Bassa Romagna, canile e infermeria di Bizzuno: nel 2025 meno abbandoni di gatti e meno adozioni di cani

Anche lo scorso anno ha visto molto impegnati i volontari sia del canile che dell’infermeria felina di Bizzuno. Il primo, oggi, conta su una sessantina di cani presenti in struttura e, nel 2025 ne sono entrati 276 di cui 238 con chip. «Ne sono usciti 286 di cui 250 resi ai proprietari- ha commentato la responsabile del canile, Teresa Ghinassi- 6 sono morti perché molto anziani e gli altri, purtroppo, sono stati recuperati, ma non ce l’hanno fatta per le gravi lesioni riportate, spesso, dopo un incidente stradale». Le adozioni sono, invece, in forte calo, «solo 30 nell’anno passato. Ad oggi abbiamo tanti molossoidi che nessuno vuole perché più impegnativi da gestire: tanti li abbiamo avuti a seguito di sequestri. A differenza dei meticci che, invece, registrano un buon turn over, purtroppo questi tipi di cani restano tanto in canile, perché le persone li acquistano senza considerare non solo l’impegno in generale che serve per accudire in coscienza un animale, ma anche le caratteristiche della razza». Una nota positiva è rappresentata dai cani anziani che, a differenza di quanto si possa credere, vengono comunque adottati. «Una famiglia ha preso un pastore tedesco di 13 anni, malato e l’ha voluto fortemente: siamo stati felicissimi di sapere che potrà trascorrere in casa e non più in un box gli anni che ha ancora da vivere». Quest’anno il canile di Bizzuno ha lanciato la campagna «Cuori al caldo» per finanziare l’acquisto di lampade riscaldanti ad infrarosso e consentire ai cani di trascorrere l’inverno con una temperatura accettabile. «In alcune zone della struttura, ossia nelle aree recentemente ristrutturate ci sono già queste lampade riscaldanti e visto che il sistema funziona bene, abbiamo deciso di portare a tutti i cani presenti in struttura questo tipo di riscaldamento. Durante le feste natalizie in tanti sono passati dalla nostra Bautique sotto le logge del Pavaglione di Lugo ed abbiamo avuto un’ottima risposta raccogliendo circa 8 mila euro». Nel 2025 l’Infermeria felina ha, invece, accolto 1287 gatti, un numero in linea con l’anno passato che significa 141 gatti abbandonati in meno sul territorio. Le colonie sono diventate 781 con 751 ingressi per sterilizzazioni e 30 interventi finalizzati alle cure proprio dei gatti di colonia. «Questi numeri possono rappresentare, dopo anni, un primo segnale di inversione di tendenza, frutto dell’importanza fondamentale della sterilizzazione», spiega Marianna Gianstefani, Presidente Enpa di Lugo. «Meno nascite significano meno sofferenza e, soprattutto, meno abbandoni sul territorio. Risultati di questo tipo sono possibili solo grazie all’impegno quotidiano dei volontari, che catturano gatti randagi per sterilizzarli, prevenendo gravi problemi sociali legati al sovrannumero della popolazione felina». L’ENPA di Lugo condanna con fermezza ogni forma di violenza e maltrattamento nei confronti degli animali, ricordando che, con l’entrata in vigore della Legge 82/2025 lo scorso luglio, gli animali sono ufficialmente riconosciuti come esseri senzienti. «Nel corso dell’ultimo anno siamo stati costretti ad assistere a scenari inaccettabili e sconvolgenti: cuccioli abbandonati e lasciati agonizzare all’interno di scatoloni, gettati lungo le strade o nei cassonetti delle campagne di Massa Lombarda e Conselice. Episodi che testimoniano una grave mancanza di rispetto e di responsabilità, oltre a configurare reati puniti dalla legge. Il riconoscimento degli animali come esseri senzienti rappresenta un passaggio storico e fondamentale: pone le basi per un sistema di tutela più giusto, moderno e rispettoso della loro dignità e del loro diritto alla vita. Un cambiamento culturale e giuridico che tutti noi, cittadini e amanti degli animali, abbiamo il dovere di conoscere, sostenere e difendere con convinzione». Come sempre Enpa ricorda l’importanza della sterilizzazione, fondamentale misura di prevenzione sanitaria: riduce nelle femmine il rischio di tumori mammari e previene la piometra, infezione uterina potenzialmente letale; nei maschi diminuisce l’incidenza di patologie legate a prostata e testicoli e riduce la diffusione di malattie trasmissibili come FIV e FeLV, spesso contratte durante lotte o accoppiamenti. Non meno rilevanti sono gli effetti comportamentali: meno fughe (e quindi meno incidenti stradali), minore aggressività e riduzione delle marcature urinarie. Nel corso del 2025 i 1.287 gatti entrati hanno totalizzato 7.575 giorni di ricovero. Sono stati 28 i gatti accolti a seguito di incidenti stradali: nella quasi totalità dei casi si trattava di animali non sterilizzati e privi di proprietario. È importante ribadire che i gatti non castrati sono più inclini a vagare e quindi maggiormente esposti al rischio di investimento. Tra le uscite, si segnalano 422 adozioni, un risultato significativo reso possibile in gran parte dal lavoro instancabile delle balie, che con enormi sacrifici si sostituiscono alle madri, allattando i piccoli ogni due o tre ore. L’obiettivo resta quello di promuovere adozioni consapevoli, per prevenire abbandoni futuri spesso legati a aspettative errate o a una scarsa informazione iniziale. Adottare un gatto significa assumersi una responsabilità a lungo termine: un gatto può vivere 15–20 anni e necessita di sterilizzazione, cure veterinarie e attenzioni costanti. Ogni adozione consapevole rappresenta un abbandono evitato. Sono stati infine 23 i gatti restituiti ai proprietari. Rimane, purtroppo, ancora poco diffusa l’abitudine di applicare il microchip, strumento fondamentale che consentirebbe una rapida identificazione del proprietario e un più veloce ricongiungimento. Tutto questo lavoro è possibile solo grazie ai volontari, persone che amano i gatti e che ogni giorno si dedicano a salvataggi, catture, cure, adozioni e a tutte le attività indispensabili per la tutela degli animali. È una vita fatta di sacrifici, ma ciò che restituisce a livello umano è semplicemente impagabile.