Basket B Nazionale, il gioco, le certezze e le incognite: la prima «radiografia» sulla Tema Faenza in vista del debutto casalingo

Romagna | 01 Ottobre 2026 Sport
basket-b-nazionale-il-gioco-le-certezze-e-le-incognite-la-prima-radiografia-sulla-tema-faenza-in-vista-del-debutto-casalingo
Valerio Roila
Cartoline da Latina. Dove si è consumata una precoce cena delle beffe per la Tema Sinergie, avanti per quasi 30 minuti su 40 sulle aspre assi del parquet della Benacquista, quasi uno scontro diretto play-off anticipato. Analizzare una sconfitta simile richiede l’onestà di separare il caso dal merito: da un lato ci sono i segnali di una squadra che ha già un’anima e un’idea di gioco chiara; dall’altro, le crepe emotive e i passaggi a vuoto su cui bisognerà lavorare prima che diventino abitudine. Non dovrebbero servire disclaimer, ma rimarchiamolo: siamo alla prima giornata, i giudizi sono solo brevi sbuffi tracciati con matita o inchiostro simpatico, ma quello abbiamo in mano ora, e di quello si ciancia, in questa breve sintesi arbitraria di luci ed ombre, fluita dai primi tre quarti d’ora d’agonismo neroverde.

IL TELAIO E IL GIOCO
La trama e l’ordito, ovvero l’impronta di Pansa, che scalda la macchina e dove lo porta lo decide lui, assieme ai suoi uomini, almeno fino all’ingorgo. L’identità tattica mostrata per tre quarti gara da Faenza è stata rincuorante, dopo i balbettii del precampionato. La difesa ha funzionato a lungo da detonatore per l’attacco, disinnescando i punti di riferimento di Latina tranne uno, il satanasso Nikolic. E là davanti la Tema ha imposto il proprio ritmo, muovendo il pallone con fluidità per scardinare la retroguardia laziale. La squadra delle «prime scelte» pensata in estate ha già una fisionomia riconoscibile, con l’attacco aggressivo frutto dell’esecuzione del piano gara disegnato in allenamento.

I SOLISTI E LE CERTEZZE
Gittata e polmoni, con il battesimo di fuoco di Bertetti, il fattore Campori, e qualche lampo dal collettivo. L’esordio da 5/9 da tre di Gianmarco Bertetti restituisce conferme sulla personalità del play, il predestinato a sostituire Fragonara nei cuori dei tifosi. La prestazione totale di Luca Campori, la sua connessione con la partita, ha dato sostanza e presenza nei momenti critici. Apprezzabili letture e bagliori di Filippo Rossi nel far girare la squadra e con quel recupero che, sul 68-70 a 40” dal gong, avrebbe potuto significare fine dei giochi. La scossa fisica di Alessandro Riva, pur tra qualche gol mangiato a porta vuota, ma con un finale elettrico (stoppata più schiacciata) che aveva restituito ai Raggisolaris l’inerzia dell’incontro tra il 36’ e il 38’. Di contro, Eimantas Stankevicius, al di là della spadellata dall’arco, ha mostrato di doversi ancora calare in una realtà in cui deve condividere le responsabilità, a differenza della metà stagione passata in maglia Virtus Imola, quando era il principale terminale offensivo, e di dover aggiungere costanza nella concentrazione difensiva. E ovviamente Raffaele Romano deve riprendere il ritmo partita, dopo aver saltato in pratica la preparazione estiva, per poi essere catapultato in campo in 17 minuti nei quali pareva sempre rispondere con qualche frame di ritardo dall’azione.

I PASSAGGI IN APNEA
Il tributo alla fatica e i parziali subiti nell’ombra. E la sindrome del «replay», con la paralisi nel supplementare. Anche in questo caso distribuire colpe e meriti è opera di cesello. Non si può scindere con l’accetta l’impossibilità di tenere lo stesso ritmo per 40 minuti in settembre con le qualità di una big come Latina, risalita in sella al cavallo scosso con il 14-0 della prima metà del quarto periodo. Ed è umano comprendere il crollo emotivo dopo quanto accaduto nel finale del tempo regolamentare, sul 68-71: Campori commette fallo per togliere a Pastore il tentativo del pari, gli arbitri non ne ravvedono il contatto, la guardia laziale trafigge la sua ex squadra, che nel supplementare scompare dalla scena. Il rifiuto dell’imprevisto, la ghigliottina del prolungamento, l’incapacità di resettare il tabellone mentale ha spedito Faenza fuori dal flusso, in evidente apnea psicologica. La lezione da portare a casa è nota: capita di dover subire episodi; la differenza tra le grandi squadre e quelle che rincorrono sta nella capacità di sfilarsi di dosso il rancore per continuare a giocare a mente fredda. Perché, a volte, il confine tra impresa e rimpianto risiede nella capacità di non farsi paralizzare dalle casualità contrarie. Latina non lascia in eredità punti, ma qualche risposta. Se il talento e la struttura ci sono già, la maturità cominceremo a misurarla da domenica, nell’esordio casalingo, contro San Severo.
Compila questo modulo per scrivere un commento
Nome:
Commento:
Settesere Community
Abbonati on-line
al settimanale Setteserequi!

SCOPRI COME
Scarica la nostra App!
Scarica la nostra APP
Follow Us
Facebook
Instagram
Youtube
Settesere 30 anni
Appuntamenti
Buon Appetito
FuoriClasse
Centenari
Mappamondo
Lab 25
Fata Storia
Blog Settesere
Logo Settesere
Facebook  Twitter   Youtube
Redazione di Faenza

Via Severoli, 16 A
Tel. +39 0546/20535
E-mail: direttore@settesere.it
Privacy & Cookie Policy - Preferenze Cookie
Redazione di Ravenna

via Arcivescovo Gerberto 17
Tel 0544/1880790
E-mail direttore@settesere.it

Pubblicità

Per la pubblicità su SettesereQui e Settesere.it potete rivolgervi a: Media Romagna
Ravenna - tel. 0544/1880790
Faenza - tel. 0546/20535
E-mail: pubblicita@settesere.it

Credits TITANKA! Spa
Setteserequi è una testata registrata presso il Tribunale di Ravenna al n.457 del 03/10/1964 - Numero iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione:
23201- Direttore responsabile Manuel Poletti - Editore “Media Romagna” cooperativa di giornalisti con sede a Ravenna, Arcivescovo Gerberto 17.
La testata fruisce dei contributi diretti editoria L. 198/2016 e d.lgs. 70/2017 (ex L. 250/90).
Contributi incassati


Licenza contenuti Tutti i contenuti del sito sono disponibili in licenza Creative Commons Attribuzione