Conciliazione lavoro-famiglia, le imprese che fanno scuola nel Ravennate

Romagna | 22 Febbraio 2020 Mamma Mia!
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Silvia Manzani
Davanti al classico bivio lavoro o famiglia, c’è chi può percorrere entrambe le strade senza troppi problemi a tenere insieme esigenze molto diverse in termini di gestione del tempo. Per quanto la conciliazione sia considerata ancora oggi una chimera, ci sono esempi, anche sul territorio locale, di aziende che non vedono i bisogni di cura come un impedimento al lavoro e promuovono quindi, con flessibilità, forme di welfare. 

VERSO IL MAGGIORDOMO
Un esempio è la cooperativa sociale Zerocento di Faenza, che su circa 600 dipendenti, registra 25-30 gravidanze all’anno: «Il personale dei nostri servizi - spiega la presidente Arianna Marchi - è composto per la maggior parte da donne, molte delle quali chiedono una rimodulazione del part-time quando rientrano dalla maternità. Richiesta che tendiamo a concedere, chiaramente senza la garanzia di poter rimanere a lavorare nello stesso servizio di prima. Per legge il nostro è considerato lavoro a rischio, dunque si rimane a casa dal primo giorno della gravidanza fino a sette mesi dopo il parto. I mesi precedenti e successivi alla maternità obbligatoria, per i quali non è prevista l’integrazione al 100%, li integriamo, economicamente, noi come specifica scelta aziendale». Per chi lavora per Zerocento, c’è poi la possibilità di fare accedere i propri bambini ai posti privati nei nidi della cooperativa con tariffe agevolate. Ma ci sono anche altre azioni in campo, come la possibilità di acquistare alcuni prodotti, tra cui quelli per l’infanzia, dai fornitori della cooperativa a un prezzo agevolato, in modo da spendere meno: «Abbiamo recentemente partecipato a un bando del Ministero per poter finanziare altre misure, ad esempio l’erogazione di contributi economici a soci e dipendenti costretti ad assentarsi dal lavoro oltre 180 giorni per motivi di salute o l’avvio del servizio del maggiordomo aziendale: se il progetto andrà in porto, tre persone faranno commissioni per i nostri dipendenti per liberare a loro del tempo». Due anni fa Zerocento ha anche promosso un welfare aziendale mettendo a disposizione dei dipendenti una quota da spendere su un catalogo dove figuravano iscrizione ai centri estivi, acquisto di libri di testo, «pezzetti» di rette del nido oltre a servizi per il benessere ed il tempo libero: «In quel caso, promuovevamo il benessere ma anche la conciliazione» 

IL SOGNO DEL NIDO AZIENDALE
Andare a trovare il proprio bambino in pausa pranzo, entrare e uscire insieme a lui e sapere che si trova in un posto accogliente, magari al piano di sotto: «Nella mia vecchia azienda - racconta Mirco Mattarozzi, 57 anni, ravennate - avevo seriamente preso in considerazione l’idea di aprire un nido aziendale uno ma, purtroppo, l’iniziativa non andò a buon fine. Ancora adesso, con la mia nuova impresa, sebbene il numero di dipendenti sia passato da 140 a 12, continuo a occuparmi di tematiche legate alla conciliazione». Proprietario di Peer Network, una piccola azienda che a Ravenna si occupa di informatica, sviluppo e software per altre aziende, Mattarozzi ha da poco acconsentito a far lavorare un neo papà da casa, proprio per concedergli la possibilità di godersi il nuovo arrivato e per dare un aiuto concreto alla moglie: «Questo è un lavoro che ti consente di lavorare a distanza, di partecipare alle riunioni attraverso le video conferenze, ma non tutti gli impieghi hanno queste caratteristiche. In ogni caso, credo che sia fondamentale fare rete intorno ai nuclei familiari dei propri dipendenti». Nuovi nuclei che si formano spesso a fatica: «Oggi, specie per una piccola impresa, assumere una giovane donna può diventare una sfida da gestire. La società non si fa carico della maternità, che è tutta in capo all’azienda. Ed è così che un evento bello come la maternità, da molti viene visto come un problema e non come un’opportunità». Una valida soluzione può essere quella di non ridurre l’orario ma di aumentare i servizi per permettere ai genitori di lavorare tranquillamente e con la massima efficienza, perché liberi da preoccupazioni legate alla gestione dei propri bambini: «A mio parere, con il part-time non si risolve nulla, perché metà tempo significa anche metà stipendio o poco più. Non penso che sia questa la soluzione migliore. Per quanto riguarda Peer Network, stiamo crescendo molto, ed è probabile che, prima o poi, riprenderemo in considerazione il nido aziendale».

