Alluvione 3 anni fa, Legacoop Romagna: ««Piattaforma Sfinge, ristori e Pai Po, ancora criticità per le associate»

Romagna | 29 Aprile 2026 Economia
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A tre anni degli eventi alluvionali che ebbero inizio il 2 maggio del 2023 Legacoop Romagna fa il punto sullo stato dei risarcimenti, l’andamento della ricostruzione e i rapporti con la struttura commissariale. Lo scopo è di continuare a tenere alta l’attenzione su quei tragici eventi e ribadire il proprio ringraziamento a tutte le realtà che si sono fatte carico della solidarietà verso il territorio. Alla conferenza stampa svolta mercoledì nella sede di Ravenna erano presenti il presidente, Paolo Lucchi, il coordinatore territoriale Mirco Bagnari e la presidente della Provincia, Valentina Palli.
Venendo alla ricostruzione, un forte elemento di preoccupazione è rappresentato dalla nuova variante al Piano di assetto idrogeologico (Pai Po) del 18 dicembre 2025. Il provvedimento introduce vincoli restrittivi lungo i bacini dei fiumi romagnoli e individua aree destinate a tracimazioni controllate, con conseguenti impatti sulle coltivazioni.

OK IL COMMISSARIO
L’attuale struttura commissariale sta permettendo di procedere con maggiore efficacia rispetto alla precedente gestione guidata dal Generale Figliuolo, la cui fase è ormai conclusa. «La struttura commissariale attuale – dichiara il coordinatore dell’area di Ravenna di Legacoop Romagna, Mirco Bagnari – sta funzionando molto meglio di quella precedente guidata dal Generale Figliuolo. Con il cambio di passo della nuova struttura i tempi sembrano finalmente più consoni, ma per troppo tempo, poco o nulla è successo. A oggi siamo poco oltre metà del percorso; ci stiamo lavorando quotidianamente, ma la strada è ancora lunga».

PIATTAFORMA SFINGE LENTA
Nonostante l’impegno quotidiano, permangono tuttavia criticità rilevanti legate alla Piattaforma Sfinge. Dopo tre anni, solo il 10% delle pratiche totali (oltre 8mila domande) è stato presentato sulla piattaforma, riflettendo le forti incertezze procedurali che hanno caratterizzato il primo periodo, quando la percentuale si attestava appena all’1%.

RISTORI PARZIALI DOPO 3 ANNI
Per quanto riguarda il percorso dei ristori, le Cooperative Agricole Braccianti hanno rappresentato il comparto più colpito con danni stimati in circa 30 milioni di euro. Alla data odierna, considerando tutte le fonti di finanziamento, sono stati erogati 17 milioni di euro, coprendo poco più della metà delle perdite complessive. L’ondata di solidarietà che ha interessato tutto il movimento cooperativo, nel complesso ha mobilitato risorse per oltre sei milioni di euro, derivanti dalla generosità di numerosi donatori e realtà associative. Tra i principali interventi in Romagna si annoverano il sostegno di Conad per 1,5 milioni di euro destinato ai comuni di Cesena, Forlì, Faenza, Lugo e Cervia e il contributo di Coop Alleanza 3.0, che ha stanziato oltre un milione di euro per le Cooperative Agricole Braccianti. Grazie ai contributi provenienti da numerose realtà e campagne di raccolta fondi, sono stati inoltre erogati 570,000,00 euro a favore di 209 tra soci e dipendenti che hanno subito 4,6 milioni di danni nelle proprie abitazioni.

IL PRESIDENTE LUCCHI
«Tre anni dopo la terribile catastrofe che ha colpito la nostra Regione – spiega il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi – vogliamo continuare a onorare l’impegno che ci siamo assunti e tenere il faro costantemente acceso su quanto accaduto e su quanto resta ancora da fare. Lo dobbiamo alle nostre cooperative, ai cittadini e ai tantissimi donatori che non smetteremo mai di ringraziare per la loro generosità. Per quanto riguarda il futuro, anche se siamo consapevoli della necessità di organizzare al meglio le aree di tracimazione controllata, intendiamo tenere alta l’attenzione su tutte le conseguenze del piano di assetto idrogeologico. I vincoli restrittivi lungo i bacini dei fiumi rischiano, infatti, di portare a una vera e propria “vetrificazione” del territorio, bloccando ogni possibilità di sviluppo e ripartenza dell’economia. Per questo motivo, ribadiamo la necessità di un confronto serrato. Siamo stati tra i primi a intervenire sul Pai Po e nel confronto con le cooperative romagnole abbiamo sin da subito espresso proposte chiare di connessione tra la necessità di tutelare il territorio, ma consentendone anche uno sviluppo equilibrato».
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