Basket B Nazionale, una rosa più profonda e qualche incognita: pregi e difetti dentro al cantiere dell’OraSì Ravenna

Agostino Galegati
I primi venti giorni (il raduno è avvenuto il 9 agosto) e la prima amichevole dell’anno zero della nuova OraSì, come l’ha definita il nuovo presidente Mauro Montini, sono andati in archivio, con entusiasmo e voglia di lavorare sotto la guida del nuovo generale Andrea Auletta che sta plasmando un gruppo con otto novità nei dieci rispetto ai play-in raggiunti nello scorso campionato.
COSA VA
Sulla carta la rosa allestita è più lunga di quella che ha avuto a disposizione Andrea Gabrielli nello scorso campionato, con giocatori che ancora di più possono ricoprire più ruoli come Ghigo, Paiano o l’esperto Cena, quest’ultimo che può all’occorrenza giocare sia da ala piccola che forte ma volendo anche pivot, mentre tra gli esterni sono almeno quattro i giocatori che possono ricoprire i ruoli di play o guardia: il capitano dello scorso campionato, Gabriel Dron (la conferma dei gradi non è ancora arrivata ma non dovrebbe essere in discussione), il rientrante Francesco Paolin, i nuovi arrivi Naoni e Feliciangeli e come guardia tattica anche l’altro confermato, Kevin Brigato. Nella prima uscita sono stati proprio Paiano e Naoni le note più positive (il primo è stato il migliore realizzatore dell’intera gara con 18 punti). Pur uscendo sconfitti 81-69 i giallorossi erano partiti benissimo nel punteggio e si sono comunque aggiudicati i quarti «pari», di misura, e lottando fino agli ultimi secondi dopo essere scivolati anche sopra i 20 punti di scarto. Gli schemi che hanno portato questo sono stati il gioco perimetrale e i penetra e scarica.
COSA NON VA
I carichi di lavoro sono importanti e lo si è visto fin dal 9 agosto quando la squadra si è ritrovata e ha percorso i primi passi della preparazione atletica e del lavoro individuale. Questo ha giocoforza portato nella prima amichevole a dei momenti di difficoltà per i bizantini. A questo si sono aggiunti i problemi fisici del play titolare Dron, colpito da un virus intestinale e un acciacco fisico che ne ha fortemente limitato l’utilizzo a pochi minuti del primo quarto per poi non tornare in campo, e di Kevin Brigato, colpito da crampi. Nel corso della gara i Raggisolaris hanno sfruttato non tanto i centimetri, quanto il tonnellaggio, per mettere in difficoltà il gioco ravennate (e in questo il metro «all’inglese» della terna arbitrale, la novità di quest’anno, ha indirettamente contribuito). Questo aspetto si è evidenziato soprattutto nella lotta a rimbalzo in cui i «piccoli» manfredi hanno spesso avuto la meglio, impedendo il gioco preferito di Auletta, vale a dire controllo delle carambole, difesa e contropiede. I due osservati speciali della partita, il nuovo straniero Jakstas e l’esperto lungo Cena, sono andati a sprazzi. Il primo aveva cominciato benissimo con una bomba mettendo in evidenza anche le sue doti dall’arco, per poi limitarsi a un gioco più oscuro, per il secondo solo un punto con un libero.
L’ANALISI
Andrea Auletta ha visto comunque il classico bicchiere mezzo pieno. «Come prima uscita possiamo e dobbiamo ritenerci soddisfatti perché abbiamo giocato il primo vero 5 contro 5 dopo solo due giorni di contatti a buona intensità. Avevo chiesto ai ragazzi entusiasmo e grande impatto e questa è stata la chiave per vincere il primo e il terzo quarto; mentre nel secondo e nel quarto abbiamo sofferto un po’ di più la loro fisicità ed energia, e siamo stati anche costretti a centellinare alcune rotazioni. Questo però non deve essere un alibi, anzi: deve spingerci a trovare più connessione di squadra nel prossimo futuro. Di certo, come primo impegno della pre-season, torniamo a casa con tanti spunti su cui lavorare».