Brisighella, il 30 e 31 il «Palio della Manesca» fa rivivere il Medioevo

Riccardo Isola - Nella Rocca di Brisighella l’eco del ferro delle armature, del legno delle balestre, quel suono secco e martellante dei tamburi ritorna a vibrare. Lo fa lasciando quella sensazione di essere tornati indietro nei secoli. È proprio questa l’anima del «Palio della Manesca», che sabato 30 e domenica 31 maggio celebra la sua quinta edizione trasformando uno dei luoghi simbolo della vallata in un grande teatro di storia vissuta. L’iniziativa organizzata dall’Associazione sportiva dilettantistica «Contea Brasichellae et Vallis Hamoniae» non è soltanto una rievocazione storica, ma un’esperienza immersiva che punta a coinvolgere il pubblico, famiglie comprese, nella scoperta delle antiche tradizioni militari della Val Lamone. Al centro dell’evento c’è infatti la balestra manesca da un piede, utilizzata senza appoggi e manovrata esclusivamente con forza e precisione, disciplina che oggi rientra ufficialmente tra i giochi storici riconosciuti dal Coni attraverso Aics. Per due giorni la Rocca diventerà il campo di battaglia simbolico dei quattro antichi castelli della valle: Castrum Brasichellae, Castrum Rontanae, Castrum Calamelii e Castrum Sancti Cassiani. I balestrieri, rigorosamente in abiti storici, si sfideranno in una serie di prove che uniranno abilità tecnica, velocità e spirito di squadra. Gambeson, cotte di maglia, corazze e cappelli di ferro non saranno semplici costumi di scena, ma elementi di una ricostruzione accurata che punta a restituire autenticità all’intera manifestazione. La grande novità del 2026 sarà il «Tiro dal pavese», una gara che introduce la figura del pavesario, il fante incaricato di proteggere il balestriere durante la ricarica. Una prova spettacolare e dinamica, pensata per rendere ancora più coinvolgente la competizione anche agli occhi del pubblico: mentre il tiratore prende la mira dietro il grande scudo medievale, il compagno dovrà colpire con il falcione alcune borchie d’acciaio fissate a un palo. Un gioco di coordinazione e precisione che promette di essere uno dei momenti più seguiti del Palio. L’obiettivo degli organizzatori, però, va oltre la gara. Il Palio della Manesca vuole diventare un’occasione per far riscoprire la storia locale attraverso la partecipazione diretta delle persone. Per questo il programma inizierà già sabato pomeriggio con una sessione didattica aperta al pubblico guidata dal Mastro Balestraio Davide Righini, costruttore di fedeli repliche storiche. Un appuntamento pensato per avvicinare curiosi, giovani e appassionati a un mondo fatto di tecnica artigianale, studio storico e disciplina sportiva. Domenica sarà invece la giornata delle sfide ufficiali, scandita dai tiri alla barbuta, dagli scudi, dalla nuova prova del pavese e dal tiro velocità, fino alle premiazioni finali accompagnate dall’esibizione dei Tamburi Medioevali di Brisighella. A suggellare la vittoria saranno il nome del miglior balestriere e l’araldica del Castrum vincitore, che entreranno nel Pannello Ligneo d’Onore custodito dal Comune come simbolo della memoria storica della valle. Più che un semplice evento, il Palio della Manesca si conferma così un modo per riaccendere il legame tra territorio, identità e comunità, invitando il pubblico a diventare parte di una storia che, almeno per un fine settimana, torna a vivere fra le pietre della Rocca.