Castel Bolognese, al via le iniziative 2026 del Mulino Scodellino, si parte da San Valentino

Riccardo Isola - Dove l’acqua continua a raccontare il tempo. È il Mulino Scodellino, monumento che affonda le proprie radici nel XIV secolo e che ancora oggi restituisce una parte fondamentale della storia del territorio. Sottoposto a tutela dal Ministero per i Beni Architettonici e Ambientali e dalla Soprintendenza di Ravenna, il mulino rappresenta un raro e prezioso esempio di archeologia industriale perfettamente conservata. Le fonti collocano la sua origine negli anni immediatamente successivi alla fondazione del Castrum bononiense. Il 1° dicembre 1392 il Senato di Bologna deliberò la costruzione delle moline di Castel Bolognese. Tra il 1393 e il 1396 vennero realizzati la diga Steccaia e il canale artificiale, inizialmente destinato alla difesa del castello e solo in seguito all’alimentazione delle ruote dei mulini. Il Mulino Scodellino, dunque, nasce sul finire del Trecento, diventando parte integrante delle radici castellane della comunità. L’impianto di macinazione è rimasto sostanzialmente invariato per oltre cinque secoli. Due palmenti azionati da ruote idrauliche, le caratteristiche ritrecine, hanno macinato cereali dal Quattrocento ai primi decenni del Novecento. Nel 1935 arrivò l’unico vero salto tecnologico, con l’introduzione di una turbina Francis e di un buratto centrifugo per separare il fior di farina dalla crusca, senza snaturare l’anima del luogo. Di proprietà pubblica, il Mulino Scodellino è tornato in funzione nel 2009 grazie all’impegno di un’associazione di volontari. Oggi produce farina come un tempo, utilizzando una macina monolitica del 1843, nel pieno rispetto delle normative sanitarie grazie alla collaborazione con un mulino industriale del territorio. Visitare il Mulino significa immergersi in un racconto fatto di gesti antichi, rumori d’acqua, profumi di farina. Un’esperienza che affascina bambini, famiglie e appassionati, trasformando la storia in esperienza viva. Accanto alla visita fisica, il Mulino Scodellino ha saputo aprirsi anche al futuro con il Museo Virtuale: una visita immersiva a 360 gradi, accessibile tutto l’anno, che consente di esplorare gli ambienti e dialogare con l’avatar della mugnaia. Durante eventi e manifestazioni è possibile vivere anche un’esperienza di realtà virtuale con visori di ultima generazione, diventando mugnaio del terzo millennio. Il progetto è raccontato online anche in Comunicazione Aumentativa Alternativa, a cura di Fare Leggere Tutti Aps. Il Mulino è inoltre un luogo di incontro e cultura, con pacchetti turistici, prodotti acquistabili in loco e online, e un calendario di eventi che unisce gusto, arte e territorio. Tra i prossimi appuntamenti, sabato 14 febbraio 2026 «L’amore delle forme», serata di San Valentino tra cucina, arte e convivialità con la chef Anna Montefiori e l’artista Mario Lezzi. Il 21 febbraio, invece, spazio all’arte con l’incontro dedicato ad Angelo Biancini, guidato dalla storica dell’arte Maria Grazia Morganti. Maggiori info su www.mulinoscodellino.it.