia, delle cure veterinarie, delle medicine e degli animali che hanno bisogno di essere accolti. Non seguiamo solo gatti: aiutiamo anche cani, conigli, galline e altri animali in difficoltà». Un impegno che si allarga anche alle adozioni e ai percorsi di affidamento. «Abbiamo rapporti con staffettisti del Sud e quando ci chiedono aiuto per un cane che deve trovare una famiglia al Nord cerchiamo di dare il nostro contributo. Facciamo anche preaffidi per verificare che gli animali vengano accolti nel modo giusto». Tra le attività dell’associazione c’è anche quella educativa. Negli anni Anpana ha portato animali e testimonianze nelle scuole, con incontri dedicati ai bambini per insegnare il rispetto e la conoscenza. «Prima avevamo uno spazio dove potevamo accogliere le scolaresche, oggi siamo costretti ad andare noi nelle scuole. I bambini possono incontrare gli animali, accarezzarli, conoscere le loro esigenze e poi raccontare attraverso disegni quello che hanno imparato. Abbiamo già richieste per il prossimo anno scolastico». L’associazione collabora inoltre con realtà del territorio per progetti di pet therapy rivolti a persone con fragilità e continua a rappresentare un punto di riferimento per segnalazioni e interventi. Il nodo resta però quello logistico. «La difficoltà più grande è non avere un posto nostro - sottolinea Rivola -. Ci servirebbe un’area dove poter mettere una piccola struttura, conservare il materiale, il cibo, curare gli animali e organizzarci come gruppo. Oggi spesso siamo costretti a gestire tutto nelle nostre case, alternandoci tra volontari. Per un gatto è una cosa, per altri animali è molto più complesso». In passato l’associazione aveva avuto a disposizione un’area comunale con uno stabile dove poter accudire animali e svolgere anche attività didattiche. Ora Anpana torna a chiedere un confronto per trovare una soluzione. «Non chiediamo strutture faraoniche -conclude la presidente - ma la possibilità di avere un punto di riferimento stabile. Sarebbe un grande aiuto per continuare un servizio che facciamo ogni giorno».