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Nuove collaborazioni nel nome del Sommo Poeta, da Firenze al Louvre

Ravenna | 28 Marzo 2021 Cultura
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Elena Nencini
E’ alta meno di un metro, ma ha un valore simbolico - oltre a quello intrinseco di scultura altomedievale (inizio del XIV sec.) - molto forte: grazie a un accordo con il museo del Louvre di Parigi tornerà a Ravenna l’altorilievo della Madonna con il bambino proveniente dalla chiesa di San Francesco. Secondo Corrado Ricci, storico dell’arte che creò la prima Sovrintendenza italiana proprio a Ravenna, si trattava della stessa statua che doveva trovarsi nella cappella dei Da Polenta dove il corpo di Dante fu alloggiato, già dal 1321. Alla fine dell’800 l’opera fu acquistata da un collezionista d’arte francese Charles Davillier che la lasciò in testamento al Louvre. Per la mostra Dante. Gli occhi e la mente. Le Arti al tempo dell’esilio, a cura di Massimo Medica, presso la chiesa di San Romualdo di Ravenna (dal 24 aprile al 4 luglio 2021) sarà quindi possibile vederla. Al Museo Dantesco è conservato un calco in gesso della Madonna voluto proprio dal Ricci in occasione delle celebrazioni del VI centenario della morte del poeta (1921).

SINERGIE ECCELLENTI
Il mondo della cultura, che continua a subire gravi restrizioni a causa della pandemia, stabilisce però interessanti collaborazioni, frutto di una maggiore sinergia tra le diverse realtà. Dopo gli accordi tra Ravenna e Firenze che porteranno nella città bizantina il polittico di Badia di Giotto proveniente dalle Gallerie degli Uffizi, nasce una nuova collaborazione tra il Museo d’arte della città (Mar) di Ravenna e i Musei San Domenico di Forlì. A partire da aprile nelle due città romagnole si inaugureranno due mostre a tema dantesco: Dante. Gli occhi e la mente. Le Arti al tempo dell’esilio presso la chiesa di San Romualdo a Ravenna (vedi sopra) e Dante. La visione dell’arte, presso i Musei San Domenico a Forlì a partire dal mese di aprile, dopo la Pasqua, in linea con le disposizioni relative alla riapertura delle sedi museali, fino al’11 luglio 2021.
Le due mostre faranno parte di un percorso espositivo dedicato al Sommo Poeta che vedrà a Ravenna le opere legate all’esilio dantesco e con cui Dante è entrato in contatto, opere che in alcuni casi il Poeta ha potuto vedere e conoscere, e a Forlì una selezione di oltre 250 opere che, nei secoli successivi, hanno tratto ispirazione da Dante e dalla sua Commedia. Entrambe le mostre sono realizzate con il contributo di musei internazionali.
Il pubblico del Mar, del Museo Tamo e dei Musei San Domenico potrà usufruire dell’ingresso ridotto presentando i biglietti di ingresso alle altre esposizioni; inoltre per la prima volta ci sarà un biglietto integrato che darà accesso alle due mostre e consentirà la visita a Ravenna del nuovo Museo Dante di prossima apertura (tariffa agevolata di 17 euro, biglietto cumulativo dedicato alle famiglie, da 4 persone in su, di 50 euro).

PERCORSI DANTESCHI
Sempre a Ravenna, anche Tamo, nel complesso monumentale della chiesa di San Nicolò, si inserisce nel calendario delle celebrazioni dantesche con due esposizioni temporanee che la Fondazione RavennAntica dedica a Dante e che vanno ad aggiungersi alla sezione Mosaici tra Inferno e Paradiso, composta da 21 opere realizzate nel 1965 dallo storico Gruppo mosaicisti dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, di cui quindici realizzate su cartoni di famosi artisti italiani. 
La prima esposizione, inaugurazione prevista per il 16 aprile, si intitola Tamo Dante. L’alto passo… Andar per pace. L’idea alla base della mostra dello scultore e ceramista Enzo Babini, dedicata al poema dantesco, è la rappresentazione della Divina Commedia in cento formelle di terracotta. Le formelle, una per ogni canto del capolavoro di Dante, illustrano le scene chiave della Divina Commedia, fornendone una straordinaria sintesi per immagini di grande efficacia. Grazie alla Società Dante Alighieri, le opere di Babini sono state esposte a Città del Messico e a Melbourne, in Australia, in Cina nella città di Ging-De-Zhen e nel 2011 al museo Statale di Puškin a Mosca. L’opera ha richiesto tre anni di lavoro. 
A questa prima esposizione si affinaca, nel soppalco del museo, una sorta di carrellata panoramica di foto e di immagini dei luoghi del Poeta intitolata Dante e la Romagna
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