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Ciclismo, dal faentino Minardi a Mario Cipollini: le volate del Giro d'Italia che hanno infiammato Cervia

Romagna | 15 Ottobre 2020 Sport
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Andrea Bocchini
Per la quarta volta nella storia il Giro d’Italia incrocia le strade di Cervia. Era accaduto già in tre occasioni e, nelle prime due apparizioni, per Cervia era stata doppietta con un arrivo di tappa seguito da una partenza. La prima volta la corsa rosa arrivò nella città del sale il 28 maggio 1955 nella 14ª tappa con partenza da Ancona e traguardo in quella che fu ribattezzata «Pineta Cervia». Il successo, dopo 173 km, premiò il faentino Giuseppe Minardi, che anticipò Pierino Baffi e Vincenzo Zucconelli. Il giorno successivo si corse una della tappe decisive della corsa rosa con la cronometro individuale di 50 km con arrivo a Ravenna vinta da Pasquale Fornara davanti a Fausto Coppi (a 12”) e a Fiorenzo Magni (a 29”), con quest’ultimo che vinse il Giro. Occorrerà attendere ben 30 anni per rivedere la carovana rosa sul lungomare cervese e in quell’occasione a trionfare sarà il belga Frank Hoste, che precederà di un soffio l’italiano Rosola e lo svizzero Freuler. La lunga tappa di 237 km partita da Vittorio Veneto sarà soprattutto ricordata per una fragorosa caduta nel finale che vide coinvolta, senza conseguenze, anche la maglia rosa di Roberto Visentini. Il giorno seguente il Giro ripartì da Cervia con Visentini sempre in rosa per arrivare a Jesi (185 km) con successo italiano ad opera di Orlando Maini davanti allo svizzero Zimmermann. Nella memoria collettiva degli appassionati di ciclismo è però rimasta indelebile l’ultima apparizione di Cervia al Giro, datata 1997. La corsa rosa era appena partita con il successo di Mario Cipollini nella prima frazione al Lido di Venezia e Cervia ospitò la seconda tappa dell’edizione che vide il successo finale di Ivan Gotti, con Pantani fermato dal «famoso» gatto nella discesa del Chiunzi. L’arrivo era in circuito e vide il successo in maglia rosa di Mario Cipollini, con il «Re Leone» che precedette abbastanza nettamente allo sprint Jan Svorada e Endrio Leoni. La volata fu condizionata dalla caduta di Nicola Minali, rivale principale di Cipollini, che scivolò all’ultima curva posta in ad appena 200 metri dall’arrivo.

GLI ARRIVI IN PROVINCIA
La parte del leone la fa ovviamente Ravenna, che ha ospitato nove edizioni della corsa rosa con 7 arrivi e 8 partenze, l’ultima lo scorso anno con il via della frazione con arrivo a Modena vinta, poi, da Arnaud Demare. Gli ultimi arrivi sono invece datati 2011 (Cavendish) e 2005 (Petacchi), mentre è curioso notare che l’edizione del 1964 ospitò il traguardo e la partenza dalla località di Marina di Ravenna con successo in volata di Pietro Zoppas. Dietro al capoluogo di provincia c’è la stessa Cervia e, a breve distanza, Faenza che ha accolto la corsa rosa in tre edizioni (3 arrivi e 2 partenze). L’ultima volta della città manfreda fu nel 2009 con il trionfo solitario di Leonardo Bertagnolli, mentre nel 2003 a vincere fu il norvegese Kurt-Asle Arvesen in una tappa memorabile con l’attacco alla maglia rosa di Gilberto Simoni. Il Giro ha «toccato» una volta anche Riolo Terme che ospitò l’arrivo di una tappa nel 1963: era la 7ª frazione proveniente da Arezzo e il successo fu appannaggio del veloce Nino Defilippis, mentre la successiva con partenza a Riolo e arrivo a Salsomaggiore fu vinta da Adriano Durante. Si entra nel ciclismo pionieristico quando si parla di arrivo del Giro d’Italia a Lugo, con l’unica edizione rosa che fu ospitata nel 1914 (mentre un secolo dopo, nel 2014, ci fu una partenza di tappa con arrivo a Sestola). Era un ciclismo diverso con distanze folli e corso in condizioni estreme: la 7ª tappa che portò il gruppo da L’Aquila a Lugo era lunga 429 km, mentre la successiva che terminò la corsa con l’arrivo di Milano contava su 420 km. Entrambe le frazioni furono vinte da Pierino Albini, mentre la classifica finale andò ad Alfonso Calzolari.
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