Cesenatico, la Sangiovesa a Origini, evento dedicato al pesce dell’Adriatico, il 5 e 6 settembre

Riccardo Isola - Terra e mare in Romagna trovano un terreno comune: quello della cultura del cibo, della filiera e del rapporto con il territorio. È su questo dialogo che si innesta la partecipazione de La Sangiovesa di Santarcangelo di Romagna a Origini, la manifestazione promossa da Ecopesce in collaborazione con Chef to Chef, in programma il 5 e 6 settembre in piazza Costa a Cesenatico. L’appuntamento nasce per riportare al centro dell’attenzione la cultura del mare e, in particolare, una filiera tanto preziosa quanto fragile come quella del pesce dell’Adriatico. Un patrimonio alimentare, economico e ambientale che chiede consapevolezza, tutela e valorizzazione e che durante le due giornate sarà raccontato attraverso il lavoro di alcuni dei più rappresentativi cuochi dell’Emilia-Romagna. Tra loro ci sarà Massimiliano Mussoni, chef de La Sangiovesa, storica osteria di Santarcangelo, chiamato a portare a Cesenatico una lettura personale capace di mettere in relazione la cucina di terra della Romagna con quella marinara. «La nostra stessa cultura di filiera è uno sguardo originale che mescola le cucine di terra e mare», spiega Mussoni. E proprio questa contaminazione troverà forma nel piatto scelto per Origini: un salame di tonno alalunga, preparazione che prende un elemento fortemente identitario della tradizione gastronomica romagnola e lo trasferisce all’interno di una filiera differente, quella del pesce. «Saremo a Cesenatico con un salame di tonno alalunga, un piatto che mescola la nostra identità di terra e una filiera diversa dalla nostra, una contaminazione che diventa un’occasione di confronto e di esperienza», aggiunge lo chef. Non si tratta di una presenza gastronomica, ma di un confronto fra due culture produttive che condividono una medesima attenzione alla provenienza e alla qualità della materia prima. Da una parte la tradizione contadina e pastorale della Romagna rappresentata da La Sangiovesa, dall’altra il mondo della pesca e dell’Adriatico, con le sue peculiarità e le sue fragilità. Il filo conduttore è quello della filiera, intesa non come percorso che porta un prodotto dal produttore alla tavola, ma come insieme di relazioni, conoscenze e responsabilità. Il rispetto dell’ambiente, l’attenzione alle piccole produzioni, la tracciabilità e l’origine diventano così parte integrante del valore gastronomico. «Il valore simbolico del cibo è nella sua capacità di testimoniare l’identità, a cominciare dal rapporto con il territorio», sottolinea Mussoni. Un principio che La Sangiovesa ha fatto proprio nel corso degli anni, costruendo intorno alla cucina una narrazione profondamente legata alla Valmarecchia e alla Romagna. «La Sangiovesa ha lavorato molto su questo e possiamo dire che oggi è un riferimento per tutta la Valmarecchia e la Romagna in generale», conclude lo chef. A Cesenatico, la cucina diventa strumento per interrogarsi sul futuro delle produzioni locali e sul rapporto fra gastronomia, ambiente e comunità. Origini porta in piazza il mare e la sua filiera, mentre La Sangiovesa vi arriva con una preparazione che racconta come l’identità romagnola possa attraversare anche confini apparentemente lontani.