Ceramica, forte preoccupazione nel distretto faentino per i costi di gas e energia alle stelle

Romagna | 11 Settembre 2022 Economia
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«Il prezzo del gas in continuo aumento ha messo il settore italiano della ceramica in una situazione di nuovo «molto pericolosa. Il governo Draghi, oltre a insistere su un tetto al prezzo a livello europeo, dovrebbe intervenire con urgenza riattivando l’estrazione di gas dai giacimenti nazionali ancora sfruttabili e tutelare le imprese manifatturiere con misure finanziarie. Giovanni Savorani, faentino, presidente di Confindustria Ceramica, analizza così il momento molto delicato del settore, che aveva resistito bene per tutto il 2022 fino ad agosto. «Come Paese rischiamo di buttare una grossa fetta del Made in Italy». Sono oltre 260 le società attive in Italia nel settore della ceramica, di cui il 90% in Emilia-Romagna nei distretti di Faenza e di Sassuolo, con più di 26mila addetti e un fatturato di 7,5 miliardi di euro. «Per noi il problema è l’export - continua Savorani - noi siamo esportatori per l’85% della nostra produzione. Per alcuni Paesi produttori il problema del prezzo del gas non esiste e noi rischiamo di perdere il lavoro di cinquant’anni fatto per conquistare i mercati internazionali». Confindustria Ceramica ha incontrato recentemente a Cernobbio il ministro della Transizione energetica, Roberto Cingolani, «al quale abbiamo chiesto - conclude Savorani - di creare una ‘gas release’ dell’ordine di almeno 2 miliardi di metri cubi di metano nazionale, estratto dai pozzi italiani esistenti, che per qualche ragione sono stati chiusi ma che potrebbero ancora produrre».
Preoccupata, ma più ottimista Monica Domenicali, responsabile del settore per la Cgil provinciale di Ravenna: «Il quadro è peggiorato rispetto a luglio, non c’è dubbio, le oscillazioni del prezzo del gas stanno provocando molta incertezza fra le aziende. Sappiamo di numerose richieste di cassa integrazione in Emilia, nel distretto fra Sassuolo e Modena, per quanto riguarda invece le imprese romagnole, in particolare nel distretto Faenza-Castel Bolognese, non c’è per ora nessuna richiesta specifica di Cigo. Molto dipenderà dai risultati delle elezioni del 25 settembre e, per quanto riguarda gli ordini, dal Cersaie che comincerà il 26 settembre». (m.p.)
 
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