Bertinoro, la Cantina Celli lancia un progetto di terroir con l'Albana, nasce «Bron & Ruseval» 2024

Romagna | 04 Aprile 2026 Le vie del gusto
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Riccardo Isola - Non è il tempo delle sintesi facili, ma quello delle identità precise. E così, sulle colline di Bertinoro, la cantina Celli sceglie di raccontare il territorio per sottrazione, andando dritta al punto: un vigneto, un’esposizione, un vitigno. Il resto è interpretazione, senza sovrastrutture. Il Romagna Albana Docg secco «Bron & Ruseval» 2024 nasce così. Da un’idea precisa e da un luogo nitido. Cinquemila viti per ettaro, rese contenute a 80 quintali, esposizione nord-ovest e quei suoli sciolti dello Spungone di Cellaimo che restituiscono energia e tensione. La grammatica è quella dell’Albana, nella sua espressione più identitaria: il clone Gentile di Bertinoro. Nel calice il vino si apre con passo sicuro. Finezza ed eleganza, senza mai rinunciare a una presenza piena. Il frutto è netto, la componente floreale accompagna, poi arriva quella stoccata minerale che allunga il sorso e lo rende dinamico. Chiude lungo, appagante, con una texture tannica accennata che lo rende sorprendentemente gastronomico. I 13,5 gradi sono perfettamente integrati in una struttura che gioca più sulla precisione che sulla potenza. La scelta stilistica è quindi chiara: niente anfore, né barrique, né macerazioni spinte. Acciaio, cemento e vetro diventano culla e misura, strumenti per restituire un vino schietto, leggibile, diretto. Proprio in questa apparente semplicità si nasconde il valore del progetto. Un racconto pulito, nitido, concreto. Un vino beverino, nel suo senso più alto. Oggi non è certo un difetto: è virtù. Perché il vino, da sempre, deve saper essere bevuto prima ancora che spiegato. Deve parlare di vitigno, annata, territorio e visione aziendale con autenticità. Celli, con i suoi Croppi, lo fa da tempo con una costanza disarmante. Questo «Bron & Ruseval» eleva il racconte forse a modello aggiungendo un tassello ancora più definito. «Siamo molto orgogliosi di questo vino che nasce da un progetto del 2017 - racconta Mauro Sirri -. Volevamo dare vita a un vigneto di Albana coltivata con il clone Gentile di Bertinoro, il nostro storico: grappolo compatto, acidità sostenuta, leggera trama tannica. Dopo 18 mesi lo presentiamo al calice. Finalmente è nudo». Nudo, sì… ma  anche buono. Salute.
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