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Basket B, intervista a coach Serra: "Rekico, che stagione: sono pronto a restare"

Romagna | 05 Giugno 2021 Sport
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Valerio Roila
Sarà anche questione di lana caprina, in quanto le sconfitte restano tali ed apportano sempre rimpianti e desideri di rivalsa. Ma la domanda stuzzica dibattiti stimolanti: in una gara decisiva, è meglio essersela giocata e perderla all’ultimo tiro, come capitato all’Olimpia Milano alle Final Four di Eurolega, o andare subito sotto di brutto e non avere mai speranze di raddrizzarla? La seconda opzione, che è quanto accaduto alla Rekico nella «bella» di Bernareggio, lascia meno strascichi mentali e non induce a rivivere all’infinito il momento fatale, ma tutto sommato, quando si riavvolge il nastro, ci si accorge che non è il punto di arrivo che conta, quanto il cammino intrapreso. E per Faenza quel cammino è stato spesso una corsa, a tratti appagante, in altri in salita e controvento, con tante soddisfazioni intermedie e più rare amarezze. Con il tecnico neroverde Alberto Serra abbiamo ripercorso le tappe di questa stagione, a cominciare dall’avvio a grandi falcate, con un girone di andata della prima fase che ha portato Faenza in vetta: «Non sapevamo bene cosa aspettarci, ma abbiamo viaggiato presto in modo soddisfacente. Il punto più alto è stato la vittoria ad Alba, un campo molto difficile, che ci ha dato una carica aggiuntiva. Ma ci sono stati anche passi falsi, come la doppia sconfitta con Imola, con qualche recriminazione soprattutto all’andata, mentre al ritorno l’abbiamo giocata proprio male». Poi è arrivato il Covid a scombinare i vostri piani, con la difficile ripresa, le cinque partite «trafelate» e la perdita di terreno in graduatoria: «Già, ma è successo anche ad altre, e se penso a quello che è capitato a Rimini, possiamo dire che ci è andata anche bene. Siamo stati però una delle prime squadre ad entrarci nella seconda ondata, quindi non si sapeva ancora bene come gestire la situazione, tra quarantena, esami sotto sforzo e la riattivazione per tornare ad un buon livello di forma. Abbiamo fatto un po’ da cavia per le altre. Un periodo intenso, ma alla fine credo abbiamo fatto un ottimo lavoro».
La certificazione di questo lavoro compiuto per riaccendere i motori è arrivata dalle vittorie della seconda fase, che vi hanno rimesso tra le migliori. Anche se sono arrivate le sconfitte di Livorno e Chiusi a fare da spia sul fatto che forse eravate una buona squadra, ma non ancora una grande squadra. «Quelle cadute ci hanno fatto capire due cose: che dovevamo crescere ancora dal punto di vista mentale, e che le altre ci consideravano di alto livello e pertanto ci affrontavano con la cattiveria agonistica di uno scontro diretto, mentre noi eravamo ancora all’idea di provarci, inconsapevoli della nostra forza. Certo, da qui a batterle ce ne passa, ma con le squadre di prima fascia ci è mancato quel salto».
Ed arriviamo ai playoff, cinque partite molto diverse una dall’altra ed una Bernareggio che è parsa squadra diversa dentro e fuori casa: «A mente serena, possiamo dire di aver disputato una gran serie, contro una squadra più forte di noi, sotto alcuni aspetti. Non era scontato portare la squadra favorita alla quinta partita, ed infatti, oltre a noi, ci è riuscita solo la Luiss Roma, e non era facile per una serie terza contro sesta. Poi ci può stare andare sotto di brutto alla bella, non abbiamo recriminazioni. Ci hanno superato dove sapevamo potesse capitare: atletismo, contropiede, rimbalzi offensivi. Non abbiamo avuto sufficiente forza mentale per contrastare le nostre difficoltà, ma sia io che i miei giocatori siamo cresciuti molto, nel corso della serie, nella capacità di leggere la partita, e capire cosa fare per arginare gli avversari».
Chi vincerà i playoff del vostro tabellone? «Bernareggio può far contare il suo fattore campo, ma credo che Piacenza e Livorno abbiano giocatori più abituati a disputare questo tipo di partite».
La vedremo ancora in sella alla Rekico nella prossima stagione? «Il mio contratto annuale è in scadenza. Io mi sento pronto ad affrontare un nuovo campionato a Faenza. Con la dirigenza ci siamo presi un momento di pausa, per ricaricare le forze fisiche e mentali, ma presto ci incontreremo per discutere il proseguimento del rapporto».
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