Basket B Nazionale, la nuova vita di Garelli dalla panchina alla scrivania: «Faenza, uno sguardo al presente e uno al futuro»

Romagna | 04 Aprile 2026 Sport
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Valerio Roila
Con la sudata vittoria nel derby con la Virtus Imola, la Tema Sinergie ha difeso l’ottavo posto dall’assalto delle inseguitrici. In vista della volata finale di cinque partite, che riprenderà sabato a Nocera, abbiamo chiesto un punto della situazione al direttore tecnico neroverde Gigi Garelli.
Garelli, quel passaggio dalla panchina alla scrivania che l’affascinava e temeva, a distanza di quasi un anno dalla decisione, come lo giudica? 
«Ho assorbito la routine, mi sento a mio agio nel nuovo ruolo. Più che il momento della partita, mi manca la gestione quotidiana, perché assistendo agli allenamenti ho ancora l’istinto di dire la mia ed essere parte attiva. Lo sono ancora, ma in modo diverso, perché nutro un ottimo rapporto con coach Pansa. Questa è una gestione di lancio per un incarico che avevo già svolto, ma in combinata a quello di coach: è diverso farlo come occupazione principale, ci sarà da fare il punto con la società a bocce ferme, per assegnarci i compiti per la prossima».
Passando alla squadra, cosa si aspetta da questo rush finale? C’è un obiettivo minimo, una soglia di piena soddisfazione?
«Non avessimo perso qualche punto per strada avremmo una classifica invidiabile, ma l’altalena nelle prestazioni ce l’aspettavamo, abbassando l’età media di cinque anni. Vogliamo difendere la posizione che abbiamo, anche se al di là del risultato, che non sempre ha correlazione col lavoro in palestra, il target fissato l’abbiamo raggiunto, ovvero far bene con una squadra che avesse un’etica del lavoro, e che ci mettesse intensità ed applicazione: su questi punti il coach è un martello. Non era scontato, rinnovando e ringiovanendo così tanto la squadra, così come rialzarsi sempre dopo i momenti di sbandamento».
Siete in lizza per uno dei premi per il minutaggio concesso agli under.
«E questo nonostante avessimo saputo in corsa che l’impiego di Mbacke, italiano per formazione e nascita ma non per cittadinanza, non avrebbe partecipato al computo, altrimenti avremmo concorso per il primo premio, nonostante la sua anticipata fine stagione per infortunio. Peccato, ci sarebbe piaciuto vederlo assieme a Di Pizzo, per combinare esplosività e tonnellaggio sotto canestro».
Portando lo sguardo al campionato, quali squadre l’hanno colpita?
«L’unica, tra quelle che ci sono davanti, che non era pronosticata tra le migliori, ovvero San Severo. Una grande sorpresa perché arrivava da una salvezza stentata, e che prova quanto paghi seguire una buona strada intrapresa: hanno confermato il coach e diversi giocatori, e con un anno di lavoro alle spalle e gli inserimenti giusti all’interno del progetto, hanno raggiunto risultati insperati».
Anche il vostro intendimento è proseguire sul solco tracciato, confermando i pezzi pregiati, ma quanto sarà dura resistere alle sirene del mercato e alle legittime ambizioni personali dei giocatori e quali lezioni vi portate dietro da questa annata?
«Quando rivoluzioni il roster, come abbiamo fatto questa estate, sai già che sei più soggetto a fare qualche errore, ma credevamo nel progetto, e possiamo dire di aver fatto un discreto lavoro. Siamo consapevoli che non sarà facile trattenere chi si è messo in luce e che è attenzionato anche da squadre di categoria superiore: non c’è garanzia di poter confermare tutti gli elementi che vorremmo e di presentarci al nuovo campionato con pochi ritocchi. Cerchiamo di essere preparati ad ogni evenienza, monitorando elementi che stanno facendo bene altrove».
Da cosa si ripartirà?
«Dalla definizione di budget e obiettivi, perché il campionato nelle ultime stagioni ha avuto un’impennata repentina sul piano dei costi, a causa della riduzione del numero di squadre in A2 (da 28 a 20) e in B (da 64 a 38), che ha portato tanti buoni giocatori ad innalzare il livello della nostra categoria. Basti pensare che con lo stesso budget, anche leggermente superiore, a quello con cui, qualche anno fa, rivaleggiavamo con le migliori, arrivando ad una finale promozione con Rieti, ora siamo ottavi».
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