Coronavirus, il canottiere Bruno Rosetti e il biglietto per le Olimpiadi a rischio: "La salute viene prima di tutto, dobbiamo adeguarci"

Romagna | 22 Marzo 2020 Sport
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Il canottiere ravennate Bruno Rosetti, già qualificato per le Olimpiadi di Tokyo, mentre era in ritiro a Sabaudia con la Nazionale azzurra, agli ordini del direttore tecnico Francesco Cattaneo, ha ricevuto la notizia dell’annullamento della tappa di Coppa del Mondo che si doveva svolgere proprio nel bacino di Sabaudia in aprile ed anche di quella successiva programmata a Varese ad inizio maggio, come pure è stato annullato il successivo ritiro che doveva avvenire sempre nella cittadina del Parco del Circeo appena terminata la prova di Coppa del Mondo. L’avvicinamento a Tokyo 2020, anche per Rosetti, è stato evidentemente condizionato e ora si vive alla giornata, senza certezze: «Ovviamente sono molto dispiaciuto, innanzitutto per le dimensioni che ha raggiunto il contagio del Coronavirus, ed in secondo luogo perché sarebbero stati due importanti appuntamenti per misurare il livello di preparazione e di competitività contro avversari molto validi ed esperti».
Il rapido aumento dei casi in tutto il mondo ed in Italia in particolare hanno determinato queste decisioni su cui hanno pesato sicuramente anche le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
«Logico che noi atleti non siamo contenti, ma ci adeguiamo diligentemente seguendo le disposizioni, perché occorre dire forte che la salute è una priorità, non si discute. Peccato perché, oltre che validi test, sarebbero state sicuramente delle gare stupende in uno specchio d’acqua tra i più belli del mondo come quello di Sabaudia, che non a caso avrà l’organizzazione degli Europei 2024».
Per Rosetti l’ultimo grande appuntamento agonistico sono stati i Mondiali dello scorso anno disputati nel bacino di Linz in Austria, dove conquistò (assieme ai compagni di remo Castaldo, Di Costanzo e Giovanni Abbagnale) la qualificazione olimpica con l’equipaggio del quattro senza.
«Proprio per i motivi detti sopra, guardando avanti dobbiamo tutti sperare che si possano almeno disputare la successiva tappa di Coppa del Mondo programmata dal 22 al 24 maggio a Lucerna e i Campionati Europei a Poznan in Polonia dal 5 al 7 giugno. Significherebbe che l’emergenza sta rientrando e questo è l’importante ed inoltre sarebbero probanti test prima di arrivare alle Olimpiadi, che vedranno il canottaggio protagonista nella settimana dal 24 al 31 luglio».
In questi mesi che ti avvicinavano alle gare di Coppa del Mondo come stavano andando gli allenamenti?
«Bene, la condizione era ed è in linea con il programma della preparazione prevista per questo periodo dove la maggior parte viene svolta nei ritiri della Federazione come Piediluco e Sabaudia».
L’atleta bizantino era tornato a gareggiare dopo ben sette anni di stop dedicandosi a tempo pieno al canottaggio e risultando subito molto competitivo, conquistando la medaglia di bronzo ai Mondiali del 2017 e soprattutto l’argento nel 2018 ai Mondiali di Plovdiv ndo intendere che era partita la grande rincorsa per conquistare il pass olimpico ottenuto ai Mondiali di Linz nel 2019.
«Il ritorno alle gare era motivato dal cercare di arrivare a raggiungere un grande obiettivo come era l’ottenimento della qualificazione olimpica e quindi l’esserci riuscito mi ha reso felicissimo, andando a ripagare tutti i sacrifici e gli sforzi fatti nel ritornare a gareggiare allenandomi duramente. A questo punto mi auguro si possano disputare regolarmente».
Dopo il ritorno alle gare, lei è ripartito dall’equipaggio otto con per poi passare al quattro senza. Dove si esprime meglio?
«Sono andato bene con entrambi gli equipaggi, forse riesco a esprimere meglio la potenza nel quattro senza». 
In caso di svolgimento delle Olimpiadi, quali saranno le sue ambizioni?
«Sicuramente non mi accontenterei di partecipare, continuerò a cercare di preparare tutto al meglio fino dai minimi dettagli, così da non lasciare nulla al caso. Poi sappiamo che a volte, quando vi è equilibrio nelle prestazioni, possono essere anche piccoli particolari a fare la differenza, ma con i dovuti scongiuri ritengo di potere ambire a giocarmi il podio. L’essenziale è quello di riuscire a mettermi nelle condizioni ideali per esprimere il massimo possibile». (g.c.)
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