Basket B Nazionale, Masciadri e la storia di un gradito ritorno a Ravenna: «Grande emozione, punterò a un record speciale»

Agostino Galegati
Due conferme e un graditissimo ritorno. In casa OraSì sarà all’insegna del senso di appartenenza alla maglia la rosa che si sta via via delineando e che sarà a disposizione del nuovo tecnico, Daniele Aniello, presentato ufficialmente mercoledì. Oltre alla conferma di Alessandro Feliciangeli, già legato da contratto, qualche giorno fa è arrivata quella del capitano Gabriel Dron. In attesa delle ufficializzazioni anche Kevin Brigato e Rolandas Jakstas dovrebbero far parte della rosa bizantina anche nel prossimo campionato mentre il tam tam di radiomercato ha battuto anche il nome di Daniele Cinciarini: anche per l’esperto playmaker pesarese, 43 anni, sarebbe un ritorno a Ravenna dopo i due anni dal 2020 al 2022, nello scorso campionato a Roseto in A2 con complessivamente 27 presenze e 282 punti realizzati. Il «nome nuovo» è quello dell’ala Stefano Masciadri, lombardo di Giussano ma ravennate di adozione e matrimonio, classe 1989 già in giallorosso dal 2015 al 2019, che nella giornata di venerdì 26 ha firmato un contratto biennale che lo porterà a diventare un recordman o quasi della storia recente del sodalizio bizantino. Nelle quattro stagioni in canotta OraSì «Fotsis», come viene soprannominato, ha collezionato complessivamente 136 presenze per 1.179 punti realizzati tra Coppa Italia, Supercoppa, stagione regolare di campionato e play-off. Le motivazioni dell’ingaggio sono nel commento del direttore generale Lorenzo Nicoletti: «Quello di Stefano è un ritorno sicuramente molto gradito sia da parte della società che della città. Parliamo di una persona eccezionale che, dopo diversi anni in Serie A2, potrà portare esperienza al gruppo ed essere molto utile al coach grazie alla sua capacità di ricoprire più ruoli e di avere un impatto importante in campo». Ecco le prime parole di «Fotsis» per tracciare quello che potrà essere il prossimo campionato.
Masciadri, cominciamo dalle emozioni per il suo ritorno. Cosa prova?
«È davvero un piacere poter dire di essere tornato a Ravenna, credo che alla base di tutto ci sia una voglia reciproca di tornare a lavorare insieme e creare una base solida per alzare ulteriormente l’asticella già dalla prossima stagione. Personalmente metterò in campo tutta la mia esperienza a disposizione in primis dei miei compagni e dello staff, sono pronto per dare tutto. Ai tifosi posso dire che sono felice di essere tornato e non vedo l’ora di rivederli al Pala Costa, spero possa diventare il nostro fortino durante tutta la stagione».
Dopo la conferma di Dron è arrivato il suo ingaggio, entrambi avete scritto pagine importanti in giallorosso. Quanto sarà importante il senso di appartenenza?
«Credo che il senso di appartenenza sia parte fondamentale di quello che dovrà essere lo spirito in spogliatoio e poi in campo. Ravenna è una realtà che vive di passione per il basket e noi dobbiamo essere bravi nel coltivarlo nel miglior modo possibile facendo divertire e provando a riempire il palazzetto ogni volta».
Il suo nuovo tecnico, Daniele Aniello, predica una pallacanestro molto offensiva. Una sua opinione al riguardo viste le sue caratteristiche di bombardiere?
«Con il coach ho già avuto una chiacchierata appena dopo la firma e mi ha subito trasmesso la sua voglia di fare una pallacanestro frizzante, dove ci saranno delle idee di base che ho da subito condiviso, posso dire che siamo entrambi nella stessa pagina del gioco. Non vedo l’ora di iniziare questa stagione».
Per lei sarà nuovamente B Nazionale dopo il campionato vinto a Rimini. Un suo pensiero? Che campionato sarà l’anno prossimo?
«Sarà un campionato tosto, sporco e ancora molto lungo. Noi dobbiamo essere bravi a farci trovare sempre pronti e non fare mai un passo indietro».
Nelle prossime due stagioni diventerà recordman di presenze in giallorosso, almeno negli ultimi 25 anni. Emozioni particolari?
«Questo è un record che mi è stato detto da più persone, per me sarà un onore raggiungerlo perché significa che lascerò un segno indelebile nella storia del Basket Ravenna, a cui sarò sempre grato per le emozioni che mi ha dato e per quelle che verranno con le stagioni che verranno e sarà uno stimolo in più a fare bene in allenamento e in partita».
Il suo soprannome Fotsis, da cosa deriva?
«Antonis Fotsis era un giocatore greco che ha giocato anche a Milano (dal 2011 al 2013 con 44 presenze e 375 punti realizzati, ndr) a cui assomigliavo non solo esteticamente (caratteristiche comuni soprattutto la barba importante, ndr) ma anche come modo di giocare, quindi qualcuno ha iniziato a chiamarmi così e allora mi sembrava simpatico come soprannome».