Basket B Nazionale, promossi, respinti e bocciati: ecco i Raggisolaris Faenza in... numeri aspettando il play-in

Valerio Roila
In attesa di capire quanto durerà la post season della Tema Sinergie, ecco come è andata in cifre la stagione regolare. Queste tutte le statistiche del roster di Pansa, una sorta di pagellone senza voto ma con tutti i numeri.
RINALDIN
Prototipo del play che maschera il gap fisico con l’energia delle giocate, la difesa appiccicosa e il tiro dalla distanza, conquista minutaggio e fiducia. Sbaglia le prime 13 triple, poi entrano tutte assieme ed è eroe contro la Luiss. Prosegue a fasi alterne, a volte deraglia o spadella, ma era il suo primo campionato di livello e la carta d’identità (classe 2006) gioca a suo favore. 3,7 punti e 1,3 assist in 13’, 30% da tre e un 44% ai liberi su cui lavorare.
STEFANINI
Ultimo ad arrivare, primo ad andarsene. Imbarcato in corsa con un «last minute», per rimpolpare la rosa e per l’infortunio iniziale di Romano, entra in punta di piedi, fornendo duttilità tattica, abnegazione difensiva e punti sugli scarichi, con insospettabile precisione perimetrale a dispetto di una tecnica naif, con tiri ad una mano. Allettato dalla ricca offerta di Avellino, saluta la compagnia senza prolungare il contratto a termine. 3,2 punti e 4,2 rimbalzi in 15’, 43% da due, 33% da tre.
MBACKE
Fisico, atletismo, schiacciate da highlight, istinto per le stoppate, preferite al posizionamento giusto nell’uno contro uno difensivo. Il lungo in prestito da Verona si ferma per infortunio alla caviglia a gennaio, quando era in crescita di forma, lasciando l’amaro in bocca per quello che avrebbe potuto ancora fornire alla causa. 8,2 rimbalzi (quarto del girone), 1,2 stoppate (primo), 8,8 punti col 50% da due.
VETTORI
Prima punta offensiva, non si accontenta di tiri facili, anzi dall’arco è incostante, e trova molti modi diversi di segnare, andando a caccia di seconde opportunità o di viaggi in lunetta, grazie ad istinto, tecnica e dinamismo. Sale sul gradino basso della classifica marcatori a 16,9 medi, li correda con 4,6 falli subiti (sesto), e gli ottimi, per un esterno, 51% da due e 4,8 rimbalzi, chiudendo decimo per valutazione a 16,4.
VAN OUNSEM
Impatto fisico e mano docile, il belga mostra presto una certa ritrosia alla combattività, ma ci lavora su, si giova dello spostamento da centro ad ala forte, con l’arrivo di Di Pizzo, e tira fuori una dose più adeguata di aggressività, a costo di un minor impatto offensivo. Sfruttando i giochi a due accumula cifre medie comunque discrete: 11,1 punti e 5,2 rimbalzi, col 48% da due ed il 42% da tre (sesto nel girone).
ROMANO
Salta per infortunio i primi due mesi di campionato e fatica per entrare in ritmo. Giocatore di carattere, sfrutta la capacità di giocare nei due ruoli di ala, anche se alla fine più spesso si sottrae all’agone vicino ai ferri per sfruttare il tiro perimetrale che diventa arma tattica importante, ma talvolta lo abbandona, deprimendolo. Chiude con 8,5 punti e 3,2 rimbalzi, il 37% da tre e l’ottimo 88% ai liberi (migliore dei suoi).
LONGO
Se gli venisse chiesto di dare un rene per una vittoria, probabilmente lo farebbe. Pivot generoso e «sgobbone» se ce n’è uno, con talento e qualità tecniche limitati che sopperisce con quelle da lottatore inesauribile, anche a rimbalzo offensivo. 1,8 punti (53% da due) e 2,1 rimbalzi in 9’ di impiego.
DI PIZZO
Arriva a febbraio a suturare l’assenza di Mbacke, capisce il gioco, con cui rimane connesso, ed è recettivo, regalando profondità e spazi all’azione offensiva. Fin troppo «bravo ragazzo», per chi era rimasto affezionato alle ruvidezze di Poggi, ma ugualmente produttivo, chiude con 9,5 punti, il 61% da due (settimo nel girone) e 8,2 rimbalzi.
FRAGONARA
Play di tecnica e tigna, combattivo ed intenso. Atterrisce ed atterra gli avversari creando separazioni fulminee in «step back» o «side step» e tiene stretto il timone da leadership della squadra, che ripaga con cioccolatini serviti a domicilio. A 22 anni appena compiuti, ha ancora ampi margini di crescita ed è destinato a platee di categoria superiore. 13,9 punti, 4,9 assist (primo nel girone), e 45% da tre (secondo).
SANTIANGELI
Arrivato per fare da uomo d’esperienza, a cui affidare i palloni decisivi, fatica a vestirne i panni. Si ritrova strada nel tratto finale, in cui è più disinvolto e confidente. Cifre finali sotto le attese: 8,1 punti, 3,9 rimbalzi, 31% da tre e 68% ai liberi.
FUMAGALLI
Istintivo, al prezzo di qualche «fuori giri», ed intenso, si mette sulle linee di passaggio o mani addosso alla palla per rapinare palloni da verticalizzare dall’altra parte, dove punta sempre al ferro. La lunetta (un 46% da brividi) e l’arco (30%) non gli sorridono, ma riempie le voci del tabellino: 6,7 punti, 3,1 rimbalzi e 3,5 assist.