Caso Electrolux: il ministro Urso convoca un Tavolo il 25 maggio, a rischio 400 posti a Forlì, sindacati e istituzioni in campo

Romagna | 12 Maggio 2026 Economia
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Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato lunedì 25 maggio alle ore 15, presso Palazzo Piacentini, un tavolo sulla vertenza Electrolux, alla luce dell'annuncio degli esuberi e del piano di riorganizzazione industriale presentato dalla multinazionale di elettrodomestici, fra cui il taglio di 400 posti di lavoro nello stabilimento di Forlì. All'incontro saranno presenti i rappresentanti dell'azienda e le organizzazioni sindacali, insieme ai rappresentanti delle Regioni in cui sono presenti gli stabilimenti del gruppo: Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche e Veneto. Il tavolo ha l'obiettivo di approfondire le ricadute occupazionali e industriali della vertenza e di esaminare le possibili azioni a tutela dei lavoratori e della continuità produttiva.

Si è svolto martedì mattina davanti ai cancelli dello stabilimento Electrolux di Forlì il presidio e l’assemblea in sciopero promossi dalle organizzazioni sindacali metalmeccaniche a seguito del pesantissimo piano di ristrutturazione annunciato dall’azienda, che prevede circa 1.700 esuberi in Italia e almeno 400 posti di lavoro a rischio nello stabilimento forlivese, presidio a cui come Segretari Generali di Cgil, Cisl Uil, Maria Giorgini - Francesco Marinelli - Enrico Imolesi abbiamo portato tutta la solidarietà e la forza del sindacato confederale. Una mobilitazione quella odierna dunque molto partecipata, attraversata da grande preoccupazione, ma anche da una forte determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori nel difendere occupazione, dignità e futuro industriale del territorio.
Cgil Forlì Cesena, Cisl Romagna e Uil Forlì ringraziano per la presenza e la vicinanza espresse questa mattina l’Assessore Regionale Giovanni Paglia, il Sindaco di Forlì Gian Luca Zattini, assieme ad altri rappresentanti delle istituzioni regionali e locali e delle forze politiche del territorio.
Nel pomeriggio le organizzazioni sindacali hanno inoltre ricevuto l’invito a partecipare al Consiglio Comunale di Forlì: un segnale importante di attenzione istituzionale, a cui chiediamo seguano atti concreti e una forte iniziativa politica verso il Governo e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
È infatti stato convocato per il prossimo 25 maggio alle ore 15, presso il Mimit a Roma, il tavolo nazionale sulla vertenza Electrolux, un appuntamento decisivo per il futuro dello stabilimento forlivese e dell’intero gruppo in Italia.
“La vertenza Electrolux si inserisce dentro un quadro sempre più evidente di deindustrializzazione che sta colpendo la Romagna e il Paese. In questi mesi vediamo aumentare crisi aziendali, ridimensionamenti produttivi, procedure fallimentari e perdita di occupazione in settori strategici del manifatturiero, dalla metalmeccanica alla filiera moda-calzature. I dati della cassa integrazione, dei licenziamenti economici e della diminuzione delle imprese attive raccontano una difficoltà strutturale che non può più essere affrontata come una semplice fase congiunturale”.
“Il rischio concreto è quello di una lenta erosione del tessuto industriale romagnolo ed emiliano-romagnolo, dentro una trasformazione accelerata da transizione energetica, innovazione tecnologica, tensioni internazionali e aumento dei costi energetici, ma senza adeguate politiche industriali e protezioni sociali. Senza industria non ci sono occupazione stabile, sviluppo e coesione sociale”.
“Quella di Electrolux non è soltanto una vertenza sindacale o aziendale: è la vertenza di tutta la città e dell’intero territorio romagnolo. Difendere Electrolux significa difendere lavoro, industria, competenze e futuro produttivo. Per questo serve una mobilitazione larga, unitaria e continua, capace di coinvolgere istituzioni, forze sociali, realtà economiche e cittadinanza”.
CGIL Forlì Cesena, CISL Romagna e UIL Forlì confermano il pieno sostegno alle iniziative di mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori e chiedono che il confronto nazionale porti a precise garanzie sul mantenimento della produzione e dell’occupazione nel sito di Forlì e negli stabilimenti italiani.
 
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