Da Ravenna e Faenza, nidi gratis? "Meglio fare entrare tutti e abbassare le rette dei privati"

Romagna | 23 Settembre 2019 Mamma Mia!
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Nidi d’infanzia gratis. L’annuncio che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha fatto durante il discorso per richiedere la fiducia alla Camera si cala, a livello locale, su un terreno fertile visti i 18 milioni di euro che la Regione Emilia-Romagna ha stanziato proprio per abbassare le rette e che troverà applicazione da quest’anno.

FAENZA: «DIRITTI PER TUTTI»
Il Comune di Faenza, sul tema, pare avere le idee chiare: «Abbiamo in corso trattative con i gestori e con i sindacati – spiega l’assessore alla Scuola Simona Sangiorgi - ma la linea generale è quella di utilizzare parte dei fondi regionali per realizzare un allineamento delle tariffe anche sui posti privati dei gestori autorizzati in convenzione con noi, in modo da avvicinarle alle nostre comunali. Così potremo offrire più opportunità a chi è in lista d’attesa ai nidi comunali di accedere ai posti a mercato privato alle stesse condizioni tariffarie di quelle comunali». Nei fatti, Faenza già lo scorso anno ha abbassato le rette con i fondi della Buona Scuola, con conseguenze di non poco conto: «Abbiamo registrato un boom di domande di ammissione alla graduatoria dei nidi comunali e si è creata, quindi, una lista d’attesa. La nostra priorità è dare a tutte le famiglie interessate l’opportunità di accedere al servizio. Abbassare ulteriormente le rette alle famiglie che sono già ammesse ai servizi e lasciare fuori tante famiglie che invece desiderano accedere ma non hanno avuto l’assegnazione del posto in graduatoria comunale, infatti, può dare adito a lamentele da parte di chi deve rivolgersi al mercato privato, che ha tariffe decisamente più alte rispetto a quelle comunali. Io considero giusto, in primis, garantire lo stesso diritto a tutti». Con le somme che restano da questa prima operazione, poi, verranno abbassate le rette di tutti i posti comunali e convenzionati: «Va detto che sul tema dei nidi di infanzia è sicuramente lodevole iniziativa della Regione. Ma sarebbe ora che ci fosse una riflessione seria a livello nazionale per fare in modo che tutti i cittadini possono davvero usufruire di un servizio educativo di qualità per i loro bambini a partire dalla primissima infanzia. Con la legge della Buona Scuola sono arrivati finanziamenti per la garantire la sostenibilità dei nidi, dunque un passo avanti è stato fatto. Ora questo Governo deve portare a compimento tutto».

RAVENNA: «LISTE A ZERO»
Approccio molto simile quello di Ravenna, dove la priorità resta l’universalità del servizio: «La prima cosa da fare - spiega l’assessore alla Scuola del Comune Ouidad Bakkali - non è rendere gratis i nidi ma azzerrare le liste d’attesa e arrivare a una completa accessibilità. Per ottenere questo risultato, stiamo andando nella direzione di abbassare le rette dei nidi comunali e convenzionati per equipararle sempre di più a quelle della scuola dell’infanzia, in modo da avere un sistema 0-6 anni nel quale i costi a carico delle famiglie sono meglio distribuiti. Se arriveranno fondi per i nidi gratis, tanto di guadagnato. Nel frattempo, però, la strada da seguire crediamo sia quella dell’abbassamento delle rette. Nelle prossime settimane annunceremo di quanto, effettivamente, scenderanno». Già lo scorso anno, Palazzo Merlato ha operato un taglio con i fondi statali: «Con le nuove risorse regionali potremo non solo far calare le rette nei nostri servizi ma abbassare quelle del privato puro. Le famiglie, nei primi tre anni di vita di un bambino, sono messe a dura prova: sono più giovani, magari hanno lavori più precari, magari accendono un mutuo e  l’arrivo di un figlio può impattare in maniera pesante sui bilanci».
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