«MASSIMA LIBERTÀ»
C’è massima flessibilità anche alla Net Seals di Fornace Zarattini, leader italiana nella rivendita delle guarnizioni per oleodinamica e pneumatica: «Al di là dei magazzinieri, che hanno orari più vincolanti – spiega il titolare Andrea Rani – chi lavora negli uffici e, in particolare, nell’amministrazione, può gestirsi l’orario come meglio crede. L’importante è che si faccia il proprio lavoro, poi ognuno si regola in base a esigenze personali e familiari, senza che ci sia bisogno ogni vota di formalizzare». Su trenta dipendenti, dieci sono donne: «Dopo la maternità, nessuna ha chiesto il part-time, del resto avendo libertà e autonomia nella propria giornata lavorativa, nessuna ne ha probabilmente sentito l’esigenza». Per fare stare bene i propri lavoratori, Rani – che è anche un papà – cerca di esaudire i desideri del gruppo: «Mi è stato chiesto un campo da basket e io l’ho fatto. In azienda abbiamo anche la palestra, due volte all’anno ci sono i premi e organizziamo molti momenti insieme: feste, gite, cene. A Natale, i figli dei dipendenti hanno sempre un regalo. Mi piace l’idea che in azienda si stia bene, si respiri un bel clima e ci si senta a casa. È un modo per lavorare bene e implementare uno spirito di squadra, portando attaccamento al lavoro». 

BENESSERE A 360 GRADI
La conciliazione lavoro-famiglia ma, soprattutto, il concetto di benessere a 360 gradi dei dipendenti sono valori fondamentali anche da Euro Company, l’azienda di Godo riferimento in Italia nel settore della frutta secca e dei frutti disidratati: «Negli anni - ci spiegano dal reparto Relazioni umani - abbiamo dato sempre più attenzione alle iniziative e ai servizi che potessero migliorare la qualità di vita dei dipendenti e il loro benessere». L’obiettivo dell’azienda è quello di svolgere l’attività d’impresa responsabilmente ed è per questo che, negli ultimi due anni, dopo aver trasformato la propria ragione sociale in Società Benefit, Euro Company si è impegnata molto al fine di rientrare negli stand B-Corp, conseguendo la certificazione a ottobre 2019: «Si tratta di una certificazione internazionale che viene riconosciuta alle aziende che si distinguono in quanto impegnate a mettere in campo, volontariamente, sia azioni con impatto positivo che azioni che limitino eventuali impatti negativi su diversi ambiti quali comunità, ambiente, fornitori, dipendenti e governance». In questa direzione Euro Company ha attivato una serie di progetti ed iniziative ad hoc che nascono dalla consapevolezza che la salute e il benessere debbano essere centrali nella vita di ognuno e che il luogo di lavoro abbia il dovere di tutelarli: «Abbiamo quindi attivato diverse iniziative volte alla famiglia grazie alle quali riconosciamo ai neo papà tre giorni di congedo parentale retribuito aggiuntivo rispetto a quello previsto per legge, completamente a carico azienda. Sempre nella stessa logica l’azienda promuove, attraverso i seminari “Pillole di Ossigeno”, una serie di incontri rivolti ai dipendenti e ai loro familiari in cui vengono affrontate varie tematiche come ad esempio l’inclusione sociale, il cyberbullismo, l’educazione alimentare e corsi per smettere di fumare. Inoltre, abbiamo aderito al “Progetto Libellula” unendoci al network di aziende impegnate in diverse attività nella promozione di una cultura di genere e contro la violenza nei confronti delle donne». Sempre in un’ottica di conciliazione tra tempi vita e di lavoro, Euro Company ha attivato una serie di iniziative come il servizio lavanderia, il lavaggio macchina e il servizio 730 che permettono a tutti i dipendenti di poterne usufruire direttamente all’interno dell’azienda così da poter avere più tempo libero da destinare alle proprie passioni e ai propri interessi: «A tal proposito da gennaio 2019 l’azienda ha deciso di regalare a tutti i dipendenti 8 ore annue di permesso retribuito per svolgere attività di volontariato presso un’associazione a loro scelta». Da quest’anno l’azienda aprirà poi il nuovo centro polifunzionale dove i dipendenti potranno accedere ai locali della palestra aziendale usufruendo gratuitamente del servizio palestra, di uno spazio play ground all'aria aperta del corso di mindfulness, che è partito proprio in questi giorni. All’interno del nuovo centro polifunzionale ci sarà, inoltre uno spaccio aziendale rivolto ai dipendenti e a tutta la comunità. 
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