Basket B Nazionale, il direttore sportivo Baccarini tra presente e futuro: «Da Pansa al nuovo roster fino al sostituto di Garelli: Raggisolaris, le nostre idee per la prossima stagione»

Valerio Roila
Vent’anni di corsa verticale, voltandosi indietro solo per orgoglio, non per nostalgia. I Raggisolaris hanno imboccato una strada romantica e difficile: spazio alla fame dei giovani, futuro da costruire un mattone alla volta e piedi ben piantati nel cemento della sostenibilità. Oggi si trovano al bivio dove hanno salutato Gigi Garelli e si guardano allo specchio, provando a trasformare difficoltà in opportunità. Nelle parole del direttore sportivo Andrea Baccarini, con cui abbiamo fatto il punto della situazione, c’è il manifesto di una società che non ha paura del domani.
Per la Raggisolaris quello appena concluso è stato una sorta di anno zero dal punto di vista dirigenziale, con il nuovo assetto che prevedeva un direttore tecnico: come è andata e cosa ha apportato Gigi Garelli in questa nuova funzione?
«Quello che ha rappresentato per noi Gigi va al di là di quello che è una mera figura di tesserato. Si è inserito in società a livello umano, portando il suo imprinting, la sua esperienza, dando supporto ed apporto come allenatore e dirigente, affiancandosi allo staff, e condividendo il suo sapere con competenza, carattere e cuore. Ha consolidato il nostro percorso di crescita rafforzandone struttura e identità».
Come avete accolto la notizia del richiamo della sua terra d’elezione?
«Ci è dispiaciuto, ovviamente, perché si era creata una simbiosi perfetta con il suo modo d’essere, lui ha avuto subito massima trasparenza nel raccontarcelo e noi abbiamo dato massima apertura per accontentare quello che era il suo desiderio principale. Sapevamo tutti che solo per Forlì avrebbe lasciato Faenza, né lui né noi potevamo dire di no, per quello che rappresenta per lui quella società, di cui è fondatore, anche per la piazza, per l’incarico che ricoprirà e la categoria. Quindi abbiamo assecondato le sue ambizioni, nonostante il contratto in essere».
Sarà rimpiazzato nel ruolo o tornerete all’assetto precedente?
«Avevamo scelto di fare un upgrade, ritornare a come eravamo prima sarebbe un passo indietro. Non si può prescindere dall’avere nell’area tecnica una figura che non possiamo internalizzare, dati i compiti che deve ricoprire. Stiamo già cercando la persona giusta per reintegrare l’organico, che abbia volontà e capacità, più che esperienza nel ruolo. Per quanto riguarda invece il coaching staff abbiamo già contratto con il capo allenatore Pansa ed il vice Pio, presto annunceremo un ulteriore assistente, poi inizieremo a guardare al mercato dei giocatori».
Con quali propositi?
«L’intenzione di non stravolgere troppo l’organico attuale è la chiave primaria, poi stiamo osservando le fasi finali nazionali giovanili per provare ad assicurarci qualche prospetto con cui provare a fare progetti più lunghi».
Quest’anno festeggerete il ventennale della creazione dei Raggisolaris. Siete cresciuti in modo esponenziale in questo periodo, ma in quest’ultimo periodo budget e pubblico si sono stabilizzati. Cosa si può fare per portarli a livello delle squadre più ambiziose della categoria?
«Difficile competere con piazze che hanno bacini di utenza più grandi come Roma o Livorno. Il pubblico magari si è abituato a playoff di livello più elevato, ma la nostra situazione attuale è questa, e dobbiamo perseguire la linea della sostenibilità. Ciononostante, stiamo facendo step avanti con il settore giovanile e i frutti si stanno apprezzando: abbiamo partecipato a tutti i campionati d’Eccellenza e ottenuto ottimi esiti con Under 19 e Under 15, arrivata tra le prime 12 in Italia. Contiamo di vedere in futuro qualche elemento in più, tra quelli cresciuti nel vivaio, in prima squadra. Con la quale comunque continuiamo a qualificarci ai playoff in un campionato di B molto più duro di una volta, siamo fieri dei risultati raggiunti».
Negli ultimi quattro anni la squadra che vi ha eliminato nei play-off è stata poi promossa in A2 (Rimini, Rieti, Libertas Livorno, Roseto). La cabala sarà rispettata anche quest’anno?
«Avessimo avuto maggior continuità avremmo potuto evitare un abbinamento così difficile, ma ci siamo presi i nostri rischi nel costruire una squadra molto giovane, e siamo stati premiati per il secondo posto come minutaggio concesso agli under. Per quanto riguarda la cabala, credo che coach Salieri abbia plasmato una Vigevano compatta e famelica, quindi glielo auguro. Pistola alla tempia, dovessi dare tre nomi secchi, indicherei loro, Roma e Caserta».