Caviro e Terre Cevico ambasciatrici del vino a Milano Cortina 2026

Riccardo Isola - Ventisei vini come ventisei tessere di un mosaico che racconta l’Italia del vino al mondo. È la selezione ufficiale delle etichette made in Italy che accompagneranno i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 (6–22 febbraio), protagoniste della carta dei vini di MUSA, l’hospitality house di Casa Italia allestita alla Triennale di Milano, alla Galleria Farsetti di Cortina d’Ampezzo e ad Aquagranda di Livigno. Un palcoscenico internazionale dove il vino diventa linguaggio culturale, strumento di racconto dei territori e simbolo di identità nazionale Accanto ai grandi nomi della viticoltura italiana, la Romagna conquista un ruolo da protagonista grazie a due autentici testimonial del mondo cooperativo: Cantine Caviro e Terre Cevico, interpreti di una viticoltura diffusa, popolare e allo stesso tempo capace di qualità e visione. La selezione, curata dal team di LT Wine & Food Advisory con il supporto di Luciano Ferraro, ha seguito linee guida precise: valorizzare le principali denominazioni, i vitigni autoctoni e l’intero spettro della wine economy italiana, dai grandi gruppi alle piccole produzioni.
Per Caviro entra nel calice olimpico il Romagna Doc Sangiovese Superiore Riserva Vigneti Romio 2021, espressione intensa e territoriale del vitigno simbolo della regione, affiancato dal Reggiano Lambrusco Spumante Dop Rubino del Cerro 2024 di Venturini Baldini. Due vini che raccontano una Romagna contemporanea, capace di parlare al mondo senza rinunciare alle proprie radici.
Ma il segnale più forte arriva dall’Albana: il Romagna Albana Docg secco 2024 di Tenuta Masselina, realtà collinare di Terre Cevico, è l’unica Albana selezionata tra le 26 etichette ambassador del made in Italy. Un riconoscimento che restituisce centralità al primo vitigno bianco italiano ad aver ottenuto la Docg, nel 1987, oggi al centro di una rinnovata attenzione qualitativa. «È un risultato che premia l’intera Romagna – spiega Franco Donati, presidente di Terre Cevico – e il lavoro di valorizzazione dei nostri vini bianchi, dalle pianure alle colline».
Prodotta sulle colline della Serra di Castel Bolognese, l’Albana di Masselina si distingue per struttura, sapidità e tannini ben equilibrati, mostrando una versatilità gastronomica che va oltre la tradizione romagnola per dialogare con la grande cucina italiana. Un vino che, come il Sangiovese di Caviro, porta con sé il racconto di una comunità agricola e di un territorio che ha fatto della cooperazione una forza identitaria. A vent’anni da Torino 2006, il ritorno delle Olimpiadi in Italia passa anche da questi calici. E nel brindisi globale di Milano Cortina 2026, la Romagna alza la voce con due nomi che ne incarnano storia, presente e futuro.